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Descrizione a cura della band

L' ESERCIZIO DELLA GENTILEZZA, LA STORIA .

Gli esordi di questo disco nascono da più punti . Un punto essenziale è stato la decisione di realizzarlo e da subito capii che avrebbe scelto un percorso molto personale e molto libero .
Il secondo punto è stata la scelta dei musicisti che l' avrebbero suonato, così avrei capito anche quali sarebbero state le canzoni che l ' avrebbero composto .
Certamente ci sarebbe stato Lele Battista, con cui avevo realizzato il disco precedente , "La forza". Il percorso iniziato insieme richiedeva un approfondimento . Si è prestato a suonare di tutto, bassi, synth, tastiere, percussioni... oltre che a mixare l ' intero lavoro .
A Pelago , provincia di Firenze , c' era un festival di artisti di strada e tra tutti gli artisti ce n' era uno che in pieno luglio vagava vestito di nero con tanto di anfibi e sciarpina . Alla tastiera suonava delle composizioni sue paradossalmente molto allegre e dolci al contempo, vinse il festival ex-aequo con il sottoscritto .
Era Silvano Cibin, il quale si rivelò essere anche brianzolo, quindi vicino di casa e strappandogli un passaggio per il ritorno rientrò senza dubbio nel progetto .
Massimo Ferrò alle chitarre invece è una mia vecchia conoscenza, uno dei chitarristi da me più apprezzati in assoluto . L' ho incontrato una sera a un concerto e mi ha detto della sua necessità di suonare . Presto fatto .
Non ci sono altri musicisti perchè non è capitato di incontrarne altri con cui sia scattata la molla e io non ho forzato la mano .
Con Lele ci siamo trovati in studio ma noi tre abbiamo provato e arrangiato i pezzi per un anno intero . Non è stato semplice all' inizio soprattutto per la mancanza di uno strumento ritmico portante . Ma una volta trovata la chiave le canzoni si sono aperte alla nostra interpretazione con la gioia di chi si capisce che non aspettava di meglio .
Abbiamo registrato così, in diretta, ognuno sulla sua traccia ma insieme, nella stessa stanza, senza metronomo e con Lele che pazientemente, strenuamente si appuntava le performance migliori .
Naturalmente lavorare così ha significato rendere impossibile qualsiasi forma di montaggio, i pezzi dovevano essere eseguiti perfettamente dall' inizio alla fine . Ognuno è stato suonato dalle venti alle trenta volte, circa mezza giornata . Il tempo di lasciarsi catturare dalla sua magia .
Poi su quel lavoro così delicato e intimo la maestria di Lele è andata a riempire le frequenze di cui sentivamo la mancanza .
Il titolo l' ho scoperto proprio accorgendomi dell' attitudine usata da tutti .
C' era in ognuno di noi il desiderio di far risaltare l' aspetto della volontà di inseguire quella precisa intenzione "gentile".
Perchè era chiaro che ce ne voleva tanta per far stare insieme delle parti così evanescenti .
A livello tematico i brani spaziano molto, proprio a bilanciare l' omogeneità sonora .
C' è anche una grande varietà di atmosfere, arrivando perfino alla dance ne "Il buddha" per mettere alla prova la versatilità di questa stramba formazione .
C' è un pezzo in dialetto napoletano maccheronico ( "Cumm'aggia dì" ) su un' andatura reggae, una ballad arpeggiata con dei coretti vagamente sixties ( "Adesso" ), c' è "Che c'è" ,
forse la canzone più intensa e drammatica del disco....un altalenarsi di momenti ironici, poetici o struggenti .
Un' altra modalità presente è quella della filastrocca se non proprio esplicita quanto meno accennata ( "I bambini mascherati" e "La doppia metà" ) .
Il brano che chiude si intitola "Cos'è" e affronta la sfida di inerpicarsi su una struttura emotiva che ricalcasse quella di "Nel blu dipinto di blu" di Modugno , uno dei riferimenti di questo lavoro . Se nelle strofe potrei anche avercela fatta , riuscire a eguagliare la forza di "Volare oh oh..." ...ah ah ah ah ah ah ah ah.........

Credits

Yuri Beretta , voce e chitarra
Lele Battista , synth , bassi , tasitere e percussioni
Silvano Cibin , tastiere
Massimo Ferrò , chitarre
Roberta Cartisano , basso in "iè iè"

Commenti

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