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album Atlantic Thoughts Pashmak

Pashmak Atlantic Thoughts

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Manita Dischi 2019 - Rock, Pop, Elettronica

Tracklist

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Descrizione a cura della band

Solid Roots
In un tardo pomeriggio di fine estate, in un paese del Nord in cui il sole è moderato, osservo la luce leggera scivolare giù dalla finestra senza poterla fermare, pensando all’inutilità di andare sempre in profondità.Se cambiando sistema dipensiero cambio il modo in cui pongo il mio corpo, cosa accadrebbe se cambiassi come il mio corpo si pone per poter pensare diversamente? Disincrocio le gambe e sento che da anni sto cercando qualcosa che non troverò mai, come solide radici e pelle pulsante. Alzo gli occhi e sono a Tangeri, nel punto in cui il mare incontra il Mediterraneo.
Looking comfortable
in a room with no people
while I’m looking slowly her slipping away from the window.
Who am I to hold her
the sweet light of a summer day
in a northern country where the sun is moderate.
while I think about the uselessness of getting deep
into every aspect of the existence
I untie my entangled legs
Body as a metaphor of mindset
Change position change the mind
Repeat it
I’m searching for something I’ll never find like
solid roots and throbbing flesh
I’m already tired of seagull’s flight where the ocean meets the sea.

Golden Eyes
Sono appoggiato a porte di legno massiccio in una medina marocchina. Sono più grandi di quanto io riesca ad abbracciare con un solo sguardo e non vengono chiuse da almeno un centinaio d’anni.Noi, chiusi in un appartamento, vedevamo il sole tramontare dietro all’aereoporto dismesso, cercando di fare pace con le nostre origini miste: sono irrilevanti, non ci rendono la metà o il doppio, la nostra essenza è meticcia.Riapro gli occhi e sono a Tangeri, sugli scalini del cinema Rif. Soffia un vento atlantico che mi ricopre di sabbia, mentre fantastico sui momenti in cui eri qui prima di me e su tutti i luoghi che abbiamo condiviso senza mai incontrarci.
I lean on solid wood doors
Feeling that many years have passed
They are bigger than how I could embrace with just one look
Meanwhile I fight against a fact
I keep crouching between your legs
Faces lighted by led lights
And less time
To see us out of the window the set is on fire
Out of the window
Remember that feeling of being half or twice

You have golden eyes
Flies away the image of you
Blast of Atlantic winds
Retracing your steps
Sand in the eardrums
In the air
Under the nails
I’m sitting on the stairs

Harp
Inun territorio semi-disabitato fra il Montenegro, il Kosovo e la Serbia, capitiamo in una valle silenziosa.Da un campo rialzato abbiamo la possibilità di abbracciare tutta la vallata con un solo sguardo. Davanti a noi i covoni e l’orizzonte in fiamme, mentre dietro sta sorgendo una luna sovradimensionata. Si alzano in volo dei corvi sopra le nostre teste e sentiamo le ali sbattere l’aria; si allontanano fino a sparire mentre continuiamo a sentire il suono rimbalzare nella valle muta.Ci separiamo per commuoverci ognuno da solo con se stesso, sapendo che più spazio ci si lascia, più spazio si crea, più possibilità si possono abbracciare.
I won’t forget when the moon came visiting
On those black mountains
We were hearing the crow’s wings
Moving air and us with her
While I’m freezing in white fur coat
We were cherishing the sheaf and the ashes of the horizon
Unfolding
Accepting
Spacing
We space together we two, do you realize?
That extending beyond the measures
Narcotized by too coffees and curves

Fireflies
A notte fonda, in un quartiere residenziale di Berlino, usciamo nudi a camminare sull’asfalto.Superiamo la notte in un parco giochi con la sabbia, come fosse una spiaggia in centro città.Sostieni che la parte più vera della città sia questa, dove la gente comune conduce una vita normale.Siamo usciti poco fuori città, in mezzo al lago c'è un’isola su cui il solebatte fino all’ultimo secondo, prima di tramontare in questo paese dove soffia sempre vento e le betulle suonano una musica meravigliosa.
Between the phosphorescent lights
come out walking barefoot on concrete
while we overcome the night
as artificial fireflies
that morning he waked up early and he escaped
but please sooner or later
tell me how do you know
which part of the city is real.
there’s an island where the sun
is still hitting
bad idea I rebut
better try to die in your mouth
in this country where winds always blow

Oceans
Sdraiato di fianco a delle tombe fenice poste sugli scogli della costa nordafricana, osservo i gabbiani planare: non stanno davvero volando, sfruttano solamente una possibilità, riposandosi sulle correnti ascensionali. Starò meglio quando mi arrenderò ai pensieri atlantici e a tutti gli scettici. Questo è l’anno degli oceani.
Have you ever seen the seagulls gliding
On the African cliffs
Stocky body from below and wings drawn
But tell me do you see the seagulls gliding?
Tell me do you see the African cliffs?

They don’t fly for real they just seems to stay afloat
on a possibility
Stocky body from below and wings drawn
I will be fine when I surrend to Atlantic thoughts and the skepticals
Have you ever seen the seagulls gliding?
On the African cliffs
They don’t fly for real they just seems to stay afloat
On a possibility
This is the year of the oceans

Laguna
Venezia, porto di Sant’Elena.
Mi sveglia una goccia di condensa che si è formata sull’oblò di prua.
Mi vesto, scendo dalla barca e cammino sul molo fino ad arrivare al punto più lontano. Cerco di guardare l’orizzonte ma non capisco neanche dove finisca il mare e dove incominci il cielo.
La laguna è sempre immobile e la nebbia non accenna a diradarsi; anche oggi rimarremo attraccati, in attesa.Sto imparando ad apprezzare le zone grigie, le sfumature e le gradazioni.
Quando non capisco più qual è
Il limite oltre il quale il mare diventa nuvole
In quella differenza senza confine
Ci sei tu e le tue zone grigie.
I tuoi occhi di laguna
Ovunque
Oltre bordo
Oltre confine.
Dormivo dondolato dalle onde morte del porto.

Sit and Stare
Tanti anni fa, nella mia testa, attendevamo la fine che non avremmo potuto evitare, seduti su una panchina ad aspettare che arrivasse lei a distruggerci. Ci guardavamo un po’ in terza persona, senza essere davvero toccati dall’imminente disgrazia, pretendendo che qualcosa sarebbe pur sopravvissuto.Le cose cambieranno, ne son sicuro, mi ripetevo seduto su un divano a testa in giù, con le gambe in alto e la testa sul tappeto. Nel frattempo scendo in strada e incrocio sguardi di persone di cui mi innamoro continuamente, un istante dura un giorno e un giorno inun istante, mentre continuo a camminare senza meta.
Think of this now
We are sitting next to our sides
Sit and star our lives
Pretending all of this will survive
Life is gonna change but we are still sitting upside down
So I fall in love I’m falling in love

Everyday like eyes walking down the street
Two pair of eyes suddenly meet split seconds everyday just like a second […]

Violet Wax Skin
Gennaio 2018, hinterland milanese, zona est.Torno a casa con un sacchetto contenente spezie, curcuma grezza, cumino e Raz, il miscuglio del cattivo cuoco. Nella valigia ho anche un corno di capra secco raccolto su un tetto e delle cortecce africane da usare come incensi. Fuori dal finestrino della macchina la tangenziale, la pianura umida e la nebbia.Fumiamo sul tetto desiderando di tornare ad essere vicini, senza però avere più fiducia l’uno nell’altro; a luci spente proviamo a tornare a giocare, cercando di definire dei limiti.
Violet wax on the skin
There was the skin
There was everything that could be said or not
There was sticky blood on the wrists
There was the creak of African barks in the ashtray
There’s a way to be together
away from the wet fields and the fog
Turn off the light
Leave the shadows define
What’s the inside and outside
Filters and ash on the roof
Desire to love you walled up alive
There’s an inside and outside

Shanti
Sopra il Lago Maggiore c’è un piccolo lago di acqua pulitissima.Mi tuffo con un amico d’infanzia, nuoto a filo col fondale e mentre fuori piove qui non cambia niente.Vento onde aria salmastra, pesci e barriere coralline, esseri abissali sconosciuti e dorsali oceaniche.Tutto questo è reale.Questo album ha dato i suoi primi vagiti in un casolare di pietra e legno nell’entroterra ligure. Ci siamo isolati con un generatore di corrente, abitando la cosiddetta “Shanti Wild” e suonando un po’ di giorno, un po’ di notte.Shanti è uno dei primi pezzi nati da una delle tante improvvisazioni che abbiamo incominciato a fare dopo il nostro primo tour nei Balcani.Un’esperienza che ha cambiato, in parte, il modo di concepire la nostra musica, un po’ per necessità, un po’ per divertimento e gusto del rischio.In Liguria, in un lettera di addio per una persona temporaneamente oltreoceano scrivevo: “Chiudi gli occhi efermati a respirare per un secondo, sono in tutte le pause che prendi, nel silenzio fra i suoni che fai, i rumori che produci, dietro i milioni di oggetti insignificanti e uccelli migratori”.
I swim
Nearby the bottom of the sea
While outside it rains
Nothing really changes
Wind waves salty air
Fish and coral riffs
Abyssal unknown being
Oceanic ridges
All of this is real.
Close your eyes and stop
Breathing for a second
Im in every pause you take
In the silence in between
The sounds you do
All the noise you produce
Behind the millions of
Meaningless objects and migrant birds.

Bronzo
Bronzo è una risposta ad Alberto Dubito, poeta e rapper scomparso prematuramente; suonava dei Disturbati dalla Cuiete.
In un monolocale a Torino guardo Giulia, vive in un appartamento grande la metà del suo terrazzo.La nostra resistenza è stata il non piegarsi mai al discreto, al comune, al normale.Questa resistenza non era basata sull’affermazione dei nostri valori né sulla costruzione di un'utopia, ma sulla negazione, sull’affermazione di ciò che non volevamo essere.Così facendo non ci siamo definiti, non siamo.Ogni definizione che parte da una negazione lascia l’esistenza fragile nel momento in cui ciò contro cui ci si oppone crolla. Solo allora ci si accorge che invece che dire “io sono”, sappiamo solo dire “io non sono”.Il nostro è un invito a desistere per imparare a fletterci mon frere.
In una stanza triangolare
C’è una donna forte
Che si dedica a me
Ha mani lievi, la pelle di bronzo ed è fatta di canto.
Bastano tre note per delineare un baratro
E altre tre per risalirlo
Pietra focaia e combustibile
Sesso e verbo, cibo e dormire abbracciati.
In un monolocale esposto a sud
C’è una donna altrettanto forte
Circondata di libri con cui ci droghiamo nudi.
Resistiamo compagna
Alla sottrazione
Alla partificazione del colore totale
Al minimizzarsi della coscienza collettiva
Sgranandoci senza resistere
Il nostro è un invito a desistere

Per imparare a flettersi mon frere.

Credits

Credits:Composed by Pashmak.
Lyrics by Damon Arabsolgar.
Recorded by Giuliano Pascoe and Antonio Polidoro at Santa Clara Studio/Blap Studio.
Produced by Giuliano Pascoe.
Harp composed by Pashmak and AVAN. Produced by Giuliano Pascoe and Francesco Fugazza.
Mixed by Ivan Antonio Rossi at 8brr.Rec Studio. Violet Wax Skin mixed by Antonio Polidoro at Blap Studio. Mastering by Claudio Giussani at Energy Mastering.

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