Testi dall'afflato letterario e costruzioni strumentali dallo sguardo cinematografico nel primo breve lavoro in studio della formazione romana
Ascoltando “Marvin”, EP di debutto de Il Despota Rinasce, si nota subito come la band romana non intenda cedere ad alcun compromesso, a partire dal suono, ruvido e a tratti sporco, per finire alla formula in cui, sulla robusta base di matrice spoken rock, vengono inseriti umori variegati con un tocco libero e anticonformista. Luca Piccolino (testi e voce), Flavio Alessandri (chitarre ed elettronica), Stefano Longo (basso ed elettronica) e Fabio Recchia (live electronics) scrivono così testi ricchi di scene dall’afflato letterario e costruzioni strumentali dallo sguardo cinematografico, mostrando una certa personalità già con questo primo episodio in studio.
A mantenere solido lo scheletro sonoro dei brani c’è una sezione ritmica di grande impatto su cui le chitarre si innestano ritagliandosi un ruolo centrale e facendo effettivamente parecchio del lavoro: quando iniziano a cavalcare, infatti, il disco acquista naturalmente vigore ed energia, mentre nei momenti più tranquilli contribuiscono fortemente a far emergere il lato più riflessivo e meno immediato delle composizioni, lato che tra l’altro ben si sposa con la spiccata narratività dei testi. E sono proprio questi ultimi, tra flussi di coscienza e qualche spigolo, i veri protagonisti delle canzoni, con la voce di Luca Piccolino che racconta le immagini e le scene con incisività talvolta più teatrale altre volte più discorsiva, calibrando la propria enfasi sulla storia anziché sui livelli emozionali delle trame strumentali, per creare in tal modo una voluta discrepanza emotiva, che, con le sue suggestioni insolite, è tra le principali peculiarità del dischetto.
Si ha ogni tanto la sensazione che, nonostante “Marvin” si componga di soli sei brani, a volte la band voglia mettere parecchia carne al fuoco a livello tematico, ma è questa stessa urgenza comunicativa ad allontanare le sei canzoni dalle soluzioni più facili e “da manuale”, dando loro così un distinto sapore di autenticità e rendendo questo EP certamente coraggioso e denso di spunti da approfondire nei prossimi lavori.
---
La recensione Marvin di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-09-06 19:07:00

COMMENTI