Giacomo Marighelli Il cerchio della vita 2016 - Cantautoriale, Rock, Acustico

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“Il cerchio della vita” è un concept-album dal gusto importante. Parla di filosofia, e lo fa attraverso la poesia. Un disco difficile, tutto da ascoltare.

Nel parlare di Giacomo Marighelli e del suo “Il cerchio della vita” bisogna parlare di un poeta, prima che di un cantautore, ché musica e poesia sono da sempre legate con un filo rosso sottile ma evidente. L’attenzione di Giacomo ai dettagli dei testi e delle melodie che le affiancano ricorda lo stile dei Marlene Kuntz, Il Teatro degli Orrori, o Giovanni Lindo Ferretti, con quella ricercatezza e sensibilità che solo certi Autori si possono permettere.
Quello che esce fuori dalla penna di Giacomo Marighelli è un album di 10 poesie, prima che canzoni, che parlano di vita e d’Amore, di essenza, dolori e necessità.

Così “Sei tu quella che aspettavo da tempo” è una storia tanto immaginata quanto desiderata, è la semplicità della filosofia “sotto la doccia”, dove “penso a quanto siamo soli / senza dimenticare che siamo tutto / e allora ti creo / è un mio forte desiderio”; ancora più esplicita è “D’amore si vive”, dove riecheggiano forti proprio i Marlene Kuntz, nelle melodie e nel susseguirsi delle parole che silenziosamente abbattono ogni barriera e penetrano dentro, “e intanto già lo sai / che il cuore implode sordo / senza chiedere permesso / e d’amore si vive”. “Le cose cambiano” stride acuta nell’incontro tra due apparenti sconosciuti, racconta l’amore e la sua evoluzione attraverso grida forti e intense. “L’angelo dalle mani di tela” deve molto ai CCCP, è la forza del sogno e dell’immaginazione di un bambino, per cui “esiste ciò che per me esiste / io genero mio mondo / microcosmo”, è “l’angelo con le mani di tela” che costruisce mondi nuovi, colori e linee magiche, tutto da scoprire. “In solitudine” è puro dolore, fiamme che bruciano dentro, la consapevolezza di essere usati e, nonostante tutto, amare. La conclusione del “cerchio della vita” è la traccia omonima, piena di fiducia nei confronti dell’essere umano, tra filosofia e attualità, su un sottofondo di cicale, che racconta la nascita di una Coscienza universale, composta dall’insieme di singole coscienze individuali, “mentre assieme trasportati dal battito dell’amore / sviluppiamo Coscienza con l’Amore”, ché in ogni uomo c’è un po’ di poesia, frutto e seme dell’umanità.

Ogni brano è una poesia da ascoltare, fatta di parole in cui perdersi seguendo il ritmo di una musica retta dalle corde tese della chitarra acustica e di quella elettrica. Ogni poesia sottende a un concetto di fondo: che l’Amore è alla base di tutto, in tutte le sue sfumature e possibili realizzazioni, l’Amore fatto di dettagli, quotidianità e dolori. Ogni brano racconta una storia a due. Ogni storia è parte di una storia universale più ampia, una storia a cui ogni singola esistenza partecipa, più o meno consapevolmente, nello svelarsi del “cerchio della vita”.

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La recensione Il cerchio della vita di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-10-06 00:00:00

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