I 50 dischi italiani più belli dell'anno

Chi avrà firmato il miglior disco del peggior anno che si ricordi? Sfogliate questa classifica XL per scoprirlo, e ripassare assieme a noi le cose più interessanti capitate negli ultimi 12 mesi alla musica italiana
15/12/2020 14:10

Nell’anno della pandemia globale, del blackout dello spettacolo e dei concerti streaming, il flusso della musica non si è fermato, anzi. Il 2020 abbonda di dischi importanti, interessanti e diversi tra loro. Tanta musica nuova caratterizzata dal crossover di generi: non è un caso se quasi tutti gli artisti con cui abbiamo parlato nel corso di questi dodici mesi,hanno risposto di non sapere né voler essere inquadrati in nessuna "etichetta". Insomma, siamo ben oltre al monopolio di trap e itpop, il futuro della musica si intravede già ascoltando i migliori dischi usciti quest’anno. Selezionata dalla redazione di Rockit come ogni anno, a voi la classifica dei 50 dischi più belli di questo 2020 (che finalmente possiamo lasciarci alle spalle).

50. Auroro Borealo - Implacabile

Aveva messo in vendita il master su Subito.it, uno sconosciuto l’ha comprato e ora e per sempre detiene i diritti del suo ultimo album, Implacabile. Storie di ordinaria follia di un genio senza grandi entrature ma con un prestigioso mullet, che in dodici minuti di tracce ci regala una gemma punk old school come non se ne sentivano da tempo.

49. Pufuleti - Catarsi Aiwa Maxibon

Dopo aver passato quasi dieci anni a cantare in tedesco col nome di Joe Space, Catarsi Aiwa Maxibon è il secondo album di Giuseppe Licata, emigrato siciliano trasferitosi in Germania, con il moniker di Pufuleti: rap 2.0 costruito sui beat di un lo-fi hip hop, che destruttura l’italiano con stile.

48. Golfers - Atypical

Contaminazioni di genere è la parola d’ordine del duo elettronico irpino, Max e Claudio. Che in questo disco d’esordio hanno già dimostrato di saper mischiare a proprio piacimento qualsiasi suono – dal math rock all’elettronica di matrice tedesca, dal pop al soul – affiancandogli pure la voce. Tutto con gusto ed eleganza.

47. Laguna Bollente - Discocesso

Mestre. Due scappati di casa, si chiamano Dunia ed Elia, lei canta e insieme sono post-punk, new wave, noise pop. Intercettati da Dischi Sotterranei in tempo prima che spariscano nel mistero. Discocesso è l’esordio: "12 minuti di arroganza e pressapochismo con sotto testo sessuale. Lamentarsi, mangiare caramelle, pool party in cloaca" e qualcosa di strano che ti ci fa rimanere sotto senza capire bene perché.

46. Mecna - Mentre nessuno guarda

Mentre nessuno guarda il rapper foggiano – stavolta prodotto dal fedele trio Lvnar, Iamseife e Alessandro Cianci – tira fuori il suo sesto album, al decimo anno di carriera. Che, poi, non è vero: Corrado lo guardano e lo cantano in molti e la sua musica più o meno presa a male continua con uno stile che non si può confondere.

45. Marta De Pascalis - Sonus Ruinae

Da Berlino la sound designer romana omaggia la città natìa con un album pazzo e sofisticato. Una melodia ipnotica accompagna l’ascoltatore tra le rovine della città, in un viaggio nel mondo della sintesi analogica. Un trip senza via d’uscita tra sintetizzatori e nastri.

44. Tommaso Cappellato - Butterflying

Decisamente anticonformista musicale, il batterista, produttore, dj, compositore e anche speaker radiofonico è tra i musicisti più eclettici e affascinanti della scena jazz italiana. Per anni residente a NY, la big city life cui si è ispirato per comporre gli otto brani del suo ultimo disco: un continuo andare e venire tra lo-fi, hip hop, free jazz, con tocchi elettronici e ambient.

43. Testacoda - Cani e chiodi

Nonostante dica di essere ancora in cerca di un’impostazione musicale in grado di racchiudere la sua identità, il rapper comasco ha impacchettato durante il lockdown di marzo cinque tracce coerenti, con un tono e uno stile riconoscibilissimi, tra dream pop e urban, con quella sua voce ovattata in stile lo-fi per parlare delle turbe giovanili che affliggono la sua generazione.

42. Giovanni Truppi - 5

Sempre ispirato, il cantautore nato a Napoli ci consegna un EP di canzoni d’amore e duetti bellissimi. Una piccola svolta pop per arrivare a chi ­ancora non ha avuto il privilegio di ascoltare la sua musica universale, mai banale, stracolma di riflessioni sull’esistenza e che commuove, sempre, senza stancare mai.

41. Rumo - In città/La fata e Salazar

Rapper dal volto sconosciuto, abita in un mondo in miniatura popolato da fate, cinghiali, gru e altri strambi personaggi. Un mondo incantevole inventato a posta per parlare in maniera metaforica e allegorica di fatti reali che vive e ha vissuto, attraverso un letturaturap perfezionista che ricorda Murubutu.

(Continua nella pagina successiva)

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L'articolo I 50 dischi italiani più belli dell'anno di Redazione è apparso su Rockit.it il 15/12/2020 14:10

Commenti (14)
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  • hagazussa 3 mesi fa

    Non vedo i MasCara con 'Questo è un uomo, questo è un palazzo', che si mangia almeno la metà dei dischi in classifica

    > rispondi a @hagazussa
  • gagia 3 mesi fa

    Ciao. Il mio disco dell'anno è assente dalle vostre prime 50 posizioni: Paolo Benvegnù 'Dell'Odio Dell'Innocenza". Della mia Top Ten mancano anche Non Voglio Che Clara, Marco Parente, Moltheni e i Perturbazione e dai 50 segnalo almeno Umberto Palazzo, Diego Rivera, Diamine, Andrea Lazslo De Simone, Il Quadro di Troisi e Marco Giudici. De gustibus non disputandum est... grazie per il vostro lavoro comunque.

    > rispondi a @gagia
  • gattidistratti 2 mesi fa

    Giagia ma tu pensi che Umberto o Marco possano interessare il giovane pubblico a cui è rivolta questa classifica? Coccoliamoceli nella nostra nicchia e restiamo felici!

    > rispondi a @gattidistratti
  • gagia 2 mesi fa

    gattidistratti penso anch'io che il tipo di musica che ascolto possa essere rivolto diciamo ad un pubblico più "adulto" (forse solo più attento ai contenuti musicali e testuali). Ma anche Francesco Bianconi, Samuele Bersani e Cristiano Godano (peraltro tutti e 3 dischi molto belli) non sono roba "per giovani", e perciò, a mio parere, la classifica è un tentativo di accontentare un po' tutti i palati (pur con la mancanza di alcuni lavori di altissimo livello).

    > rispondi a @gagia
  • gattidistratti 2 mesi fa

    gagia infatti credo che sia una questione differente, ben detta, racchiusa nella tua parentesi.
    in questi giorni ho assai pensato a quali siano le logiche dietro un mondo a cui mi sono riaffacciato dopo anni (se hai voglia di curiosare l'album è anche qui su rockit), al significato di musica nuova, di suoni un po' vecchi o datati, e ancora una volta scopro tanto, cose nuove, e conferme. Sui giornalisti, direi che più che accontentare tutti, credo che in queste occasioni si giochino la carta di indovinare cosa è figo e avrà successo, anche se fa cacare, piuttosto che dire quel che è valido, "bello", e quel che non lo è.
    Puntando su rosso e nero contemporaneamente, vinci sempre ;)

    > rispondi a @gattidistratti
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