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Descrizione

Ho trascorso in Italia tutta la prima parte della mia vita, fino ai vent’anni, e non m’è mai interessato capirla. Vista dall’interno somigliava tanto a un ricettacolo di cose ovvie, a un contenitore per la normalità, una nebulosa di noia al di fuori della quale sorgevano le misteriose meraviglie estere. Così sono andato a vivere a Londra, dove proporzionalmente a un grande entusiasmo per quel che scoprivo lì, sentivo avanzare una specie di nostalgia, che nel tempo si trasformò in ammirazione idealizzata e totale per il mio paese, per il suo cinema, il suo cibo, la sua musica e la sua lingua. Non perché necessariamente mi sembrasse migliore, ma perché era roba mia, la capivo in modo diverso, più radicale. Ascoltavo Vasco Rossi, Paolo Conte, Lucio Dalla, Piero Ciampi, cose che avevo sentito da bambino, ma a cui non ero mai tornato attivamente. Dopo alcuni anni quel sentimento non accennava a smorzarsi, ma anzi si acuiva, spingendomi verso quel “modo”, che un po’ mi apparteneva per diritto di nascita. Così ho iniziato a scrivere alcune canzoni in Italiano, una dopo l’altra, ed è uscito questo disco.

Commenti (17)

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  • MicheleDiGiacomo 2 mesi fa @MicheleDiGiacomo

    Se i testi e le sonorita' le ha fatte lui e' un talento , bisogna vedere sul palco se i pezzi escono uguali.A me e' piaciuto , bravo/i,bell'album, hai destato la mia attenzione , cosa non facile,voto 8 pieno.Bravo pistolino. ( i testi sono fortissimi ) anche le sonorita' e la voce cosi'. Bel lavoro,i testi sono fortissimi.

  • Riccardo Furcas 2 mesi fa @rfurcas

    Grande!

  • carlo salza 2 mesi fa @lunatride

    Insomma...i testi sono sicuramente su un altro pianeta rispetto ad una mediocrità tipo sanremese, su questo non ci piove, anche se si nota subito un escamotage poetico piuttosto ridondante, ma...sono la voce e lo stile che...non so, non mi convincono del tutto, è come se apparisse ogni tentativo fatto per sembrare più "credibile". Forse è stato troppo rimaneggiato e ritoccato o forse bisogna ascoltarlo un po'. Diciamo che, pur non dispiacendomi, non mi acchiappa tanto alla prima, ecco.
    E' vero che ognuno ha la voce che ha e non per questo deve rinunciare a cantare, però se poi fai un po' il verso a Battisti (anzi, ad "Amarsi un po'" di Battisti)...e in più canti dopato da chili di auto tune...meglio originalità e imprecisione, per me.
    Comunque la 2 (Niente di strano) e la 7 (Le foto non me le fai mai) le trovo decisamente più interessanti e originali delle altre, anche dal punto di vista strumentale. Sinceramente credevo fosse stato auto prodotto in casa...Voto 6,5, perché rimane comunque molto più vicino al mio ideale di musica e testi rispetto a tanti altri italiani, anche famosi.

  • Mario Miano 2 mesi fa @mario.miano.39

    Caro Carlo sono d'accordo che il disco sia rimaneggiato, pochi pezzi con anche 2 interludi. La cosa strana è che ha appena pubblicato un disco in inglese come Cairobi e che contiene alcune canzoni stupende come "lupo" che se provi ad ascoltare ci starebbe in questo disco cantata in italiano. E comunque la mia preferita è "paracadute" che secondo me si stacca da tutto, nel senso che - perdonatemi - ma questa è una delle migliori canzoni italiane che io abbia mai sentito: nel suo incedere mesmerico ti sembra che scherzi con un incipit che parla di dentifricio e che finisce con "le tovaglia degli altri che si sporcano sempre, si lamentano sempre...", un mix di ironia e tristezza che annichilisce e ammutolisce quando l'ascolti le prime volte. Davvero non so se a qualcuno provoca queste senzazioni ma la trovo davvero inarrivabile.

  • Zagor 2 mesi fa @zagor

    sei bel disco

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