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album Ultimo Numero Primo Ultimavera

recensione Ultimavera Ultimo Numero Primo

2005 - Rock, Indie

RECENSIONE
11/05/2006

I frusinati Ultimavèra in teoria fanno tutto bene: suoni curati per quello che è un demo, voce intonata, nessun riferimento evidente e palese nella musica, una certa ambizione nei testi, quella di ritrarre pensieri e parole dell’italiano medio, colui che vive non immischiandosi di nulla, attaccato ad una certa pur minima agiatezza. Purtroppo però le ciambelle non sempre escono col buco così come il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. E il loro demo finisce preda di quella stessa mediocrità contro cui si scagliano. Un rock italiano di stampo cantautorale (non nomino neppure le influenze che dichiarano, perché di esse non c’è la minima traccia: forse gli unici riferimenti possibili sono quelli di Daniele Silvestri in “Animali neri” e dei Litfiba di “Desaparecido” in “Depressione concava”, e nel 2006 non è questo gran complimento, secondo me), l’opening track “Pornocrazia” che mostra una certa energia col suo discreto pop rock radiofonico, ma anche quel lentazzo orrendo delle title track, banale e oltre i confini del fastidioso, il cui testo, apprezzabile per intenti e significati, cade involontariamente nel ridicolo quando su una melodia figlia dell’italian trash pop anni 70 recita “Oh funzionario para-statale oggi è domenica ma fuori piove”.

Non ci siamo. Credo che l’ostacolo più forte da superare sia la mancanza di ironia, che avrebbe avvertito gli Ultimavèra che certe cose fanno ridere. Capita a tutti di scriverle, anche ai più grandi, solo che le si cancella e sostituisce prima di dare alle stampe il prodotto della propria ispirazione artistica. Una volta superato questo ostacolo, ci vorrebbe un buon corso di aggiornamento musicale. Da tradurre in note concrete.

Tracklist

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Commenti (13)
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  • Renzo Stefanel 12/05/2006 ore 18:21

    già... sono unA magnifico scribacchino...



    credo che una canzone debba saper parlare a tutti... altrimenti voglio le canzoni per i paramedici, i paramilitari, i paracadutisti...



    mmm... interessante... e io che credevo che le fIgure retoriche riguardassero ordine, significato e suono delle parole, e che il sistema metrico fosse invece definito dal numero di sillabe presenti in un verso... òstrega e 'cocàn: non si finisce mai d'imparare!



    eh... che volete... aspettavo voi... ora sicuramante all'ordine dei giornalisti mi revocheranno la tessera... mannaggia... che guaio...



    :]:]:]:]:]:]:]:]:]:]:]:]:]:]:]:]:]:]:]:]
    dai... qua non mi ci metto neanche sennò finiamo a fare a chi ce l'ha più lungo...



    caspita, che insulto... essere moderno...



    beh... detto da te... mi inchino...



    Le permetto, si figuri... gradisce del caffè?



    beh, grazie, a 42 anni farebbe sempre piacere sentirselo dire se non fosse che la realtà è tragicamente diversa...



    Cos'è che avevo scritto? Caspita... dove l'ho messo?... Forse sotto il 65° cd... no, no... ah ecco qua:
    "Non ci siamo. Credo che l’ostacolo più forte da superare sia la mancanza di ironia"
    eh già già...
    Benvenuti nel mondo reale: quello per cui quando fai un disco e lo fai ascoltare in giro c'è a chi piace e a chi no.
    Per fortuna Rockit permette a tutti i lettori di rendersi conto con le proprie orecchie chi ha ragione: il recensore, l'artista o nessuno dei due.
    Ci sono i promo digitali, no? Quindi, se siete così sicuri di avere fatto bene, non dovete fare altro che attendere che i lettori si ascoltino i vostri promo e inizino una massiccia campagna di download dal vostro sito.
    Tante belle cose.

    > rispondi a @re
  • Ultimavera 12/05/2006 ore 20:05

    Sgradevole ed importuno pennaiolo, nel sistema metrico rientrano anche le figure retoriche; sgradevole pennaiolo, riuscirebbe a far funzionare un motore senza olio? Sgradevole pennaiolo impari a scrivere perchè la sua non era una recensione ma un'offesa al nostro gruppo....pennaiolo

    > rispondi a @ultimavera
  • Ultimavera 13/05/2006 ore 11:44

    Sito di idioti coalizzati, se scrivi un verso anche la figura retorica ha una lunghezza metrica da tenere in considerazione. Mio Dio, più vi alleate e più diventate co (glio) (nacci).
    Ciao pennaioli

    > rispondi a @ultimavera
  • Mary0 13/05/2006 ore 16:35

    Salve, ho ascoltato il Demo(molto bello) e trovo che questa recensione manchi di serietà.
    Giudicare i testi, è insensato!
    Stiamo parlando di un disco Rock e a me, da ascoltatore, non interessa assolutamente leggere critiche personali sui testi e tanto meno disapprovazioni sul loro significato.
    Ognuno è libero di scrivere quello che vuole e l'interpretazione delle parole è estremamente soggettiva (tra l'altro, poi, mi sembra che di ironia ce ne sia abbastanza)!
    Da un "intenditore" come lei mi aspettavo una valutazione più seria e "attenta" della musica.
    Condannare un disco per questo motivo, è assurdo, e mi scusi ma
    a questo punto il ridicolo è lei, non loro.

    Mary

    > rispondi a @mary0
  • Blonde 13/05/2006 ore 20:28

    infatti mary... ognuno è libero di scrivere ciò che vuole come chi scrive
    di musica è libero di analizzare i testi... se fanno pena o sono grandiosi
    a volte possono pure prendere il sopravvento sui commenti musicali.

    > rispondi a @blonde
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