esterina è una donna minore. Vive sola, per quanto ne è capace. Non ama i suoi parenti e li cerca fuori dal suo sangue. Dorme nella casa sul limite del bosco da dove si vede il mare di Viareggio, dove ci sono i signori, dove le donne sono confezioni da accompagnare, dove gli uomini sono arresi.
Lei no. Aspetta che il vino maturi, che la legna sia da bruciare, che la compagnia fatta ad un amico sia buona, che il sigaro sia acceso per bene, che la musica giunga e spieghi, riannodi e complichi.
esterina è di campagna, è la terra, ma conosce la città perché l’ha attraversata, l’ha letta. Sa che è una truffa.
La sua musica è il suono del suo pennato, dell’accetta per sistemar la legna necessaria a passare l’inverno.
Le sue parole sono l’eco delle storie che ha sentito raccontare, quelle viste scendere dal monte che gli sta alle spalle, il riverbero degli sputi che ha fatto volare.
esterina sono in cinque. E suonano.

Precauzioni d'impiego
esterina prima di essere esterina è stata Apeiron. Per 12 anni. Con quel nome ha attraversato un decennio di musica, ha cercato nel rock le proprie ragioni e allo stesso tempo ha tentato di sfuggirgli dalle mani. Di Apeiron rimangono tracce, indizi, polvere e croste.

Indicazioni terapeutiche
L’idea di esterina è la realizzazione del suono della bonifica (sound della bonifia), dove la bonifica (terra strappata alla palude) è sintesi della sua strada. La musica e le parole di esterina come la terra nera strappata all’acqua e alle zanzare.