Top It 2018: i migliori 50 dischi dell'anno secondo Rockit (pagina 2)

Tra chitarre e autotune, 50 artisti che più di altri hanno saputo raccontare qualcosa, cambiare le carte e proporre qualcosa di diverso, nuovo, rilevante, per la musica Italiana ed importante.

grafiche di @beynot
grafiche di @beynot

 

  

 

#39
Riviera - Contrasto

To lose la track

Venire dal luogo più votato, se non al mondo quantomeno in Italia, a prendere la vita con spensieratezza e leggerezza – ovvero la riviera romagnola – non dev'essere facile. Soprattutto non lo è se ti chiami Riviera e nel 2018 ti ostini a fare emo-punk. Eppure, nonostante la sinestesia del tutto, "Contrasto" funziona e funziona bene. Una forma di resistenza in musica, no?. // Mattia Nesto

 


 

 

 

 

#38
Rancore - Musica per bambini

Hermetic

La bravura nello scrivere del rap in maniera complessa, stratificata e tutt'altro che banale è concreta e forse un unicum tra i diretti competitor anche per carisma e delivery. Nonostante questo, il messaggio rischia di perdersi nella tecnica, e mancano i brani capaci di colpire davvero dritto al cuore. La domanda che ad ogni brano sembra affacciarsi è: "Qual è il punto?" // Raffaele Lauretti

 


 

  

 

#37
Elisa - Diari aperti

Universal Music

Tra l'Elisa che c'era all'inizio e quella che è diventata poi arriva Diari Aperti. Un album per cercare un altra strada, mentre si provano tutte quelle percorribili non tanto per vedere come risponde il pubblico ma come reggono le gambe. Due brani come "Se piovesse il tuo nome", ma soprattutto "Quelli che restano", che forse valgono da soli due anni di carriera. // Vittorio Farachi


 

 

 

 

#36
Bud Spencer Blues Explosion - Vivi muori blues ripeti

La Tempesta Dischi

Con questo disco i Bud Spencer Blues Explosion trovano un quadro più armonico nel loro  linguaggio, tra strumentali impeccabili e una voce che trova la sua cifra stilistica. Un disco capace di portare lontano. Con grande coerenza, dalla prima traccia all’ultima, un disco che riesce ad evocare quello spazio che manca. Quando il blues cammina mano nella mano al un rock tecnico e suonato bene, si genera qualcosa di simile al sole. Ho voglia di viaggiare. // Beatrice Mammi

 


 

  

 

#35
Pop X - Musica per noi

Bomba Dischi

"Musica per noi" è un altro delirante disco di Pop_X, che come tutti i deliranti dischi di Pop_X è anche un disco della svolta di Pop_X. La svolta di quest'anno è quella che ha bloccato il discorso "degenero totale sul palco" prima che smettesse di essere punk e diventasse retorico, facendo notare a tutti che Pop_X è anche una band che sa suonare dal vivo, sa improvvisare, sa far muovere i culi e tutte le altre parolacce. Davide, per il resto, si conferma un compositore pazzesco e la sua rappresentazione della realtà assomiglia sempre di più a un quadro di Basquiat, anzi, molto peggio di un Basquiat. // Pietro Raimondi 

 


 

 

 

#34
Carl Brave - Notti brave

Universal Music

Un anno intenso per Carl Brave, che da fiore cresciuto in mezzo ai sanpietrini con Franco126 è diventato un punto fermo della scena non solo romana, e si prepara a partire in tour nei teatri. Il suo esordio solista, bissato da poco con un secondo album, contiene tutto quello che è il suo immaginario narrativo e sonoro, con tanti featuring che lo rendono ancora più denso: le cose piccole di un quartiere, di un ragazzo, di un angolo del quotidiano, diventano il racconto di tutti, abbattendo ogni confine tra cantautorato e rap per diventare un manifesto generazionale. Una bella storia, daje Carlè. // Margherita Di Fiore 

 


 

  

 

#33
Nitro - No comment

Machete Empire

"No Comment", un non volersi esprimere con una carica espressiva ben più forte di tante altre parole. Protagonisti del terzo album in studio di Nitro sono Low Kidd, produttore e sound engineer perfettamente in sintonia con le esigenze comunicative del rapper vigentino, cura per il dettaglio, forte personalità ed evidenti abilità tecniche nel rappato. Ma al di là del rapgame per cui già lo conosciamo, questa volta Nitro dà la giusta importanza a un'intimità e una consapevolezza che vanno a braccetto con il suo timbro sempre così pungente. // Camilla Campart 

 


 

 

#32
Dunk - Dunk

Woodworm

Suonare come respirare, l’esplosione libera di una super band che, come in una jam session in cui ci si diverte a spingere e caricare e lanciare bombe sonore, ti prende e ti butta a terra, senza pietà e senza scorciatoie. I Dunk, ovvero i fratelli Giuradei, Carmelo Pipitone e Luca Ferrari, hanno aperto questo 2018 con un disco che s’arrampica su chitarre a briglia sciolta, ritmiche avvolgenti e le parole giuste: sogno di dinamite, ballate intense, l’esperienza e la voglia, per un esordio super convincente. // Margherita Di Fiore

 


 

  

 

#31
Mèsa - Touché

Bomba Dischi

 

“Ma quanti sbagli fai. Non me lo ricordavo”. Lo dico a chi si lamenta. Poi lo dico anche a me. Che bello sarebbe ricordarseli tutti, i propri sbagli, che sono così tanti. Non per buttarsi merda addosso o per fare autocritica sterile e tentare di pulirsi le coscienze. Ma perché, non sarebbe forse questo il primo passo per il miglioramento? E quindi brava Mèsa che lo dice con le sue parole e la sua musica. Un esordio, questo, che è come uno schiaffo. Di quelli che si danno alla gente per svegliarla. // Natan Salvemini 


  

 

#30
Dark Polo Gang - Trap Lovers

Universal Music

Primo disco dopo l'abbandono di Side, primo disco lavorato insieme a Michele Canova, primo disco in cui la spavalderia solita viene meno: all'attenzione per i soliti capisaldi (la femmina, il danaro e la mortazza) questa volta si aggiunge un'inedita voglia di raccontarsi, di rendersi umani. Traplovers è il vero primo disco pop della Dark Polo Gang. // Raffaele Lauretti

 


 

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L'articolo Top It 2018: i migliori 50 dischi dell'anno secondo Rockit di Redazione è apparso su Rockit.it il 2018-12-14 15:20:00

COMMENTI (11)

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  • mickaneworderfan 5 anni fa Rispondi

    Una buona classifica, argomentata bene.. Per me primo Achille Lauro è secondo Cosmo

  • pons 5 anni fa Rispondi

    @Cuvie91 quest'anno è andata così

  • Cuvie91 5 anni fa Rispondi

    Ma perché per il 2018 nessuna classifica delle canzoni? :(
    La ascoltavo tutti gli anni trovando sempre un sacco di belle cosine che mi ero perso.

  • vieni127 5 anni fa Rispondi

    Colombre, Laszlo de Simone e Mimosa dove sono?

  • Shortdog 5 anni fa Rispondi

    Questa classifica mi lascia piuttosto perplesso e anche un pò deluso.Ho doverosamente ascoltato con pazienza una manciata di brani di ogni gruppo od artista elencati qui sopra,ma sinceramente parlando,a parte qualche brano di Calcutta che conoscevo già,non una sola melodia è riuscita ad imprimersi piacevolmente nella mia mente.Sarà sicuramente colpa delle mie orecchie arrugginite.Siate gentili.

  • psychonursing 5 anni fa Rispondi

    I Baustelle a metà classifica e Sfera al primo sono un insulto alla musica. Chi l’ha redatta, Young Signorino?

  • fabio.mugelli 5 anni fa Rispondi

    ....dimenticavo La Rappresentante di Lista. Disco Bellissimo!!!

  • fabio.mugelli 5 anni fa Rispondi

    inevitabilmente ne mancano tanti, tanto è vasto il nostro bellissimo panorama musicale e nonostante molti generi siano stati rappresentati. Aggiungerei Acini di Paolo Saporiti (un piccolo pregevole capolavoro). Si è distinto Setti, col suo ARTO e Gustavo - Dischi volanti per il gran finale ps in particolare quest'ultimo se non l'avete sentito siete ancora in tempo :)

  • gustavogustavi 5 anni fa Rispondi

    manca Stefano Ianne e il suo DUGA-3. E' come se non aveste scritto nulla......

  • mario.miano.39 6 anni fa Rispondi

    Le assenza di Maisie, di ortiche di Kerouac (ma anche Capibara, Lucia Manca, Bianco o Daniele Celona) ma soprattutto di go go diva de La Rappresentante di Lista che credo sia uscito appena dopo la pubblicazione.
    Fermo restando che Rockit propone una grande classifica ho comunque delle riserve e considerazioni:
    - nel 2018 con lo streaming che impazza, sono usciti grandi dischi in cui il livello di tutti i brani è mediamente altissimo come golden hour di Kacy Musgraves (sembra un greatest hits degli Eagles) o quello di Rosalia ed anche touche di Mesa. Per il resto grandi canzoni singole in album che non ritengo dei capolavori;
    - Calcutta e Sfera Ebbasta al primo posto sono comunque il punto più basso toccato da Rockit da quando lo conosco. Apprezzo molte cose di Sfera e reputo Charly Charles un genio ma rockstar non è il disco dell'anno, a meno che non lo si prenda a livello "era-definining" come vuole intendere Rockit ma siamo stanchi di questa nuova tendenza che porta Pitchfork a incensare per forza la nuova di Drake e inondarci di black music solo perchè i tempi non permettono di proporre la varietà di una volta (ma alla fine nei primi posti degli albums 2018 la black è assente e quindi forse è vero che il
    disco dei Carters non ha un niente di che).
    - O mettere per forza i Thegiornalisti anche se bassi e tanti solo perchè accadono ed è meglio includerli.
    - Ritengo che Rockit farebbe bene ad insistere con certe scelte anche se non danno risultati immediati: non ho ancora letto della nuova di Speranza, sirene e nulla de La Rappresentante di Lista che nel nuovo album hanno circa 5 canzoni bomba che non ci puoi credere.
    - Non serve spiegare a chi scopre certi suoni che fuori abbiamo SPERANZA e che quindi viene da ridere ascoltando Anastasio ma forse educare gradatamente gli ascoltatori è il ruolo di organi come Rockit a cui rinnovo la mia grandissima stima ma che spero di stimolare per tutte le buone ragioni