gorn Fish Cannot Carry Guns 2013 - Psichedelia, Pop, Acustico

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Sembra facile entrare nella testa di Gorn ma non fatevi ingannare dall'apparenza: sono i suoni nascosti a costruirne il senso

Un disco costituito da pochissimi elementi che da soli bastano a costruire una dimensione di senso: chitarre acustiche, elettriche, accenni di percussioni, riverberi d'ambiente e una voce sempre controllata, che passa da un registro impostato di default sui piano, a sussurri e sospiri che a loro volta diventano timbro. Gorn è un cantautore (?) misterioso, non svela niente di sé a parte una serie di sentenze volte più a infittirne il fascino che a inquadrare il personaggio, oltre che a decostruire qualsiasi certezza partendo dalla scomposizione del nome stesso.
Gli arrangiamenti sono essenziali e raffinatissimi (senti lo scorrere jazzato delle tastiere in secondo piano in “Maybe”, o gli scintillii ritmici di “Bird”), il tutto in una dimensione acustica che oscilla tra melodie folk americane (“Walls”) e momenti di blues lo-fi (“Hide you gold”).
È nella cura del dettaglio, nella stratificazioni di trovate timbriche, nei suoni nascosti, quelli che con discontinuità puntellano i brani di particolari ora sbilenchi ora ostinati, che “Fish cannot carry guns” crea la sua atmosfera in cui riescono a convivere uno straniamento d'antan, che ricorda uno stralunato Syd Barrett, e una concretezza di melodie, arpeggi e costruzioni armoniche lineari.
Sarà il riferimento alla Trilogia di Valis di Philip K. Dick, insieme ai testi visionari (“everyone's lips are boat / in the sea in the sea / calm you down when you're sick / of the word meaningless / price is right and you're wrong / groceries scares me / agoraphobia makes me ill when I'm not”), ma quest'opera prima trasuda psichedelia e svela un mondo parallelo esistente tutto nella testa di Gorn. La via per entrarci sembra facile per l'immediatezza delle melodie e l'apparente semplicità dei brani, ma come in un gioco di scatole cinesi, ascoltando più a fondo si capisce che il fascino sta nel particolare, nella pennellata di suono. Disco meritevole di un ascolto molto attento.

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La recensione Fish Cannot Carry Guns di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-07-30 00:00:00

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