27/08/2014

“Salto sopra il letto in mutande a pogare con i Clash/arriverà la cicala ubriaca che dirà alla formica: la tua non è vita”.

"Dans la Rue", debut album dei milanesi Portugnol Connection, non è affatto uno di quei dischi da ascoltare comodamente seduti sul divano di casa propria, lo si capisce al volo. Energia, movimento, il patchanka che abbraccia ed impasta ska, reggae e punk rock: è un lavoro genuino, piacevole rimedio ad uno snervante attacco d’apatia. I riff di chitarra distorta s’incastrano a dovere tra ritmi incalzanti e sincopati, ma a fare la differenza è la sezione fiati: l’onnipresente tromba fa da protagonista assoluta, dà quella spinta in più al tutto e crea il giusto diversivo, evitando che alcuni arrangiamenti suonino un po' troppo piatti.

Rispetto all’Ep pubblicato nel 2012 non sono cambiati molto, la linea stilistica è rimasta sostanzialmente la stessa, si aggiunge una chitarra elettrica che con i suoi assoli mira ad essere più cattiva (si veda la title track) e cambia leggermente il volto acustico della band. Ai testi, è affidato il compito di trasformare l’ascoltatore in un vero e proprio viandante: "Dans la Rue" non è solo una miscela di generi musicali ma anche di lingue diverse. Italiano, spagnolo, francese, inglese s’alternano in un vortice di strofe facili e dirette, dove spesso è la rima baciata a fare da sovrana, più di una volta si cade in una semplicità un po' troppo naif e questo è uno dei punti deboli del progetto. Confermati i rimandi ai Mano Negra e, spostandosi tra i nomi nostrani, a Mannarino.

E' un buon disco, pur con punti e aspetti da migliorare. Sono curioso di ascoltare i nuovi sviluppi di questa band.

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La recensione PORTUGNOL CONNECTION - Recensione - DANS LA RUE di Gabriele Naddeo è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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