--2011--

33 ore, 33 minuti, 11 canzoni. Con questi numeri Marcello Petruzzi, in arte 33 ore, esce per la seconda volta con un disco a proprio nome. La storia è questa: il cantautore blues si ritrova in mano una manciata di canzoni pop dalla disarmante spontaneità. Ma c’è un problema: lui non se ne accorge. È così che l’etichetta Garrincha Dischi, mossa dall’evidente volontà di arricchirsi alle spalle del povero cantore, decide di produrre questo disco.
Pochi suoni, atmosfera blues dai toni cupi ma senza depressione e lamento, piuttosto l’ironia e la maturità del disincanto. Dentro a Ultimi errori del Novecento c’è il cantautorato italiano perché cantato in italiano ma che di italiano ha alle fine ben poco, molto invece c’è dell’America di Robert Johnson, c’è l’amarezza delle chitarre blues e la voglia di scacciare i pensieri altrove. Non si piange per gli ultimi errori del Novecento, semmai si tira qualche pugno con Dormire di giorno, nella balera tutta stivali e visioni verticali di finestre spalancate per Il vecchio Mario.
Tom Waits al bar con Manu Chao, in lontananza, in primo piano l’unicità dello stile di Marcello e l’arte delle parole messe al loro posto, ovvero poesia. Il disco si posiziona autarchicamente, come il proprio autore, sotto la luce di un cantautorato personale e Diverso. Undici canzoni che parlano delle donne belle (liberamente ispirata alle lettere di Adriano Sofri dal carcere), di se stessi e di aquiloni, o qualcosa di simile.


Piccola biografia didascalica
Marcello Petruzzi è un cantautore e musicista di origini Livornesi che vive a Bologna. Prima dell’esordio discografico come 33 ore (“Quando Vieni” Garrincha Dischi, 2009) ha fondato i Caboto e ha suonato in numerosissime formazioni tra le quali Franklin Delano e Blake/e/e/e.

Data di uscita
28 ottobre 2011

Catalogo: GARR013
Formato: CD
Durata: 33:00

Tracklist:
Dormire di giorno
Heyho!
Il più bello dei mondi possibili
Il vecchio Mario
Non esco più
Aquilone
Le donne belle
Diverso
Lampo che scoppia
Re di piume
Primo polline

Scritto, cantato e suonato da
Marcello Petruzzi (voce, chitarra classica/acustica/semiacustica/elettrica, effetti, armoniche, percussioni, shaker, mani, basso elettrico, tastiere, organi, synth)

con la partecipazione di
Elia Dalla Casa (sax baritono, flauto tenore, tin whistles),
Francesco Brini (batteria, percussioni, ferri, coperte, cianfrusaglie, congas, kalimba, timbales, shaker, campane, gong, tastiere, synth), Peppe Ajello (contrabbasso e contrabbasso elettrico),
Emidio Clementi (basso elettrico e distorsioni in Primo polline), Marcella Riccardi (delay, microfoni, voce e distorsioni in Le donne belle, chitarra elettrica, delay in Re di piume e Aquilone).

Registrato da Francesco Brini/Spectrum Studio, Bologna + Matteo Romagnoli/Donkey Studio, Bologna + Marcello Petruzzi/Home Studio (marzo 2010-luglio 2011). Missato da Matteo Romagnoli con l’assistenza di Paolo Pugliese, con eccezioni missate da Francesco Brini. Mastering di Francesco Brini. Direzione artistica di Matteo Romagnoli e Marcello Petruzzi, con eccezioni di Francesco Brini e Marcello Petruzzi.





--2009--

33ORE di Marcello Petruzzi è un progetto solista cantautorale in lingua italiana. http://www.facebook.com/33ore http://www.myspace.com/33ore Marcello nasce a Taranto nel 1976 e a tredici anni arriva a Livorno dove vive la sua adolescenza cominciando a suonare la chitarra e il basso elettrico nei primi gruppi scolastici rock, garage, punk. Nel 1995 si trasferisce a Bologna per continuare gli studi artistici; nel capoluogo romagnolo pervaso ancora dal suo mito ha inizio la risalita conoscitiva al blues, mentre un altro fronte si apre su nuovi riferimenti musicali seguendo gli stimoli cittadini, dal free jazz all'electro al rimescolamento del rock. Dopo i primi approcci (La Nuit Americaine, 1998) fonda con altri musicisti un eccentrico ensemble prevalentemente strumentale, Caboto, dalla carriera quasi decennale (1999-2007), in cui suona il basso, la chitarra e alcune linee vocali in numerosi concerti. Il risultato si fissa in tre dischi riconosciuti in ambiente indie post-rock e in quello del rock sperimentale progressive, mentre nelle tante menzioni di stampa specializzata si sprecano i riferimenti: Soft Machine, Frank Zappa, le produzioni ECM, il Miles Davis del primo periodo elettrico, e molto altro. I Caboto si sciolgono senza traumi nel 2007 ma la loro attitudine è in effetti stata per il musicista un'onesta scuola di massima libertà sonora. Avvenimento importante è nel biennio 2005-2007 la partecipazione alla seconda esperienza americana dei Franklin Delano, seguitissima band alt-country psichedelico (dalle cui ceneri oggi provengono i Blakeeee) e che ha visto muoversi molti musicisti al suo interno. Con la band di Marcella Riccardi e Paolo Iocca registra a Chicago il terzo disco "Come home" (basso elettrico, cori), suonando in live e viaggiando in tutta Italia e all'estero (Europa, un lungo tour in USA), ritrovando la radice di una forma compositiva più controllata. Collabora in via estemporanea con Christian Rainer (2004), Comfort Quartet (2007), 4fioriperzoe (2007), Nordgarden (2007-2009); partecipa anche ad episodi sporadici con membri dei Massimo Volume pre-reunion (2007-2008). Ininterrottamente negli stessi anni scrive e registra con un approccio basilare alcune melodie di matrice folk da cui – in una gestazione lunga eppure mai ansiosa (2001-2007) – troverà sviluppo la nuova esigenza di comunicare conseguenze di sentimenti privati, duri e contrastanti almeno in una primissima fase. Arriva la possibilità di qualche concerto solista con lo pseudonimo di A Black Ego (2006-2007), i testi ancora in inglese e la musica in fase di raffinamento (2006-2007), ma ben presto prende forza la decisione di emancipare il punto di partenza di lingua italiana celato fino ad allora. "Quando vieni" è un disco di debutto totale se si considera il percorso dell'autore ed anche il primo lavoro di cui Marcello Petruzzi con lo pseudonimo 33ore firma da solista i testi e la composizione musicale. La data di pubblicazione ufficiale è il 5 maggio 2009, l'etichetta è Garrincha Dischi e la produzione artistica è affidata a Matteo Romagnoli (4fioriperzoe). Il disco conserva il carattere intimo se non velatamente autobiografico, a tratti crepuscolare, poi ironico e romanzato, "colto" per influenze sonore e ricco di suoni e arrangiamenti: la multiforme chitarra acustica, il cantato improvvisamente centrale, le ritmiche essenziali ed emotive (alla batteria French Brini di Swayzak), le armoniche blues e gli sfondi degli organi, le trame del sax baritono e del trombone (Elia Dalla Casa e Sofia Fattorillo); in tutto ciò si distinguono in più tracce il morbido wurlizer di Pietro Canali (Moltheni) e gli archi di Nicola Manzan (Bologna Violenta, Baustelle, 4fioriperzoe). Ma è soprattutto un album semplice nel rimandare a poetiche perdute e al cantautorato degli '70. I primi riscontri pubblici attorno allo speciale e.p. "3+3" pubblicato nel novembre 2008 sempre da Garrincha Dischi e ai vari "provini" diffusi in Rete parlano apertamente di un nuovo «erede di una grande tradizione». Attraverso undici canzoni scorre un ritmo – quasi un tema non dichiarato ma che emerge sin dal titolo – che si dispiega come percezione stessa del tempo: di affetti sospesi, di visite continuamente rimandate, di deludenti comunicazioni telefoniche e di tempo mancante che si vorrebbe per chiarire legami scomodi; il tempo in relazioni cupe e quello tramortito di una festa finita, della fretta di crescere e di chi aspetta notizie in solitudine. Il tempo perso. Fino a parlare del tempo che non è più, di una persona mai nominata e mai al centro della questione la cui storia viva è finita eppure continua ad essere percepita nelle attese, con grande delicatezza, cercando di sorreggere gli sguardi di chi rimane. L'avvicendarsi dei brani risolve però una familiarità e una disponibilità a volte persino scherzose anche se sempre a ridosso di episodi limite, che sembrano così potersi temporaneamente comprendere.