Da sempre autoprodotti e fieri di esserlo, i No Seduction, dal tempo della loro apparizione con un demo nel 2005, hanno percorso la penisola italiana in lungo e in largo con una miriade di concerti. Il 31 maggio 2008 la svolta: l’uscita del primo singolo digitale dei No Seduction, Copyrighted, che vale la premiazione alle finali di Catania come miglior band per il circuito Raduni, associazione che raggruppa oltre venti emittenti radiofoniche universitarie del territorio italiano. Tra febbraio e maggio 2009 i No Seduction tornano alla ribalta con quattro singoli digitali, registrati al Natural HeadQuarters di Ferrara e mixati da Riccardo “Rico” Gamondi al FiscerPrais Studio di Pontecurone (Alessandria). I singoli vengono messi a disposizione degli ascoltatori attraverso il sito noseduction.com, in download completamente gratuito, accompagnati dalle tracce per i remix che vengono lasciate ugualmente a completa disposizione di dj e remixers. Fin da subito l’operazione raccoglie un ottimo successo, che porta all’apparizione come Breaking Band su Rolling Stone Italia e all’interesse per i remix da parte di alcune fra le migliori realtà dell’elettronica italiana (3 is a crowd, Frost djsexx, Funkabit, 2 guys in Venice e molti altri). I nuovi pezzi configurano un suono pressoché unico in Italia, che mira a distogliere le masse dal torpore mediatico in cui la crisi le ha immerse, ed a rinvigorire la spinta di cambiamento dal basso di cui necessita la nostra società, spinta che proviene anche e soprattutto dall’utilizzo di nuovi metodi, liberi, autonomi e indipendenti, per condividere e rendere disponibile a tutti la propria produzione culturale. E’ il suono della crisi che si tramuta in mezzo di rivendicazione sociale, che parte dalle periferie, dai sobborghi, dalle province per arrivare al cuore, al nodo centrale del sistema mediatico globale: è il soggetto che diventa rete, è la rete che fa il soggetto. E’ la necessità assoluta di assumere una responsabilità anche nel produrre musica: la responsabilità di parlare a quei milioni di persone che, come noi, non vogliono pagare le conseguenze della crisi del nostro tempo.