E N T E N  H I T T I nasce e si sviluppa agli inizi degli anni ’90 da un’idea di Pierangelo Pandiscia e Gino Ape. Il progetto è di costituire un gruppo aperto per l’esplorazione e la ricerca delle intersezioni fra elettronica, musiche rituali ed etniche e canzone d’autore. Enten Hitti si propone quindi come laboratorio sonoro ispirato dall'arcaico e dalla ricerca alle radici della musica. Oltre strumenti classici vengono usati pietre, legni, conchiglie, ossa, unghie, semi essiccati… e strumenti delle tradizioni etniche. Le musiche composte sono solitamente basate sulla melodia, sul ritmo e su sequenze modali piu’ che sull’armonia e sul sistema tonale. Importanti, in questo ambito, le esperienze dell’”orchestra di natura” con concerti e performances nelle caverne di Toirano (Liguria), fra le rocce del Parco delle Incisioni Rupestri in Valcamonica, nei boschi della Valléé des Merveilles (Provenza). In parallelo intraprendono un lavoro di ricerca su musica e trance nelle varie tradizioni etniche; in particolari gli Enten Hitti hanno incontrato e sperimentato i canti, i ritmi ed i rituali della Confraternita Gnawa di Marrakech (Marocco), le tecniche di canto difonico degli sciamani mongoli e della Repubblica di Tuva (lavoro col maestro Tran Quang Hai e Sainko Namchalk) e i canti esoterici del vodu haitiano di Maud Robart ma con attenzione al "moderno". Enten Hitti usano, studiano e sperimentano strumenti elettronici e computer per creare suoni e …cercare “corrispondenze”…. Se il tappeto sonoro creato da una tastiera elettronica può avere il medesimo risultato acustico di un didjeridoo aborigeno, perché non riconoscervi un medesimo significato? In 15 anni di atività quasi sempre sotterranea Enten Hitti cerca di superare la forma concerto classica a favore dell'istallazione sonora e della performance. Dal festival della Patafisica di Milano con i suoni disegnati sui muri alle istallazioni di sculture sonore hanno realizzato diversi eventi e performance di cui spesso non è rimasta traccia se non nella memoria di chi c'era... Nel corso degli anni ha publicato diverso materiale sonoro: "Giganteschi Pagliacci del mondo solare", "Musica Humana", "La conferenza degli Uccelli", "A tutti gli Uragani che ci passarono accanto", distribuiti da Amplexus, CPI/Polygram, Project, Tzadik, Faria Record . Enten Hitti , inoltre, ha composto musiche per la RAI (Radiodue) , per alcuni spettacoli teatrali (Teatro Studio Aut Aut, “Medea”, “L’uomo dal fiore in bocca”, Teatro Attivo “I canti della Merla”,…..…..), ha partecipato al progetto editoriale “La voce in movimento”- Archivio di poesia sonora del ‘900” Momo/ Harta Performing e ha prodotto videoclip di ricerca. LAVORI IN CORSO: “LA CASA SONORA” E’ un progetto di sonorizzazione degli spazi (edifici storici, aree archeologiche, aree industriali dimesse, mulini, ecc) attraverso la costruzione e l’installazione di macchine ed oggetti sonori e la composizione di musiche e basi elettroniche mirate. L’obiettivo è di realizzare un percorso/installazione multimediale utilizzando immagini, luci, suoni, colori, odori, sculture volti a coinvolgere tutti i sensi dei visitatori. Sono in corso diverse collaborazioni con architetti, designer, scultori fra cui ricordiamo la collaborazione con la scultrice friulana Bernarda Visentini che opera sui segni primordiali, riattualizzando con materiali moderni il concetto dell’arte preistorica. Il progetto è aperto a tutti i performer, scultori, architetti, etc, interessati al rapporto spazio-suono e può essere proposto in Gallerie d’arte,esposizioni, festival... “READING DI POESIA SONORA” A seguito dell’edizione del libro “La voce in movimento” edito da Harta Performing&Momo sulle relazioni fra testo e vocalità, poesia e musica, tecnologie e corpo sonoro, Enten Hitti, oltre a partecipare al progetto editoriale, progetta ed organizza, con altri artisti ed amici(Nicola Frangione, Massimo Arrigoni, Massimo Zamboni...) dei minifestival o singole serate di performance/concerto di poesia sonora. Il progetto, proposto in anteprima al Festival Internazionale delle Performing Arts di Monza, può realizzarsi in Cafè Letterari, Centri culturali, Biblioteche...“A tutti gli uragani che ci passarono accanto” è la proposta attuale basata su testi originali e citazioni di Boris Vian,G.Ballard e del fumettista slavo Zezelj. La performance è dedicato al grande scittore visionario J.G. Ballard recentemente scomparso. “SUONI NASCOSTI” (“E’ dal deserto del silenzio che nasce la musica” F. Nietzsche) Il progetto “Suoni Nascosti” parte dalla consapevolezza che il suono è all’origine della vita e vuole ricercare i suoni minimi, elementari presenti in natura: lastre sonore, pietre, legni, zucche, semi, conchiglie, unghie, corni. Questi suoni, che rimandano alle origini della musica, sono sperimentati nella relazione con i gesti (la danza “sensibile” del gesto autentico), la materia e le voci. Prendono corpo quindi tre diverse performance: - “concerto per pietre, legni e corpi in movimento” - “concerto per pietre,legni e argilla in movimento” - “concerto per pietre, legni e coro” Il progetto è frutto della collaborazione con Mariolina Zitta (esperta di musica naturale ed etnomusicologia), Alberto Gruccione (specialista della voce e di canto armonico), Ilaria Negri (danzaterapeuta e danzatrice ), Paola Savino (danzatrice), Enya Idda (scultrice, performer, insegnante di Hara Yoga). “CONCERTI DORMIENTI” Sono una proposta di performance ispirata da un lato alle pratiche di veglia sonora del parateatro di J. Grotowski e dall'altro agli sleep concerts effettuati negli USA da Robert Rich. I "concerti" iniziano alle 23.00 e durano fino all'alba. Gli spettatori possono portare dei sacchi a pelo e alternare momenti di veglia con momenti di sonno. I musicisti suonano ininterrottamente brevi frasi melodiche che si susseguono con variazioni minime nel corso del tempo creando un paesaggio sonoro fluttuante che facilita l'attività onirica. Vengono usati strumenti acustici e naturali (lastre sonore, campane di cristallo, campane tibetane, steel drum, hang, pianoforte, voce, fiati...) ed alcune basi elettroniche. L'obiettivo di questo lavoro è di sperimentare sia per chi suona che per chi ascolta gli stati di confine fra veglia e sonno, l'espansione percettiva, l'affiorare di ricordi e immagini personali.