Tarocchi, synth e intuizioni tutto sommato buone: le carte sono tutte sul tavolo.
In viaggio vol.1 è il titolo del primo disco de L'Appeso, progetto dietro cui si cela il cantautore genovese Marco Martini. Anticipato alla fine di marzo dal singolo Teodora, l'esordio sulla lunga distanza dell'artista ligure si muove per quaranta minuti scarsi tra la necessità di far convivere lavoro, vita e la passione per la musica con l'altro grande amore di Martini: i tarocchi.
Undici tracce, prodotte e licenziate insieme all'etichetta veneta AphroditeRecordsLabel, in cui L'Appeso decide di porre l'elettronica di synth e drum machine come perno centrale attorno a cui far ruotare l'intero album, arricchendolo di volta in volta con rarefatti innesti "analogici" di basso e chitarra elettrica. Un'attitudine che affonda le proprie radici in un'estetica sonora figlia degli anni '80: dai Depeche Mode più cupi e vicini alla dark industrial di Black Celebration (Il Tavolo del Mago, Juno e La Justice) al synth-pop fantascientifico di Gary Numan (The papal state), passando per inaspettate digressioni "materiche" nel post-punk glaciale dei Diaframma (La scelta).
Come già anticipato,In viaggio vol.1 è un disco che si ispira agli Arcani Maggiori dei tarocchi: dal Matto (Le mat en marche) alla Ruota della Fortuna (La ruota gira), passando per l'Imperatrice (Teodora) e il Papa (The papal state). Un concept interessante e, soprattutto, coerente con l'identità messa in piedi da Martini con questo suo progetto, che viene raccontato attraverso la giustapposizione di pezzi strumentali e brani decisamente più affini alla forma-canzone. Ed è proprio quando le strutture si fanno più "tradizionali" e il suono incontra la parola che, purtroppo, la divinazione di L'Appeso si rivela meno fortunata.
Se in Teodora l'intonazione spettrale di Caterina Contardi dona alla traccia un azzeccato boost di pathos, le performance vocali di Martini non sempre riescono a tenere fede alle buone premesse messe in campo sul versante strumentale. Tra acuti un po' troppo "tirati per i capelli" (Aquisgrana) e gorgheggi che finiscono per sembrare slegati rispetto alla base, arrivando persino a cozzare con il ritmo della traccia (La scelta), la componente vocale rappresenta l'anello più debole di un lavoro animato da intuizioni davvero notevoli.
Eppure, sarebbe un peccato fermarsi qui. Perché In viaggio vol.1 rappresenta un primo, interessante tassello di un universo narrativo ancora in costruzione, nel quale ogni uscita sembra destinata ad aggiungersi a un disegno più grande. Un immaginario che non si limita a fare dei tarocchi un semplice tema di fondo, ma li assume come vera e propria stella polare, presente persino nel nome del progetto.
La sostanza, insomma, c'è già. Ora si tratta soltanto di levigarla, magari anche con qualche sessione insieme a un vocal coach: con una maggiore cura sul fronte canoro, questo microcosmo mistico e misterioso potrebbe trasformare i buoni propositi in qualcosa di molto più difficile da mettere alle corde.
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La recensione In viaggio vol.1 di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-09-03 23:58:58

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