05/05/2016

“Ti preparerò un'immensa apocalisse”. Tutto questo disco, il quinto della lunga e anomala carriera dei Kleinkief, suona come l'attesa di qualcosa di grosso. E l'impressione è che quel qualcosa non sarà bello, o quantomeno non sarà rassicurante. Una Fukushima, un cambiamento epocale, ma forse anche solo una rivoluzione privata, un amore da vivere nonostante tutto in questo mondo così fragile, come quello raccontato in “Grattacieli”...
Scenari fra l'onirico e l'inquietante edificati con pezzi di rock cerebrale, intenso e ambizioso, un racconto dai toni postmoderni che si snoda attraverso oscurità psichedeliche, esplosioni prog, testi criptici incastonati in ricercati e solenni incastri di strumenti, un saliscendi di sperimentalismo emotivo che plana infine nell'anticlimax dei quindici minuti della title-track, liquida quiete dopo la tempesta, calma non pacificata, come il respiro di un sopravvissuto alla catastrofe che cerca di capire se c'è ancora qualcosa o qualcuno da salvare, mentre dubita anche di essere lui stesso reale.

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La recensione Kleinkief - Recensione - Fukushima di Letizia Bognanni è apparsa su Rockit.it il 18/07/2019

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