"Già un piccolo portento così come è in italiano, se cantato forse in inglese, qualcuno griderebbe al miracolo. unòrsominòre fa un immenso lavoro sulle timbriche vocali e impugna un’alta concezione di cosa sia “scrivere bei testi”, e tutto quello che batte quattro intorno è uno speciale “ascoltare” di dissonanze, distorsori, melodie e iterazioni, che non se ne sentono molte in giro. Musica che da knock-out a migliaia di tentativi maldestri di provare a suonare rock’n’anima nel contempo" (mescalina.it) "Questo esordio è zeppo di buone canzoni. Una cosa che può sembrare scontata, ma spesso nel rock odierno a latitare sono proprio le canzoni. Diciamo gli Afterhours che inseguono il sogno di apparire Ivano Fossati, con echi di Dinosaur Jr. e Wilco. In generale piacciono la cura del particolare, alcune intuizioni compositive, i testi mai banali e il senso di sicurezza che traspare da ogni brano, lenti compresi; inoltre la voce di Kappa ha qualcosa di magico, che tutti dovrebbero ascoltare. Una delle migliori realtà della scena italiana" (ilmucchio.it) "Con una voce così si può far qualsiasi cosa? Si potrebbe facilmente pensare di sì, ma io non credo. Direi che è ancora più difficile scrivere pezzi che siano belli, pregni di significato e che raccolgano e scaldino tra le proprie braccia una voce splendidamente espressiva come quella di kappa e non viceversa. Lui ci è riuscito" (soundmagazine.it) "Un bel fiume rock che scorre a meraviglia, qualche nervosa spigolatura che rende l’ascolto stimolante, e un pugno di canzoni che non passano mai inosservate, ora per un guizzo strumentale, poi per un colpo di penna ben assestato" (rockaction.it) "Un lavoro che merita posti considerevoli nella musica alternativa italiana, suonare rock in questo modo significa sentirlo dentro senza riserva." (rockambula.com) "La qualità delle composizioni di Kappa desta sempre l’attenzione di chiunque sia appassionato di Indie Rock cantato in italiano" (rockline.it) _____ Prendete dell’indie rock, del power pop, della wave, uno spruzzo di psichedelia, chitarre grunge q.b., aggiungete testi (in italiano) sull’intimista-esistenzialista, et voilà unòrsominòre., il nuovo progetto solista di kappa, già cantante - chitarrista - compositore dei compianti lecrevisse (indie band veronese autrice del celebrato “(due.)”, disco uscito nel 2003 per Jestrai records e recensito col massimo dei voti su tutta la stampa di settore). unòrsominòre. (si scrive proprio così, con accenti e punto) nasce nel freddo inverno del 2005, e nel marzo 2009 ha pubblicato il primo, omonimo album per l’etichetta I Dischi del Minollo. La musica di unòrsominòre. è la sublimazione pop delle tensioni emotive e rumoristiche dell’indie rock lecrevitico, in una fusione di power pop, indie, alternative, wave, psichedelia, vero e proprio rock&roll ruvido e irriverente, e pop delicato e raffinato. canzoni mature ed eclettiche, dirette ma mai scontate. unòrsominòre. coltiva intimismo, esistenzialismo, cosmologia, chitarre, emotività, melodie, suoni e parole. Tra le influenze citate dallo stesso kappa per unòrsominòre., i sempre amati Motorpsycho, i Dinosaur Jr., i Talk Talk degli ultimi, visionari dischi, i Cure, I Notwist, i Wilco; e sul versante delle liriche, in egual misura i grandi cantautori (Ivano Fossati su tutti) e gli alfieri del nuovo rock italiano (Manuel Agnelli, Paolo Benvegnù). Quando non è unòrsominòre., kappa si dedica all'astrofisica (è ricercatore all'Università di Padova) oppure gioca coi suoi gatti. [La band che segue unòrsominòre. sul palco è attualmente composta da Ted (basso), Manuel (batteria) e Mauro (chitarra e sintetizzatore).]