Le deludenti cinquine dei finalisti alle Targhe Tenco

Eliminati Calcutta, Cosmo, I Cani e molti altri: i finalisti del Premio Tenco rispecchiano davvero la critica musicale italiana?

Targhe Tenco 2016
Targhe Tenco 2016 - foto via lifegate.it
12/09/2016 - 16:00 Scritto da Chiara Giletti

Qualche giorno fa vi avevamo dato notizia di tutti i dischi candidati alle Targhe Tenco 2016, tra i quali figuravano anche quelli che hanno avuto in maniera evidente un un peso reale durante l'anno: basti guardare i numerosi sold-out dei live con I Cani e Calcutta che riempiono i più grandi locali della penisola già in prevendita, il successo strepitoso di artisti come Cosmo, i consensi internazionali raccolti dai C+C=Maxigross, per non parlare della maggioranza bulgara di singoli di Max Gazzè presenti nelle classifiche FIMI. Oggi sono stati resi noti i nomi dei finalisti alle Targhe Tenco, e il risultato non è esattamente quello che ci aspettavamo. 

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Passano in finale nella categoria "album dell'anno" "Folfiri o folfox" degli Afterhours, "Canzoni nascoste" di Gerardo Balestrieri, "Canzoni della cupa" di Vinicio Capossela, "Una somma di piccole cose" di Niccolò Fabi e "Evidenti tracce di felicità" degli Yo Yo Mundi.

Tutti album di pregevole valore, ma che secondo noi lasciano fuori tutti quei titoli che sono stati davvero simbolo di un anno di ascolti di chi, oltre ad acquistare i dischi, vive la musica frequentando i concerti e i festival. Stiamo parlando appunto de I Cani, Calcutta, Cosmo, Gazzè, Il Teatro degli Orrori, Motta, Salmo, Tre Allegri Razzi Morti, che appaiono di certo più spesso nei cartelloni dei festival e sulle riviste specializzate di altri nomi che invece concorrono al premio come finalisti. 

Nella categoria esordienti invece troviamo Motta con "La fine dei vent'anni", "La giusta distanza" di Giorgieness, "Disco rotto" di Andrea Tarquini, "Mille baci" di Patrizia Cirulli e "Appena sveglia" di Chiara Dello Iacovo, per non lasciare fuori la quota talent show. 

Insomma, i risultati dei finalisti sembrano suggerire che tra i centinaia di giurati chiamati a votare, ce ne siano parecchi che di musica italiana non ne ascoltano moltissima (magari se ne occupavano una volta, e sono rimasti nella lista?) e che si ritrovano a votare i nomi più conosciuti o quelli suggeriti dagli uffici stampa più agguerriti.

Da parte nostra, già lo scorso anno avevamo lanciato alcune proposte per rinnovare il Premio Tenco, ma per quest'anno sembra che abbia deciso di restare il vecchio concorso di sempre

 

Ecco le cinquine definitive:

Album dell'anno:
Afterhours - "Folfiri o Folfox"
Gerardo Balestrieri - "Canzoni nascoste"
Vinicio Capossela - "Canzoni della Cupa"
Niccolò Fabi - "Una somma di piccole cose"
Yo Yo Mundi - "Evidenti tracce di felicità"

Album in dialetto
Almamegretta - "Enneenne"
Claudia Crabuzza - "Com un soldat"
Stefano Saletti & Banda Ikona - "Soundcity. Suoni dalle città di frontiera"
James Senese & Napoli Centrale - "O sanghe"
Daniele Sepe - "Capitan Capitone e i fratelli della costa"

Opera prima:
Patrizia Cirulli - "Mille baci"
Chiara dello Iacovo - "Appena sveglia"
Giorgieness - "La giusta distanza"
Motta - "La fine dei vent'anni"
Andrea Tarquini - "Disco rotto"

Interpreti di canzoni non proprie:
Peppe Barra - "E cammina cammina"
Giorgio Canali & Rossofuoco - "Perle per porci"
Francesco De Gregori - "Amore e furto. De Gregori canta Dylan"
Bobo Rondelli - "Bobo Rondelli canta Piero Ciampi"
Peppe Voltarelli - "Voltarelli canta Profazio"

Miglior canzone:
Francesco di Giacomo-Paolo Sentinelli - "La bomba intelligente" (Francesco di Giacomo / Elio e le Storie Tese)
Samuele Bersani - "La fortuna che abbiamo" (Samuele Bersani)
Giuliano Sangiorgi-Remo Anzovino - "L'alba dei tram. Canzone per Pasolini" (Mauro Ermanno Giovanardi)
Manuel Agnelli - "Non voglio ritrovare il tuo nome" (Afterhours)
Marco Iacampo - "Pittore elementare" (Iacampo)

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L'articolo Le deludenti cinquine dei finalisti alle Targhe Tenco di Chiara Giletti è apparso su Rockit.it il 2016-09-12 16:00:00

COMMENTI (30)

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  • proclama 5 anni Rispondi

    Ciao Alessia Scatena, chiedo scusa ma il mio 'imputarmi' su quei tre artisti è solamente una reazione 'di pancia' (come si usa dire oggi) rispetto all'articolo orrendamente fazioso della Giletti. Si è vero esistono tanti altri artisti ed il discorso potrebbe e dovrebbe essere più costruttivo (ma non riesco a reagire 'civilmente' ad un articolo così)

  • alessiaska 5 anni Rispondi

    E per quanto mi riguarda il discorso de i cani, calcutta e cosmo posso anche essere d'accordo! Ma non esistono solo loro!

  • alessiaska 5 anni Rispondi

    Ed invece Chiara dello Iacovo eccelle in originalità di composizione e profondità di testi! Ripeto, ad ognuno i propri gusti, le scelte del Tenco possono essere discutibili come quelle di qualsiasi altro premio! Basta non dare dell'imberbe a nessuno e ci può essere un confronto costruttivo.

  • giuseppecatani 5 anni Rispondi

    proclama, io mi chiedo solo una cosa: quelli del tenco hanno gli strumenti per giudicare i gruppi/cantanti che rappresentano la nuova generazione? probabilmente no, ma è un dubbio, non una certezza.

  • proclama 5 anni Rispondi

    Ragazzi, sono andato ad ascoltare Calcutta e poi Cosmo, sono due giorni che riascolto i loro brani su youtube e devo dire la verità, non fa per me! Arrangiamenti poverissimi. Composizioni mediocri. Voci comuni. Testi...testi!!! Probabilmente Calcutta, Cosmo I cani rappresentano o vogliono rappresentare le loro generazioni e il loro quotidiano...la vedo grigia, ma davvero grigia.
    Ben vengano - a mio avviso - le scelte del Tenco

  • amarantoranto 5 anni Rispondi

    Non se ne può più con questo asserto 'musica di qualità' , senza che nessuno sia in grado di definire cosa diamine voglia dire! La giuria del Tenco ha deciso, si può o meno essere in accordo con le decisioni, ma elevare all'olimpo della musica ciò che il Tenco decide è veramente da talebani. Al premio Mozart, Tenco non lo avrebbero neanche preso in considerazione, ma questo non lo avrebbero reso un essere artisticamente inferiore. Quindi è solo un problema di contesto, e nel contesto attuale del Tenco è chiaro che I Cani, Calcutta, Cosmo, Il Teatro degli Orrori, Salmo, Tre Allegri Razzi Morti.. OGGI sono fuori contesto.

  • proclama 5 anni Rispondi

    Ciao giuseppe catani, la tua mi sembra una difesa di categoria. Non riesco a capire perchè bisogna per forza rappresentare le nuove generazione se non sono ritenute idonee. Ci sono 200 e rotti giurati che han fatto le loro valutazioni, se i dischi dei Cani di Calcutta etc etc non sono risultati idonei può anche darsi che non lo siano, mi spiace per la Giletti ma, a mio avviso, ha scritto un pezzo 'inutile'.

  • giuseppecatani 5 anni Rispondi

    La mia modesta opinione: non credo che il punto centrale del pezzo sia se certi gruppi/cantanti siano presenti nei cartelloni dei festival più o meno di altri. Giletti ha semplicemente voluto evidenziare che la nuova generazione (scusate la banalizzazione) dei musicisti italiani non è per nulla (o quasi, c'è motta, per fortuna, e poco altro) rappresentata da un premio che dovrebbe mettere in luce il meglio della nostra musica d'autore. poi possiamo discutere all'infinito se Calcutta ci fa cagare o meno, ma il nocciolo della questione, sempre secondo me, è un altro. e mi sembra che giletti lo abbia centrato in pieno.

  • avvocatoiop 5 anni Rispondi

    In modo estremamente sommesso e da semplice ascoltatore e non conoscitore colto di musica mi permetto un banale riflessione: non credo che l'arte o la bellezza della musica si possano misurare dl numero degli ascoltatori o partecipanti ad un concerto. Ci sono concerti meravigliosi ma poco partecipati e concerti pessimi gremiti. Ma più spesso è il contrario! Se il tuo stile non incontra il gusto della maggioranza delle persone sta a te decidere: proseguire su quella strada sperando che alla fine quel che fai piaccia, magari prima del tuo decesso, oppure cercare il consenso. Ma cosa c'entra con bellezza ed arte? E cosa c'entra con l'età? L'articolo semplicemente confonde i due piani, e vorrebbe far coincidere la platea d'ascolto e la frequentazioni dei concerti con la bellezza e l'arte. E in questo sbaglia. Niente fazioni e niente partiti presi, quindi: solo l'evidenza di un articolo che confonde due aspetti che nulla hanno a che fare l'uno con l'altro. Fermo restando che a me, Max Manfredi che ha vinto un paio d'anni fa, piace da un sacco, ed ai suoi concerti temo (per lui) che ci siano più cinquantenni che ventenni....

  • alessiaska 5 anni Rispondi

    Ma ci mancherebbe altro, ad ognuno i propri gusti. Secondo me il problema è quando si pensa che le proprie opinioni siano la verità oggettiva. Per me l'articolo non è scritto benissimo, ma condivido che si possa essere condizionati nel proprio giudizio, se non si ha una solida esperienza in fatto di ascolto di cd, ma anche di concerti dal vivo! Io ne vedo tantissimi durante l'anno e mi dispiace constatare che spesso, in quelli meno commerciali, siamo sempre poche decine di persone.