MI AMI 2017: vi presentiamo la lineup ufficiale

illustrazione di Viola Niccolai - MI AMI Festival 2017illustrazione di Viola Niccolai - MI AMI Festival 2017
20/04/2017 di

Costruire la line-up del MI AMI ha significato – quest'anno più degli altri - modellare la lava di un'esplosione vulcanica. Materia che scotta, materia che brucia, materia che scalda un globo già di per sé in ebollizione. Qualche domanda: di cosa parliamo quando parliamo d'amore, di bellezza, di confusione e di felicità? E, soprattutto, che cosa ascolteremo domani, visto che oggi tutti sembrano ascoltare (anzi, no: chiacchierare di) ciò che nessuno prima usava ascoltare? La line-up di un festival, almeno per noi, non è solo un elenco di nomi: è una visione del mondo e al contempo è dialettica con il mondo, è la sintesi di un processo che ha a che fare con possibilità, occasioni avute e lasciate. Che ogni creatura rispetti il suo spirito e segua il suo istinto: ecco l'inaspettato al posto dell'ovvio, l'(im)possibile al posto del facile. La Bellezza, magmatica, al suo posto.

MI AMI 2017, a noi due.
(Anzi, a noi tre: 25-26-27 maggio)



(Carmen Consoli al MI AMI 2017, un evento unico e speciale)

#CONFUSIEFELICI

Nel 1997 nasce sui banchi universitari di ingegneria una webzine che avrebbe da lì a poco iniziato a raccontare le geste del Nuovo!Rock!Italiano, un fenomeno all'epoca descritto con l'aggettivo alternativo. Nel 1997 una giovane ragazza siciliana calca il palco di Sanremo con una Fender Telecaster abituata alle grattuge dei distorsori e per la prima volta mostra al pubblico impagliato del Teatro Ariston che le ragazze sanno suonare la chitarra e non solo cantare, anzi fanno le due cose assieme, e molto bene. Nel 2017 Rockit è molto cambiato e stessa cosa è successa a Carmen Consoli. Averla al MI AMI significa celebrare vent'anni di Rockit e sue trasformazioni, di rock italiano e sue trasformazioni. Significa spingere verso il futuro in un paese che spinge all'indietro; ma soprattutto significa ospitare il concerto di una delle più grandi artiste italiane viventi, una musicista raffinata, colta, viscerale, poetica, eterna, poco incline ai compromessi, capace di non urlare per stare al centro dell'attenzione, perché il talento è un ferro, come Tiziano, e il mondo ogni tanto si ricorda di essere una calamita. Quello del 25 maggio sarà un evento unico: la Cantantessa, apposta per il MI AMI, costruirà il concerto come un fiume in piena. Ad affiancarla sul palco salirà prima Massimo Roccaforte, suo chitarrista e mandolinista sin dagli esordi nei piccoli locali catanesi nel lontano 1993; cui si aggiungeranno pian piano i violinisti Emilia Belfiore e Adriano Murania, che si alternerà anche alla viola; Claudia della Gatta al violoncello e Concetta Sapienza ai fiati.




(Finalmente al MI AMI: i Baustelle!)

DOMANI È LONTANO / SE MI AMI ORA

È con gioia e sorpresa, con felicità e entusiasmo che siamo riusciti – dopo più di dieci anni di rincorsa – ad avere i Baustelle al MI AMI. Incrociamo questa band definitiva nel suo migliore momento, all'apice di una maturazione progressiva che l'ha trasformata nel crocevia più luminoso fra colto e popolare, fra avanguardista e retromaniaco. Non vediamo l'ora di cantare a squarciagola quelle canzoni che – prime fra tutti – hanno aperto la strada all'emancipazione dell'oscenamente pop in un mondo di pop osceno, anche per chi ora si gode la popolarità spesso senza avere nemmeno un briciolo del talento di Bianconi e compagni. Dalle tovaglie dei Navigli al tweed dell'Idroscalo, Baustelle uber alles. 




(Pop X al MI AMI, questa volta sul main stage!)

QUESTA NON È UNA REPLICA. MI AMI?

Chi pensa che alcuni dei concerti in cartellone siano solo-dei-nuovi-concerti-di-artisti-già-visti si sbaglia di grosso. Gli Zen Circus, la band testimonial di questi vent'anni di musica indipendente italiana, chiuderanno il loro speciale set con un “bis democratico”, in cui a scegliere le canzoni dell'encore– magari cantate da graditi ospiti – sarete voi; poi oh, “la democrazia semplicemente non funziona”, cantano loro, quindi vediamo che succede... Edda torna conquistandosi per la prima volta il main stage, e di Pop X, che l'anno scorso mise a ferro e fuoco il MI FAI e in questa edizione torna sul Dr. Martens con grandi ambizioni, dice: “Mi piace tanto anche se molti mi suggeriscono di non dirlo”. È una terza volta anche per Mecna, un fatto del rap italiano, uno dei più autentici artisti là fuori, che dopo la prima data sold out in città, a Milano non ha più suonato: “Lungomare Paranoia” funziona anche all'Idroscalo. 




(Giorgio Poi, per la prima volta da solista al MI AMI)

NON È UNA MOSSA TATTICA. MI AMI?

La musica è un'arte mutevole e mutevoli sono i nomi dei suoi protagonisti. Che spesso cambiano moniker per sentirsi più liberi di intraprendere nuove vite artistiche. Uno degli eroi della scorsa edizione, Cosmo, suonò ben prima della genesi di quel progetto al MI AMI con la sua band, i Drink To Me; ri-eccoli dunque, per uno dei due loro unici concerti estivi, speciali perché – forse, si dice, si è sentito dire – gli ultimi. Porteranno i cartelli con i cuori e con i cazzi come in quella celeberrima esibizione nel 2008? Beviamoci su. Un ritorno anche per Giorgio Poi – che aveva già suonato al festival con i Vadoinmessico – e porta ora al MI AMI “Fa niente”, il disco che lo ha fatto diventare il nome più colto e raffinato del post-teen-pop di matrice romana. Sarà una gioia aggrapparsi alla sua dolce voce metallica, e infilarsi il maglione delle belle canzoni.

ESECUTORI DI METALLO SU CARTA

Bisogna invece svestirsi di quello stesso maglione per comprendere, godendone, dell'operazione di corto circuito fra cultura e intrattenimento con cui si apre il palco Dr. Martens il giorno venerdì 26 maggio. Alle 19:40 in punto il collettivo/label 19'40'' – no, non è ovviamente un caso – e l'ensemble Esecutori di Metallo su Carta eseguirà trascrizioni per ensemble di gruppi della scena strumentale italiana "massiva" (Zu, Zeus!, Morkobot, Fuzz Orchestra, Aucan e altri) nel cosiddetto stile anti-classico. In 8 fra musicisti e direttore (Enrico Gabrielli, Marcello Corti, Maria Silvana Pavan, Daniela Bezzi, Sebastiano De Gennaro, Francesco Bucci, Yoko Morimyo, Carlo Zollo). Generativo.




(Per Le luci della centrale elettrica è la quarta volta al MI AMI)

ESECUTORI DI CARTA SU PALCO

Si può dire che la canzone sia un laboratorio di sperimentazione in campo linguistico. Il lavoro sulla parola è centrale anche in questo MI AMI 2017, attraverso tre espressioni diverse fra loro eppure fra le più letterarie, poetiche, intense: Le luci della centrale elettrica, Murubutu e Spartiti. Vasco Brondi - un vero e proprio tesoro della cultura nazionale italiana - porta il suo nuovo e bellissimo “Terra” in un contesto che conosce bene: ne siamo (confusi e) felici da fare schifo. Max Collini insieme a Jukka Reverberi invece prosegue la strada della narrazione ironica su basi elettroniche con Spartiti, in tarda notte sul palco Rizla, come i reading dei vecchi tempi. Anch'egli emiliano ma applicato ad un altro codice, quello dell'hip hop, è invece Murubutu, fondatore della Kattiveria Posse, il primo gruppo rap di Reggio Emilia, e autore di “L'uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti”, disco colto e raffinato, con la copertina come si fa nei libri, legato con il sangue ad un pubblico che vede in lui una delle voci più intransigenti del rap italiano. 




(Aloha Project disegnerà al MI FAI)

MATTI INCONTRI FATTI FUMETTI ALL'IDROSCALO

Prosegue il lavoro di semina fra discipline, nella costante ricerca della Bellezza. Il MI FAI è lo spin off del Festival dove arte visiva e musica si sintonizzano per creare uno spettacolo irripetibile. Al ritmo delle band del Palco Raffles Milano, dodici artisti realizzano visual inediti si incrociano in più di 20 ore d'illustrazione, fumetto, digital e video art con proiezioni su ledwall. Da Chavela Vargas cantata da Dimartino + Cammarata e illustrato da Giulia Conoscenti fino alla RRRmob di Laioung accompagnati dai gameplay di videogiochi selezionati da Superinternet. Sorrisi più belli qui.

LA PRIMA VOLTA

E poi succede che il futuro arriva all'improvviso. La voglia di chi sta diventando protagonista assoluto del proprio tempo è l'unica benzina di questo motore che non inquina l'aria. Carl Brave x Franco 126, due bizzarri incroci di uomini, generi, città; stornelli romani in chiave rnb, serenate in chiave rap; sarà magia. I Canova, con il fiato delle persone che cantano le loro canzoni a spingere nelle vele. Colombre, talento purissimo fra Mac DeMarco e Iosonouncane. /handlogic, formazione fiorentina fra Alt J e Radiohead. Leute, diamanti grezzi di un mondo post che non sa più rispetto a cosa può arrivare dopo.

DEBUTTI ASSOLUTI

Il debutto live assomiglia alla prima volta in cui si fa sesso. Desiderio e volontà si mischiano come due corpi, una scelta vera e propria da cui non si torna indietro uguali. Così, se non si possono scordare il primo bacio o la prima penetrazione, molti artisti non possono scordare il MI AMI. Tre esempi: primo concerto in assoluto per I Cani (2011) e Cosmo (2013), primo concerto con live band per Jolly Mare (2016); la storia dice che ha portato loro bene.
Il 2017 vedrà il debutto assoluto di Liberato, la misteriosa creatura di cui si conosce solo un brano capolavoro, “Nove Maggio”, che ha generato curiosità, hype, fascino e una sacrosanta voglia di capire chi diamine ci sia dietro quella bambina che gira per le Vele di Napoli; non chiedeteci cosa succederà su quel palco: siateci. Sarà debutto assoluto per Christaux, il nuovo ambizioso progetto di Clod degli Iori's Eyes (più volte al festival) - accompagnato da Mario Conte (Almamegretta, Meg, Colapesce) e Riccardo Salvini (Foxhound, Indianizer) - e per Istituto Italiano di Cumbia, il nuovo progetto di produzione intelligente di materiale musicale importato dal Centro America - la cumbia appunto – capitanato da Davide Toffolo. A proposito di suoni dal mondo: “Azulejos” di Populous, il nuovo album pubblicato dalla americana Wonderwheel Recordings, debutta al MI AMI 2017; stessa sorte live per il nuovo disco, peraltro prodotto proprio da Niccolò Contessa, di Coez, il cui tour parte dal MI AMI. Amami o faccio un casino.




(LNDFK, per la prima volta al MI AMI)

ITALIA – GLOBO A/R

Non solo Populous e Istituto Italiano di Cumbia sono due ottimi esempi di come l'Italia abbia aperto un canale autonomo nei confronti della musica del mondo, facendo capire che cibo e digestione corrono di pari passo. Al MI AMI 2017 è rappresentata una nuova generazione di musicisti e produttori che ha nella ricerca e nella valorizzazione di radici musicali geograficamente a noi lontane il proprio marchio di fabbrica: Ioshi, pordenonese classe 1988 e co-fondatore dei Mellow Mood, nel suo “Here Comes The Lo-Fi Don” ci sono dub, hip hop, jungle e trap; Montoya, sciamanico e affascinante violinista e compositore italo-colombiano classe 1979; Go Dugong e Ckrono in back to back, musiche da Balera Favela dai confini del mondo: kuduro, baile funk, salsa, cumbia, dancehall, palenque, bhangra, afro, tropical, dub; LNDFK (el-en-di-ef-kei), le consonanti di Linda Feki, nata in Tunisia nel 1991 e crescita tra Parigi e Napoli, che insieme al producer Daryobass unisce soul-jazz-rnb e hip hop, fra J Dilla e FKA Twigs, The Internet e Flying Lotus; Technoir, duo di origini nigeriane, greche e italiane, formato da Alexandros (chitarre, laptop) e Jennifer (voce, effetti) con il loro “soul futuristico sperimentale”; infine Capibara, progetto di Luca Albino, producer romano classe 1989 già fondatore della White Forest Records, finto biondo con tre passioni: la doppia h, i videogiochi e gli animali esotici; per lui al MI AMI 2017 nuovo live, anteprime dei nuovi pezzi e molte sorprese.

Impossibile citarli tutti, il consiglio è quello di esserci.
Semplicemente.
#confusiefelici

Tag: mi ami

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati