25/03/2014

E’ come giocare con i Lego, uno parte con l’idea di voler fare un’astronave ma poi in corso d’ opera si accorge che sta venendo fuori un albero e allora vada per l’albero, magari viene bene, magari viene un’astronave lo stesso, magari viene fuori un astroalbero (che è la più bella delle cose)”.

Per darvi un’idea di "Musique pour les poissons" dei Frank Sinutre uso le parole degli stessi Frank Sinutre. Volevano sperimentare ed hanno sperimentato senza precludersi nulla, nemmeno l’ invenzione di nuovi strumenti da parte di Isi: un reactabox (ispirato al reactable usato da Bjork) ed una drummabox/drum machine acustica (troppo complessa la descrizione, ve la evito).
Così ha preso vita un lavoro che vede inizialmente brani tra elettropop, synth pop e dance alla Kraftwerk o LCD Soundsystem, per poi passare nella parte centrale ad un minimal-ambient che sente l’influenza del maestro Brian Eno, tutto condito con la trip hop degli anni '90.

I due pezzi finali, “Iolanda Pini” e “Una possibile storia su Dio” (in reading), fanno da ponte tra l’ album e il libro “Racconti per pesci del mare d’aria” di Michele K. Menghinez. Anche qui, autobiografia da un lato e spunti presi qua e là dagli autoctoni del luogo dall'altro, nella modalità "scrivi il raccontino ed invita al live". Se cercate la novità e soprattutto se vi state chiedendo cosa sia un astroalbero, vi invito ad ascoltare attentamente questo disco. 

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