Le Canzoni GiusteSOTTO LA PANCA2026 - Rap, Crossover, Pop rock

SOTTO LA PANCAprecedenteprecedente

Trentacinque minuti di cazzeggio chirurgico contro il becerismo del nostro presente.

Canzoni demenziali scritte e suonate con maledetta serietà. È dentro questo cortocircuito che la musica de Le Canzoni Giuste si muove senza un'apparente soluzione di continuità. Una dicotomia che in SOTTO LA PANCA, l’ultimo disco del gruppo "nato nel 2018 a Pescara, ma non per colpa sua", trova l'ennesima occasione per manifestarsi in tutta la sua sbilenca magnificenza.

Tredici tracce che, tra satira e umorismo surreale, dispensano continue strizzate di palle a situazioni e categorie umane partorite dal nostro biechissimo presente. Tutto questo attraversando un mosaico di sonorità così variegato che adesso, francamente, non ci vedo più dalla fame.

Nella mezz’ora abbondante attraverso cui si snoda, SOTTO LA PANCA riunisce infatti sotto un'unica bandiera il rap rock dal sapore caparezziano di SPOILER (cantata insieme al leggendario Domenico Bini), il pop punk più sguaiato à la Articolo 31 di BENITO, l'improbabile incrocio tra pizzica e musica chiptune che domina SOPRA LA PANCA e le stralunate cavalcate electro-funky di SONO UN FICO e SUSHI 3000.

A spingere l'ascolto verso la pura avanguardia ci pensa però AEU, che per gran parte della sua durata procede sui binari di un elettropop vivacemente sciroccato prima di deragliare improvvisamente in una coda trap costellata di versi a dir poco subumani: una palese presa per il culo dei farfugliamenti impastati di autotune che infestano la scena hip-hop contemporanea.

Tra uno sfottò verso il prossimo e l’altro, il quintetto abruzzese riesce persino a ritagliarsi uno spazio per l’autodistruzione programmata. LE CANZONI GIUSTE MI FANNO CAGARE trasforma infatti il concetto di dissing in un esercizio autolesionista affidato a una traccia pop volutamente posticcia, che sembra generata da un software di Intelligenza Artificiale di bassissima lega.

Una girandola di riferimenti musicali costantemente mossa da venti di eclettismo dadaista e follia controllata, accompagnata dalla band pescarese con strofe infarcite di meme, ansie sociali e richiami alla pop culture post-anni Duemila. SOTTO LA PANCA tiene infatti sotto tiro un campionario altrettanto variegato di casi umani distribuiti lungo tutta la scala sociale: dal maschio alfa ultra-salutista che detesta qualsiasi cosa esista al di fuori del proprio microcosmo (FRAGOLE), alla marmaglia di mediocrità, clientelismo e inettitudine che risponde al nome di "politica italiana" (REGALAMI UNA STELLA), passando per quell'anacronistica fauna di individui che, nel 2026, continua a guardare con nostalgia al periodo più buio del nostro Paese (BENITO). 

Spernacchiamenti lanciati contro il pattume umano che ci circonda, condensati alla perfezione in GENGIS KHAN con versi talmente belli da non richiedere alcun tipo di spiegazione: "Ti dico apertamente che se lucidi uno stronzo lo pulisci, ma poi stronzo rimarrà". Una volontà iconoclasta che non lascia prigionieri, arrivando persino a parodiare "così, de botto, senza senso" classici come L’ombelico del mondo di Jovanotti e Bohemian Rhapsody dei Queen nelle battute finali di SONO UN FICO e SOPRA LA PANCA.

Irresistibilmente bislacco. È questo l’aggettivo che meglio descrive l'ultimo disco de Le Canzoni Giuste. Un lavoro perfettamente in linea con il progetto messo in piedi da un gruppo di musicisti che, dietro la propria apparente demenzialità goofy, sa perfettamente cosa sta facendo: usare sarcasmo e stravaganza per ricordarci che, in fondo, "una risata ci seppellirà tutti".

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La recensione SOTTO LA PANCA di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-06-16 23:18:13

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