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RECENSIONE
21/11/1998

Un lavoro positivo quello di questi Hogwash, 3 ragazzi di Colzate(BG); indice del fatto che anche in Italia (come e' gia' successo in Europa) da qualche tempo si stia diffondendo (seppur con qualche timore) la nuova ondata americana ispirata al sound hard rock anni '70 e alle prime esperienze punk psichedeliche.

Tutto dovuto a band sconosciute ai piu', come gli americani Kyuss (che non per niente sono definiti i Black Sabbath degli anni '90), i norvegesi Motorpsycho, ed anche al contributo della corrente creata dai gruppi di Seattle.

Comunque questo "Fungus Fantasia", 12 tracce in tutto, e' un disco pieno di spunti originali, dalle ballate acustiche, al muro sonoro dei pezzi piu' veloci in cui spiccano i riff distorti del basso, ai precisi e ripetuti cambi di tempo...

Si inizia con "Fungus Fantasia" dal riff stoppato e ritmato, caratterizzata da un "cross-over" di tanti stili musicali differenti e ottimamente inseriti. Poi "Spiral walls", veramente belli gli stacchi con il basso pulito e l'arrangiamento complessivo della canzone. "21 inches sun" e' un po' piu' impegnativa da ascoltare, ma lascia spazio a ritornelli che rimangono scolpiti in testa. Segue "Willie the rebel" ancora piu' cattiva, dalla voce piu' roca e meno melodica, che sorprende per originalita' da meta' fino alla fine, quando entrano anche dei bonghi africani e l'atmosfera si muta in un motivo arabeggiante. "Short stupid sad song" si apre e chiude con bellissimi intrecci tra basso e chitarra che valgono l'intera canzone. Subito dopo, l'apertura di "The bait" ci porta in un mondo diverso in cui possiamo lasciar cullare per un po' la nostra mente e abbandonarci estasiati alla musica... molto psichedelica. Ancora potenza con "Bloodgrim", anche se un po' anonima rispetto al resto del disco. "5 poles field" che mi sembra affronti il tema della droga, puo' essere definita una punk-ballad, molto convincente. Si sente anche una tastiera in sottofondo (sbaglio?)... Piu' che acida "Limpid", breve ma incisiva con uno spassionato utilizzo del feed-back. E per bilanciare il tutto una bella ballata acustica con azzeccate sovraincisioni di chitarra: "Rosemary tree". Il disco continua con "2nd hand dreams" che a giudicare dal riff iniziale si vuole rifare al gruppo di un famoso cantante di nome Ozzy; ma subito il sound viene fatto proprio con numerosi tratti di originalita'. L'ultima canzone "Season Wrap - florilegium" dal ritmo di batteria molto sincopato e' abbastanza calma e lineare e termina con un pezzo che sembra tratto dalla musica tipica irlandese.

Una buona registrazione (anche se avevamo a disposizione la cassetta e non il cd) e l'utilizzo di effetti in giusta misura rendono questo prodotto competitivo sul mercato italiano; l'unica pecca (anche se trascurabile) l'utilizzo di testi in inglese e non in italiano e quindi difficilmente comprensibili da tutti; ma potrebbe anche essere un vantaggio questo per facilitare l'eventuale diffusione all'estero.

Tracklist

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