06/08/2014

Che gli Alternativa Marte siano cresciuti negli anni ’80-’90 ci sono pochi dubbi, il loro album d’esordio “Percezioni” è guidato dal sound dalle camicie a quadrettoni di Kurt Cobain e da un’adolescenza probabilmente da metallari. Ma il più marcato comune denominatore di ogni pezzo sono gli anni d'oro del rock alternativo italiano, quello fatto del sudore dei primi Afterhours e Marlene Kuntz, dei capelli lunghi di Pelù e dei suoi Litfiba (“Gioia Nera” e "Monte di Venere" su tutte), con un assaggio di punk-new wave  “siberiana” di Fiumani e dei suoi DiaframmaRitmiche irregolari che cercano di esplorare l’Io interiore di ognuno di noi, l’essenza del vivere, ciò che davvero importa.

Per una voce poco “cattiva” (il riff di “Illusione” mi ha gasato proprio fin quando non ha esordito il cantante), un timbro che non riesce a convincere fino in fondo rendendo meno incisivi i testi, le linee di chitarra, seppur consumate da più e più gruppi, sono pur sempre ben suonate e apprezzabili, aggressive al punto giusto.

In un mercato musicale saturo di questo tipo di musica difficile emergere con un disco del genere. È giusto ispirarsi alla musica che si ascolta, ma quando c’è tanta roba uguale l’orecchio diventa esperto e i dettagli fanno la differenza. In questo caso, se mi dovessero chiedere in cosa differiscono gli Alternativa Marte da altre band dello stesso genere, avrei difficoltà a rispondere.

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La recensione Alternativa Marte - Recensione - PERCEZIONI di Andrea Capurso è apparsa su Rockit.it il 24/07/2019

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