Max Ribbenz Festa Farina Forca 2011 - Rock, Progressive, Alternativo

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Bisogna essere bravi per fondere tarantella e rock, per affiancare il flauto dolce alla chitarra elettrica. E i Max Ribbenz non lo sono.

Quello che vorrebbe essere un racconto sonoro in sei momenti, trasmesso attraverso un intreccio di generi musicali (che va dall’hard rock al progressive, non dimenticando tarantella, metal e punk) diventa un’accozzaglia di generi che fa accapponare la pelle. Di virtuoso qui non c’è nulla, ci sono vari elementi che non si fondono tra loro, un susseguirsi di diversi temi strumentali senza un filo conduttore.

Le complesse vicende racchiuse nella descrizione, che accompagna questo “Festa Farina Forca”, di certo non sono comprensibili con il solo ascolto dei brani: le liriche danno molti passaggi per scontati, nonostante la loro verbosità; non sanno poi affabulare e non riescono a servirsi del sonoro per colmare le proprie lacune. Il protagonista dei sei brani, infatti, nel giro di poche strofe si trova licenziato, padre di famiglia, migrante ed emarginato in una nuova realtà straniera. Il riflettere sulla sua esistenza attraverso musiche dei VI movimenti non lo porta a vivere meglio la sua condizione di "reietto" all'interno del sistema sociale; come biasimarlo.

Il progetto è troppo ambizioso, quando mancano ancora le conoscenze e le astuzie di base per affrontare la materia dal punto di vista compositivo, anche se la band, fondata nel 1992, ha già mosso diversi passi nella discografia, avendo all’attivo autoproduzioni, brani su compilation e album.

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La recensione Festa Farina Forca di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2012-03-21 00:00:00

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