07/09/2015

Il termine “casa” ha una sua solidità fisica e psichica, capace di darti certezze incrollabili. Come per esempio quella che ogni canzone, generalmente, è composta da un paio di strofe e da un ritornello, intervallate magari da un assolo di chitarra. Nulla di strano, fino a qui. Fino al magma vulcanico, che cancella forme e ingloba tutto al suo interno.

Il settimo disco di questa band veneta ribalta e fagocita tutto ciò che avevate ritenuto fisso e inamovibile, dando vita a sonorità liquide che abbracciano la world music, la noise, il free jazz e la poesia in musica – o musica in poesia, a seconda dei punti di vista. Le improvvisazioni dei testi si avvicinano infatti per certi aspetti ai poeti della Beat Generation, o al concetto di “flusso di coscienza” caro ad autori come Joyce.

Forse l’unica certezza, all’interno di questo apparente stato di anarchia musicale, sta nella ricercatezza tecnica, che passa attraverso la non-sincronicità degli strumenti – ne è un esempio "Petrolini", in cui i continui dialoghi tra chitarre creano un botta e risposta che sembra parlare una lingua a sé rispetto alla sezione ritmica e alla voce. Come del resto tutto l’album sembra essere al primo ascolto una sorta di mondo parallelo, in cui le regole di composizione e metrica non sembrano valere più, lasciando spazio all’istinto creativo.

Una mescolanza continua di citazioni colte, teatro e suoni, che potrebbe scomodare nomi altisonanti dell’avanguardia italiana come gli Area, ma che invece guarda più al futuro che al passato.

Un futuro oggigiorno sempre più liquido, come il magma incandescente della creatività.

Tracklist

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