Le 30 canzoni italiane più belle dell'anno (pagina 3)

Mai come quest'anno le canzoni si giudicano con le orecchie e con l'anima: queste per noi sono le migliori tra quelle prodotte in Italia negli ultimi 12 mesi

Grafiche Giulia Cortinovis - Testi: 30-5 Marco Beltramelli, 5-1 Dario Falcini
Grafiche Giulia Cortinovis - Testi: 30-5 Marco Beltramelli, 5-1 Dario Falcini

10. Dj Gruff – I migliori pensieri

I migliori pensieri è il progetto discografico corale che coinvolge più di 200 artisti uniti con lo scopo di sostenere Emergency, un'iniziativa bellissima che abbiamo seguito in ogni suo passaggio. Nell’omonimo singolo, le strofe old school di Clementino, Oyoshe e Militant A degli Assalti Frontali, accompagnate dal polistrumentista Gianluca Petrella, si amalgamano perfettamente alla base lenta, il cui sound ricorda Svarionato, orchestrata dallo storico producer sardo.

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9. Psicologi – Spensieratezza

La nuova frontiera del rap o la rivisitazione 2.0. del cantautorato? Barre introspettive accompagnate da chitarre acustiche, l’incertezza del futuro che non intacca la voglia di vivere. Spensieratezza incarna tutti gli stereotipi della tragedia adolescenziale, ma è molto meglio di un film di Muccino.

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8. Margherita Vicario – Giubbottino

Scegliere il miglior singolo dell’artista romana quest’anno non è stato semplice. Tra Pincio e i featuring con Izi e Speranza, abbiamo optato per Giubbottino: un urlo contro l’omologazione, un brano pop per nulla scontato capace di trattare temi ormai abusati senza cadere nei soliti stereotipi. Un inno femminista che ci avvolge come un giaccone, ma, sotto sotto, ci lascia nudi come un maniaco.

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7- Iosonouncane – Novembre

Novembre è il primo inedito di Iosonouncane dalla pubblicazione di DIE, datato 2015. La Macarena su Roma ha di recente festeggiato i 10 anni. Jacopo ci ha abituato a sfornare capolavori con cadenza quinquennale, ma l’uscita di IRA, prevista per questa estate, ha ragionevolmente subito uno slittamento a causa del covid. Il singolo che segna il ritorno del cantautore sardo è stato pubblicato in una sorte di 45 giri digitale: da un lato, la cover di Vedrai, vedrai di Tenco, dall’altro, Novembre ricorda Battiato.

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6. Blanco –Notti in bianco

Blanco sembra più un punk raver dell’est che un rapper, e proprio in queste caratteristiche risiede la sua peculiarità, nell’approcciarsi al genere urban con lo spirito nichilista dei Sex Pistols, o forse semplicemente con la spacconeria ignorante di un sedicenne. 

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5. Zen Circus – Come se provassi amore

Un testo che fa così "Quanto è difficile da immaginare / Come una guerra dove non si muore / O una malattia che non ha sintomi" potrebbe provenire da uno di quegli editoriali della domenica, quelli in cui il virus smette per qualche ora di essere conta dei morti. Invece è ispirato a un libro del 1979, intitolato “Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero se” e scritto dalla psicologa Alice Miller, secondo cui è fondamentale accettare noi stessi e il nostro passato per non vivere in una bolla in cui tutto quanto è "come se fosse" e non è mai. Il brano è quello che maggiormente riempie il cuore dell'11esimo disco della band toscana, tra i più belli della loro epoca recente. Un pezzo che riassume bene la complessità di quel "rock esistenzialista" che è diventata la produzione degli Zen, in cui riescono a convivere filosofia e quotidianità, amore e giacche di pelle, citazioni letterarie e turpi parole. Senza mai venire meno al compito di emozionare chi ascolta.

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4. Colapesce & Dimartino feat Carmen Consoli – Luna Araba

Da Rosa e Olindo e Majorana a Parole d'acqua, nelle zone nobiliari di questa classifica ci sarebbero potuti stare con tutto agio almeno altri tre pezzi di un disco stupendo: I mortali. Se scegliamo questa piccola gemma pigra e levantina è perché quando il pop viene fatto davvero bene bene, è giusto premiarlo. Pop inteso come andrebbe inteso, ossia un cappellone a falda larghissima sotto cui possono accomodarsi coloro che hanno il coraggio e l'ambizione di fare musica per tutti. Un pop decisamente understatement e senza lustrini nel caso di questo trio siciliano, ma decisamente refrigerante. Luna araba è un singolo sospeso come l'isola di cui si fa melodia, sempre in bilico tra il mito e una realtà ancora più cruda. Un brano che mischia Battiato e Pasolini, le Mille e una notte, Dino Buzzati, la psichedelia e il limoncello all'ombra dopo pranzo. Che dopo si riposa meglio.

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3. Ariete – 18 anni

L'altro giorno ho letto un tweet che faceva più o meno così: "Nella prossima vita fatemi rinascere quello che volete, ma non adolescente nel 2020". All'inizio – gli aforismi (moderni o antichi che siano) fanno spesso questo effetto – mi è parso molto intelligente, poi ho pensato che forse questa retorica sul sacrificio e la violenza psichica sui ragazzi, reclusi in casa e privati della dimensione corporale della vita, sia un po' esagerata. O meglio che loro, scevri da paranoie e consapevoli che avranno parecchio tempo per rifarsi, hanno molti più strumenti di altri di affrontare il momento. Me lo ha confermato la musica di Ariete, che un annetto fa sembrava solo una molto brava e che ora, due Ep dopo, è difficile non vedere come una delle cose grandi (e belle) del pop dei prossimi anni. 18 anni è un pezzo generazionale fatto benissimo, attuale e allo stesso tempo retrò, con la chitarra che tiene su la voce e accompagna le immagini sfocate del video. Ho il doppio dell'età di Arianna e sono abbastanza sicuro di chi tra noi due dovrebbe spiegare un pochino come vivere all'altro.

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2. Venerus – Canzone per un amico

Verso la fine di aprile ce ne stavamo tutti immobili a fissare una curva di cui non si vedeva mai la fine, come in una galleria elicoidale. Il tempo era come cristallizzato dall'ansia di sbagliare una mossa, la frustrazione davanti alla tv era enorme. Poi arriva questo brano di Andrea Venerus, che mette assieme in maniera delicata e sontuosa istintività jazz, profondità soul e una volontà molto pop di usare tutti i colori della tavolozza. Canzone per un amico – al netto dello straniante accostamento con Guccini e con gli incidenti stradali – è un lampione che va in cortocircuito in mezzo alla nebbia, e comincia a creare giochi di luce strani. Un pezzo bellissimo negli arrangiamenti e nelle intenzioni: il brano è nato per dire a un amico che, anche quando la vita separa le strade, c'è qualcosa di più forte e antico che non perde mai di intensità.

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1. Camillas – La scuola tedesca

Non è mai solo una questione di sette note, e di come intrecciarle tra loro. Non lo è a maggior ragione in questo 2020, anno in cui la musica è stata prima fermata e silenziata, poi usata come inno di rinascita o marcia funebre, applicata senza troppa cura come balsamo contro guai e fantasmi della nostra testa. Il 2020 è stato un anno di perdite: quella di Mirko "Zagor " Bertuccioli, fondatore dei Camillas, scomparso in aprile, è stata choc e dolore assoluto. Perché Mirko aveva una storia di passione, sorrisi e coerenza, e dio solo sa quanto abbiamo bisogno di queste doti. La scuola tedesca è un brano del 2014 e contiene un feat. di Flavio Giurato: è stato pubblicato il 5 giugno, che sarebbe stato il 47esimo compleanno di Mirko. A un certo punto dice: "E sui ponti è difficile ritrovare la giostra / Se le navi si perdono e gli scogli si tolgono".

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L'articolo Le 30 canzoni italiane più belle dell'anno di Redazione è apparso su Rockit.it il 2020-12-17 11:36:00

COMMENTI (6)

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  • Cuvie91 4 mesi Rispondi

    Con l'aggiornamento del sito le pagine 2 e 3 reindirizzano alla 1 (si riescono cioè a leggere solo le posizioni dalla 21 alla 30).

  • Cuvie91 4 mesi Rispondi

    Con l'aggiornamento del sito le pagine 2 e 3 reindirizzano alla 1 (si riescono cioè a leggere solo le posizioni dalla 21 alla 30).

  • facchin.alberto60 6 mesi Rispondi

    In questo spazio ho già proposto um reddito di cittadinanza per i musicisti. La musica non cambia il modo ma è la colonna sonora dei nostri tempi. Sono tutti bravi questi ragazzi, anche se io ascolto altro...

  • simonestefanini 7 mesi Rispondi

    @lonelyisaneyesore esatto

  • lonelyisaneyesore 7 mesi Rispondi

    Scusate, ma il Flavio Giurato del quale parlate è quello de "Il tuffatore" del 1982?

  • mario.miano.39 7 mesi Rispondi

    TOP: IBISCO - ragazzi
    TOP 2: MINERVA, JACK SAPIENZA - edera
    TOP 3: LAGUNA BOLLENTE - basilico
    CONSIDERAZIONI:
    DANIEL - tu (la canzone che mi vergogno un pò a dire che è un capolavoro assoluto, la adoro)
    EMMA NOLDE - troppe canzoni stupende, è difficile scegliere
    LILI - ritornare (il pezzo storto che non ti aspetti)
    IBISCO - meduse (ancora lui, all'inizio sembra eccessivo ma secondo me è pazzesco)
    BLANCO - notti in bianco (non c'è un secondo sbagliato in questa canzone, il nuovo Vasco?)
    ANNA - bando (questa vi siete vergognati in tanti a dire che spacca come nulla)
    GASPARE PELLEGATTA + RARES - hanno un potenziale pazzesco, pronti ad esplodere
    BNKR44 - luci + sabbia: tipico caso di progetto interessante ma in cui 2 canzoni svettano di gran lunga su tutto il resto del progetto
    FLAVIO GIURATO - caravan (in tempi di spotify non ha speranze ma è un orgasmo da 10 minuti
    IL RESTO:
    BONETTI - camionisti
    VERGO - bomba
    FAST ANIMALS SLOW KIDS - come conchiglie
    IOSONOUNCANE -Novembre
    MOLTHENI - spavaldo
    POP X - baila
    TUTTIFENOMENI - diabolik