Dai circoli Arci della provincia di Firenze, arrivano sette tracce tra il grunge il pop punk, che non ne stravolgono i cani, ma gasano di brutto
L'immaginario degli Scraffs è quello di una Firenze che non ha nulla a che vedere con Santa Maria Del Fiore, Ponte Vecchio o gli Uffizi. Al contrario, la loro storia parte dal Redstone, un circolo Arci a Valdarno, nella provincia del capoluogo toscano, dove i quattro componenti della band hanno trascorso innumerevoli serate e dove hanno esordito dal vivo. E dunque nei brani che compongono Rubberneck, il loro primo disco, non c'è traccia di bellezza rinascimentale, ma c'è spazio per il grunge che si contamina con il pop punk.
Da qualche mese, gli Scraffs sono entrati nel giro di Germi, il luogo di contaminazione fondato a Milano da Manuel Agnelli, dove è offerta la possibilità di suonare a band rock emergenti. E che, di solito, è un attimo ente certificatore della qualità. Anche nel caso del quartetto fiorentino, il frontman degli Afterhours sembra averci visto giusto.
Le sette tracce che compongono Rubberneck (sei inediti, una cover) sono brani che si inseriscono nelle dinamiche e nei canoni del pop punk senza stravolgerlo, un po' Green Day, un po' Blink 182. Però, fondamentalmente, sono brani che gasano. Per la voce di Daniel Stephens, a tratti graffiata e rock, a tratti calda e docile. E per l'attitudine post-liceale con cui le canzoni sono scritte ed eseguite.
Lotus lily, per esempio, è un brano che potrebbe essere suonato alla fine di una romcom dal protagonista bellissimo, mentre la camera continua a staccare per captare le reazione della ragazza innamorata a cui il pezzo è dedicato, e che il cantante guarda negli occhi per tutto il tempo. In Gasoline Blood, la band lotta contro i demoni interiori giocando con i riverberi. Time's fingertips è il brano più rock del disco, con un inizio delicato che richiama Don't cry dei Guns N' Roses, prima dell'esplosione della batteria. E la cover di ABC City degli Holograms in chiusura funziona quasi come un manifesto programmatico capovolto.
Per chi abita a Milano, o nella provincia fiorentina, andare a sentirli del vivo sarà un po' più agevole. Per tutti gli altri, sarà solo questione di tempo, prima che le date degli Scraffs inizino a moltiplicarsi. E io, la possibilità di sentire come gasano dal vivo, non me la perderei.
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La recensione Rubberneck di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-03-12 20:27:00

COMMENTI (1)
@filottetee grazie mille filippo e rockit per la recensione, hai colto lo scraffsmood alla grande! felicissimi che ti abbia gasato, ti aspettiamo ad uno dei nostri live 🖤