Disco della settimana
album Fa Niente - Giorgio Poi
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Descrizione

Ho trascorso in Italia tutta la prima parte della mia vita, fino ai vent’anni, e non m’è mai interessato capirla. Vista dall’interno somigliava tanto a un ricettacolo di cose ovvie, a un contenitore per la normalità, una nebulosa di noia al di fuori della quale sorgevano le misteriose meraviglie estere. Così sono andato a vivere a Londra, dove proporzionalmente a un grande entusiasmo per quel che scoprivo lì, sentivo avanzare una specie di nostalgia, che nel tempo si trasformò in ammirazione idealizzata e totale per il mio paese, per il suo cinema, il suo cibo, la sua musica e la sua lingua. Non perché necessariamente mi sembrasse migliore, ma perché era roba mia, la capivo in modo diverso, più radicale. Ascoltavo Vasco Rossi, Paolo Conte, Lucio Dalla, Piero Ciampi, cose che avevo sentito da bambino, ma a cui non ero mai tornato attivamente. Dopo alcuni anni quel sentimento non accennava a smorzarsi, ma anzi si acuiva, spingendomi verso quel “modo”, che un po’ mi apparteneva per diritto di nascita. Così ho iniziato a scrivere alcune canzoni in Italiano, una dopo l’altra, ed è uscito questo disco.

Commenti (20)

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  • Mario Miano 14/02/2017 ore 06:13 @mario.miano.39

    Caro Carlo sono d'accordo che il disco sia rimaneggiato, pochi pezzi con anche 2 interludi. La cosa strana è che ha appena pubblicato un disco in inglese come Cairobi e che contiene alcune canzoni stupende come "lupo" che se provi ad ascoltare ci starebbe in questo disco cantata in italiano. E comunque la mia preferita è "paracadute" che secondo me si stacca da tutto, nel senso che - perdonatemi - ma questa è una delle migliori canzoni italiane che io abbia mai sentito: nel suo incedere mesmerico ti sembra che scherzi con un incipit che parla di dentifricio e che finisce con "le tovaglia degli altri che si sporcano sempre, si lamentano sempre...", un mix di ironia e tristezza che annichilisce e ammutolisce quando l'ascolti le prime volte. Davvero non so se a qualcuno provoca queste senzazioni ma la trovo davvero inarrivabile.

  • Zagor 15/02/2017 ore 22:21 @zagor

    sei bel disco

  • montalban 5 mesi fa @149246#montalban

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  • MicheleDiGiacomo 5 mesi fa @MicheleDiGiacomo

    Stufa non va gia' piu' bene l'ho riascoltato dopo 3 mesi non mi piace piu',troppo poco commerciale,per un discorso grosso non va bene,la massa e' ignorante,troppe parole cmq bravo lo stesso,non sei tu e' l'italia che gira male.Montalban vai all'ospizio

  • Raffaele Pisani 3 mesi fa @teito75

    Secondo me è un bellissimo album (il mio preferito del 2017 finora), superiore a tanta roba italiana pseudo-indipendente che va tanto di moda adesso.
    Sono solo in tre, ma suonano per cinque! È gente che ha studiato musica e si sente. Le linee di basso ti entrano in testa e non se ne vanno più; per quanto riguarda Giorgio, sinceramente non so come faccia (e bene) a cantare e suonare dal vivo pezzi come "L'abbronzatura", che tecnicamente sono difficilissimi. La voce: in effetti è molto particolare e può non piacere, ma dopo pochi ascolti ti rendi conto che va benissimo com'è e non riusciresti a immaginare il disco con un altro cantante.
    L'album alterna momenti più leggeri a fasi più introspettive (ma sempre con una certa psichedelia di fondo) e risulta gradevole anche per questo. Non ho un pezzo preferito: a turno, si alternano nel mio cervello e vanno avanti per un po', a volte anche di notte: devo chiamare uno bravo?
    È vero, il sound ricorda più volte il Battisti degli anni '70 (hai detto niente), ma quale musicista non è stato influenzato dal passato?

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