Quartetto bergamasco con riferimenti all'indie americano '90s/'00s e al post punk che s'intrecciano al peculiare taglio vocale urgente in italiano.

Il Garage Ermetico nasce a Bergamo nel 2005, da un'idea di Daniele Suardi e Maurizio Bonfanti. Il duo registra una trilogia di album in home recording votati a un'elettronica sghemba e artigianale, tra chitarre acustiche, beat traballanti e testi naive.

Nel 2008 registrano “Pinpilinpauxa”, album in cui sperimentano più compiutamente la forma canzone, allontanandosi dall’elettronica in favore di un approccio più fisico all’esecuzione e circondandosi di altri collaboratori per gli arrangiamenti, tra cui Alessandro Adelio Rossi (Bancale) e Andrea Casali (Caso).

Dalla fine del 2009 al duo originario si aggiungono in pianta stabile Stefano Zenoni alla batteria e Riccardo Zamboni alle chitarre elettriche. Il risultato è “Pugni nell’aria” (Fumaio Records - 2010), un EP ottimamente accolto dalla critica, caratterizzato dalla forte impronta live in cui le strutture folk cantautorali si alternano a dinamiche di scuola post-punk.

Nel 2013 esce “Dopodomani”, un album co-prodotto da Fumaio e Corpoc (stampato in LP e CD). Negli 11 brani contenuti vengono esplorate a fondo le influenze del gruppo, connesse all’universo indie rock americano ’90s e ’00s (Pavement, Medications, Akron Family), ma vicine anche all’attitudine post-punk tout-court, specie nel gusto per le storture chitarristiche (Television, Fugazi, Sleater-Kinney). Da una lunga lavorazione in sede compositiva, frutto di quasi quattro anni di affiatamento della formazione attuale, scaturisce la tensione ritmico-espressiva delle tracce; nonostante la forma breve che caratterizza le stesse, trovano infatti spazio frammentazioni, strutture a incastro e numerosi cambi d’umore che coinvolgono senza soluzione di continuità i dialoghi tra gli strumenti.
L’album è attraversato dallo sforzo di orchestrare il post-punk (unito alle fascinazioni per il lo-fi) con le melodie incalzanti della voce, ispirata dai peculiari testi in italiano e segnata dal consueto taglio urgente. Le parole si accostano, nel corso dell’album, a forme-pezzo sempre varie che cercano di congiungere, tramite geometrie irregolari, i contrappunti degli strumenti alle narrazioni: cronache e impressioni, quest'ultime, di un immaginario soggettivo sempre teso fra la necessità di raccontare il mondo che lo circonda e la difficoltà di dare un nome e un senso a ciò che gli appartiene.

Daniele Suardi | voce, chitarra acustica, chitarra elettrica
Maurizio Bonfanti | basso
Riccardo Zamboni | chitarra elettrica
Stefano Zenoni | batteria