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Descrizione

tutte le feste di domani e'... Centinaia di sigarette fumate davanti a un computer alla faccia di un'ulcera che non si arrende, per mettere insieme le canzoni finite qui dentro al disco.

tutte le feste di domani..E' un disco di canzoni "analogiche" con arrangiamento "digitale" .Per fronteggiare il freddo del digitale..alcune tracce sono state "riscaldate" con il Phon.

E' un disco esteticamente maleducato, volutamente lo-fi inteso come bassa fedeltà alla "plastica" del mainstream e unico posto in cui lo strabismo di venere, l'imperfezione sono considerati per quello che sono, cioè un valore.

E'..un disco di genere pop, indie-rock, art-pop, industrial-pop, lo-fi, cantautorato elettrico, pop artigianale, post industrial pop.
Ma fondamentalmente è un disco di genere "umano"

L'"arredamento" del disco aspira al "post industriale" , perché il gusto degli arrangiamenti agogna all'estetica di quei vecchi edifici anni 70-80 ristrutturati coi nuovi materiali.

E'.. quello che ho descritto qui. Non e' niente di quello che ho descritto qui.

Bardo


"Gli artisti sono importanti perchè filtrano la mediocrità per farne bellezza e cultura restituendo il giusto equilibrio ed armonia all'EMO-Sistema di un popolo"

Il titolo "tutte le feste di domani" si presta a una doppia lettura ognuna delle quali indica un territorio d'interesse nella cui direzione va l'indagine artistica di questo lavoro:
-da un lato la traduzione del brano "all tomorrow's parties" in riferimento all'osmosi tra l'arte figurativa e la musica, come nel caso appunto di Warhol e i Velvet Underground, è una dichiarazione di appartenenza ad un approccio alla scrittura che spesso strizza l'occhio all'arte visiva. Soprattutto attraverso una ricerca sinestetica di suoni di colore pastello, tendenti specialmente al grigio-blu. Questa attrazione è evidente in concomitanza con la presenza massiccia di accordi major 7, accordo aperto, etereo e la reiterazione della parola "mare" in circostanze invernali anche sottolineare la fascinazione per la figura retorica dell'ossimoro, della definizione per opposizione.

-dall'altro,il titolo, puntando ad un invito al buon umore, cosi' come accadeva nel periodo della Nouvelle Vague in cui all'arte andava il compito di rifondare una morale nazionale, vuole ribadire l'urgenza attuale di rifondare una morale sociale ripartendo soprattutto,appunto, dalla "fiducia": categoria dell'animo che più di tutte è stata dilaniata dalla psicosi occidentale che ha colpito le persone, che i proprietari dell'industria della paura, quali noi conosciamo come industria della comunicazione e informazione, ci hanno venduto come "crisi economica".
Dunque questo lavoro è un "manifesto" di intenti legato all'idea che questo è un periodo storico in cui l'unica arte possibile è un tipo di "arte necessaria"
Bardo

Credits

Davide Bardo - Manikini Studio, Roma; Ernesto Ranieri - Soundclub recording, Marino RM

Commenti

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