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RECENSIONE
21/06/2006

Il primo disco dei Cappello a Cilindro (“Poeticherie”, 2004) mostrava chiaramente di essere nato sotto l’influenza di quell’ampio spettro di artisti italiani riconducibili alla categoria cantautore. Due anni dopo, a fronte della passata varietà di influenze, il gruppo cerca di delimitare il campo, creando una polarità maggiormente marcata: se da un lato rimangono le radici cantautorali e si intensificano i rimandi caposseliani, dall’altro emerge un’attitudine da artista di strada, con la peculiarità della ricerca di arrangiamenti bandistici da festa di paese (giocando sui nomi, un incontro tra la Bandabardò e la Banda Osiris); il tutto con testi che confermano capacità di scrittura indiscutibili, caratterizzate da originalità e leggerezza poetica (”l’inverno è il modo più geniale / per vederti pure respirare, da “Il modo più geniale”).

Il tema della festa è il baricentro dell’intero lavoro e il trittico “Fiesta” si propone come snodo di tutti i pezzi e come manifesto dell’album: qui, in modo più esplicito che nel resto del disco, emerge infatti l’attenzione verso la provincia italiana, intesa in un’accezione che si può tranquillamente definire felliniana, vista la citazione diretta del tema di “Amarcord” di Nino Rota.

L’amore per la provincia si estende ad altri pezzi e, fondendosi con i citati richiami bandistici, arriva a permeare pressoché ogni brano; fatto, questo, solo parzialmente positivo: il disco trova infatti il proprio limite in una omogeneità che in più punti sconfina nella ripetitività, portando l’album a collocarsi qualche gradino sotto l’esordio.

Nel primo disco, infatti, i Cappello a Cilindro assomigliavano a tanti e finivano per non assomigliare a nessuno. Ora assomigliano a molti meno, ma in modo ben più marcato e riconoscibile e, soprattutto, senza aggiungere molto ai propri mentori. Una battuta d’arresto che lascia più di un rammarico, ma che è comunque ben lungi dall’azzerare la fiducia nel gruppo romano.

Commenti (72)
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  • cinico 22/09/2006 ore 12:11

    :)
    hai ragione...
    certe mattine mi sveglio poco tollerante!
    però in questo caso davvero non avevo compreso il senso...
    :?

    > rispondi a @cinico
  • Kontrasto 23/09/2006 ore 12:14

    questo sarà uno dei dischi di cui s'è parlato più a lungo nella storia di RockIt.. ;)

    > rispondi a @kontrasto
  • dreamlady 23/09/2006 ore 13:55

    perchè merita...poi i gusti son gusti, ma questo è veramente un bel disco!!:)

    > rispondi a @dreamlady
  • Kontrasto 24/09/2006 ore 15:08

    ah, io sono d'accordo..

    > rispondi a @kontrasto
  • Lino Petito 11/12/2008 ore 11:38

    Scusate il ritardo eheheheheh, ho letto tutto d'un fiato, comunque credo che abbiano letto i vostri commenti..... e siete riusciti a fargli sciogliere.... :(

    > rispondi a @linosalento
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