03/02/2015

In perenne equilibrio tra la sconfitta e la speranza, tra partire per il futuro o restare qui a combattere un poco per ottenere forse niente, forse piccole, impalpabili vittorie che durano soltanto un giorno. “Amantide Atlantide” racconta di scontri col quotidiano, dello stare in bilico, delle nostre lotte vane eppure imprescindibili, e lo fa giocando con l’eclettica vocalità di Daniele Celona, cantautore votato al rock che dondola tra recitativo, enfatiche rotture e grida liberatorie. Insieme ai Nadàr Solo (come nell’album d’esordio “Fiori e Demoni”) che costruiscono strutture sonore potenti e piene, ritagliandosi nei crescendo di ogni brano uno spazio importante, Celona riesce a creare panorami che partono da dettagli accennati per trasformarsi lentamente in vasti, incisivi scenari, come pure le emozioni che cambiano, dall’approccio intimo alla rabbia urlata.

Come in “Sud Ovest” che si insinua dolcissima tra le pieghe del giorno per esplodere infine, celebrando le scelte con parole nette (“Puoi decidere di esserci o non esserci, di stenderti o difenderti, di avere fuoco dentro da far invidia all’inferno”) o “Sotto la collina”, definita da arpeggi sottili e una linea di basso leggera, lasciando alla voce il compito di sottolineare le salite e gli inciampi, o ancora “Atlantide” dove l’apice emotivo giunge nella parte finale del duetto con Levante, ed è come se i due si muovessero individualmente nella canzone per poi trovarsi e fondersi pur raccontando un amore che si scioglie.

Undici pezzi che cavalcano sentimenti espressi in modi differenti, tra la tristezza, lo sdegno e il furore, per un disco che celebra l’incertezza come uno stato di perenne equilibrio, e noi a dondolare, a lottare, a partire o restare, con l’unica speranza di rimanere in piedi.

Tracklist

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Commenti (3)

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  • Nicola di Benedetto 14/03/2015 ore 22:36 @nicolabenedetto

    Questo disco per me è bellissimo. Non riesco a smettere di ascoltarlo, devo ogni giorno sentirne almeno 2-3 pezzi, altrimenti la voce di Daniele continua a ronzarmi nel cervello.

  • Silvia Lanzavecchia 27/07/2015 ore 17:40 @silvia.lanzavecchia

    Ho sentito Daniele dal vivo ad Asti. Molto bravo. Non la solita "fuffa" da talent show. Il CD mi è piaciuto molto. Certi versi sono poesia (scolpiscono perfettamente i concetti) e arrivano dritti dritti dove devono arrivare. Allo stomaco, al cuore. Coniuga benissimo dolcezze da ballata e "schitarrate" furibonde. Mi è davvero piaciuto

  • enricoesposito 29/11/2015 ore 13:09 @enricoesposito

    Disco davvero ottimo, senza dubbio tra i migliori dell'anno per l'ecletticitá di Daniele non solo nell'interpretazione vocale ma anche strumentale. Corrosione e oblio mescolate in maniera preziosa.

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