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RECENSIONE
30/08/2013

Dopo anni di cover folk, questa band di Sesto San Giovanni prova a confezionare (e autoprodursi) un album d'esordio. Scegliendo un mix che, sorpresa, per la cornice in cui loro stessi si pongono è tutto sommato originale. Il prodotto finale, infatti, è un country in cui si sono innestati i violini da irish pub. Una voce in certi punti soul e blues, da mid west bianco, che si accompagna a schitarrate combat. O a qualche cameo degno del pop rock italiano più mainstream.

La traccia iniziale, "Un'ora lurida" si avvicina piano piano alla matassa di generi concentrati nel disco. "Lasciami sanguinare", invece, centra perfettamente il tema. Il violino cresce pezzo dopo pezzo e l'eredità della loro vita precedente si fa più pressante, soprattutto in un brano come "Il conte". In "La Sirena" sembra di vedere i cowboy dell'hinterland milanese aggirarsi per fabbriche chiuse causa crisi. E credo che se "Il ritmo del tuo cuore" fosse in inglese, probabilmente suonerebbe più raffinata, perché il pezzo gira. Senza grosse pretese.

E' un disco che si fa ascoltare. Nonostante alcuni riff scontati o testi che non brillano per originalità compositiva. Sintetizza tutte quelle voci sincere che spesso rimangono in periferia. E che per fare un dieci tracce magari si spaccano la schiena per mesi. Molto meglio di molti gruppi cloni che vagano per il folk rock nostrano. Consiglio un giretto a Nashville, potrebbero ingaggiarvi per qualche sera.

Tracklist

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