< PRECEDENTE <
RECENSIONE
18/06/2002 di Fabiola Mancinelli

Scrivere canzoni, che passione! Una passione per Francesco Camattini che, con le sue canzoni, cattura emozioni musicali che sembrano appartenere al passato. Con qulacosa di Conte, qualcosa di Capossela e qualcosa di Battiato, le sue “Nove stagioni” costituiscono un viaggio originale che attraversa la più grande tradizione di cantautori italiani.

Nove momenti musicali, come vivide polaroid da un album di viaggio. Romanticamente antieroica “Marta” (“...ti ho regalato un fiore finto/perché di veri non ce n’ho più”); dolentemente mediterranea Iraq”. Un passaggio nel tango e poi una melodia finto country per “ Io resto”, a cui l’autore affida un saggio pensiero: “rallento/e il mondo, forse/mi supererà;e alla fine son contento/perché vivo anche da fermo”.

Questo disco filtra emozioni d’annata, sia per l’incedere delle canzoni, leggere e malinconiche, che per i contenuti, che sembrano il racconto di un viaggio di qualche stagione fa. Il risultato è un microcosmo delicato e raffinato, in cui lasciarsi condurre dai superbi arrangiamenti di questi brani.

Al fianco di Camattini suona un’orchestra di musicisti al gran completo: le note pulite e aeree del pianoforte del Maestro Alberto Miodini sono il filo rosso di queste poesie in musica, il violino di Igor Cantarelli, magnifico in “Iraq”, per non tacere di tutti gli altri elementi del gruppo, che insieme contribuiscono alla bella riuscita di questo album.

Tracklist

00:00
 
00:00
Commenti
    Aggiungi un commento:

    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
    > PROSSIMA >