I Tomviolence nascono nel 2001. Dall'insieme di strumenti elettrici e altri prettamente classici (violino e fiati) deriva una miscela di suoni con sfumature melodiche, malinconici ma al contempo rabbiosi. Dopo una buona esperienza live, nel 2003, registrano un demo, dal titolo "Virginity". Il 2004 segna l'inizio della collaborazione con la Black Candy records ed un susseguirsi di molteplici esperienze dal vivo. Nell'anno successivo i Tomviolence entrano in studio per registrare il loro cd d'esordio; il lavoro dal titolo omonimo viene realizzato al Bunker Studio di Rubiera e vede la presenza di Andrea Rovacchi al mixer ed in veste di produttore artistico. Il disco può inoltre vantare altre interessanti collaborazioni fra le quali il prezioso contributo "elettronico" di Luca Di Mira (Giardini di Mirò) e quelle di due compagni di etichetta: Martino Pompili (The Slugs) e Giancarlo Frigieri (Joe Leaman). Il risultato? Nove rapsodie semi acustiche immerse in un unico scorrere che confluisce dall'Universo al centro del significato più esteso di post-rock e che vengono ottimamente accolte dalla critica: … piccolo capolavoro d'esordio (RUMORE) … un disco curioso e ardito… quasi la voce degli stordimenti e delle paure di questo inizio secolo (ROLLING STONE) … nove tracce convincenti, ben architettate tra slanci emotivi ed introspezioni strumentali (BLOW UP) … nove canzoni fenomenali come un'aurora boreale. Promettenti (TRIBE) … Se il post-rock in Italia assume sempre più nitidamente le coordinate di un movimento e se questo movimento declina di volta in volta il genere in direzioni leggermente differenti, allora il sestetto in questione non fa eccezione, ma forse possiede una marcia in più … un atmosfera molto vicina allo slow core più armonioso e piuttosto distante dal post rock classico… (IL MUCCHIO SELVAGGIO) … un esordio promettente, insomma, nonostante il suo essere un po' troppo calligrafico. Ma, come dire, questo non è propriamente un difetto, anche perché crediamo che il talento ci sia tutto (ONDA ROCK) … orchestrazioni post rock da togliere il fiato… La scuola è quella dei Mogway e June of 44 e i Tomviolence sembrano aver imparato la lezione alla perfezione, se poi si aggiunge la naturale italica propensione alla melodia e la scena che nel nostro paese si sta muovendo in tale direzione hanno quel quid, quella marcia in più che li fa emergere dal gruppo (COOL CLUB) … Più di ogni altra cosa convince però la capacità di giocare coi registri bassi, dove i timbri s'impastano invischiando il cuore, come nel pigro splendore dell'iniziale To Set Something Convivial o in quella Good Morning ... Sanno fare bene ciò che vogliono fare, i Tomviolence, lasciando intravedere numeri per fare di più. Cioè - forse - altro… (SENTIREASCOLTARE) --------- Dopo l'omonimo album d'esordio del 2005 e con un centinaio di concerti sulle spalle, i Tomviolence arrivano con Borderlinelovers al secondo lavoro in studio. L'album, coraggioso e maturo, rappresenta una chiara svolta per il gruppo e segna il completo distacco dai canoni del postrock. Dodici brani che oscillano tra un rock in continua tensione e un pop tagliente e roteante e che, senza voler mancare di modestia, richiamano con forza le sonorità dei Wilco. Pur lasciandosi alle spalle violini e fiati, che tanto caratterizzavano le atmosfere del primo lavoro, anche in Borderlines, momenti più melodici e introspettivi si alternano ad altri nei quali il suono si fa più graffiante e veloce. Il cantato, mai così centrale, rappresenta un'altra novità da sottolineare … i due chitarristi del gruppo, si alternano alla voce raccontando squarci di storie personali più o meno fortunate … così si spiega il titolo dell'album, Borderlinelovers, che costituisce non solo il tema centrale di tali storie ma definisce a pieno l'intero lavoro. Anche Borderlinelovers è stato realizzato al Bunker Studio di Rubiera grazie all'aiuto del sapiente ed insostituibile Andrea Rovacchi (Julie's Haircut , Slugs) che fa la sua comparsa (da musicista!) anche in un paio di brani. Tutti questi cambiamenti sono anche il frutto di un inevitabile cambio di line-up: il violino ed il sassofono lasciano spazio al piano, all'organo e al wurlitzer di Mirco Tani. Hanno detto di borderlinelovers: Da Rockerilla Marzo 2009

 Sprizza freschezza e vitalità da ogni singolo episodio questo ritorno alla ribalta dei tomviolence...

 Da BLOW UP Aprile 2009 

 Via sax e violino, dentro piano, organo e wurlitzer, più spazio alle voci ruvide e convincenti dei chitarristi: dimenticate i Tomviolence che conoscevate e accogliete un salto carpiato per uscire dal post rock…
 Da Kathodik_ www.kathodik.it
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 A quattro anni dall'ottimo omonimo esordio i Tomviolence pubblicano il loro secondo lavoro, emancipandosi in maniera netta dal post rock. Le sonorità chicagoane hanno lasciato il posto ad un pop rock vibrante, a volte sonico e quindi con notevoli innesti di indie-pop-noise... ------------ Nel Luglio 2011 esce God is Busy. "God Is Busy", terra di sperimentazione delle idee maturate negli ultimi anni, è il terzo lavoro per i toscani Tomviolence. Composto da sette brani, di cui cinque inediti e due remix, il disco vede la band alla costante ricerca di nuovi suoni e di una diversa centralità degli innesti vocali questo grazie anche ad un nuovo approccio verso la stesura delle canzoni. I brani che compongono "God Is Busy" sono singole fotografie di storie vissute, il cui unico filo conduttore è la domanda: Dio esiste? O è davvero troppo impegnato? In occasione della registrazione del disco la line-up si è allargata alla presenza dei produttori e dei fonici che vi hanno partecipato. Fondamentale quindi l'apporto, in fase di missaggio, di Andrea Rovacchi, che ha partecipato anche all'arrangiamento dei brani, e di Lorenzo Buzzigoli e Tommaso Bianchi, senza dimenticare gli infiniti potenziometri di Domenico Vigliotti. GiB è un EP, la band comunica di aver scelto tale soluzione per permettersi di sperimentare idee che ronzavano per la testa da molto. estratto dal sito dei tomviolence: "Sentivamo il bisogno repentino di vomitare fuori qualcosa che avevamo da un po' sotto l'ombelico, qualcosa di maturato negli anni. Avevamo in mente nuovi suoni, diverse modalità di stesura e struttura dei brani, l'idea della centralità delle voci… Insomma, avevamo idee che meritavano di non invecchiare. GIB contiene 5 brani inediti e 2 remix di DJ che stimiamo moltissimo, è stato un onore ospitarli in questo progetto. Ogni canzone è una storia a sé, ma tutte ben legate da un unico filo conduttore a noi molto c(hi)aro… accecante. Questo lavoro, come non mai, ci ha visto girare e 'accamparci' per mesi in studi diversi con i nostri fedeli collaboratori/amici/maestri che ci seguono dal primo disco. Anche stavolta ognuno di loro ha dato il suo enorme contributo. Non finisce qui… anche ognuno di voi potrà essere partecipe, abbiamo inserito all'interno del cd il progetto con tracce aperte di 'The Wizard'. Chiunque abbia voglia avrà quindi la possibilità di divertirsi "senza moderazione" a remixarlo come vuole… Parola d'ordine libertà (mai come oggi così in voga, no?) I vostri lavori saranno raccolti sul nostro sito e pubblicati in una pagina condivisa… Il packaging: come non mai abbiamo deciso di curare molto anche l'aspetto fisico dell'album... si sa, oggi domina il mercato digitale della musica e quindi è fondamentale che la parte tangibile del lavoro fornisca un suo valore aggiunto. La grafica quindi è stata affidata a Legno (Jacopo Lietti) e il risultato è stato un concept del tutto al di-fuori degli standard e dei canoni ai quali siamo abituati...''