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Descrizione a cura della band

Si tratta di un concept album. Il disco racconta di una storia d'amore e di una dittatura che nascono nello stesso momento. Abbiamo sviluppato le due storie in modo parallelo alternando una canzone che parla di questo amore a una che racconta la situazione avversa nella quale i due innamorati sono costretti a vivere. Il sostrato orwelliano sul quale abbiamo costruito il concept parte dalla certezza che, ancora oggi, il piú grande atto rivoluzionario che possiamo compiere è quello di innamorarci. Quindi abbiamo iniziato a pensare: "se l'amore è un atto rivoluzionario, allora sarà proprio quest'ultimo che il potere dovrà colpire per legittimare la sua esistenza”. Ma in questo scenario, chi vincerà? Non è una domanda retorica, e ancora oggi non sappiamo dare una risposta. Le ultime parole del disco, nel brano "Scarpe Dispari" sono: "io guardandoti, non mi ricordo piú". È uno dei due innamorati che parla all'altro. La chiave di lettura è duplice: da un lato, lui non si ricorda piú di lei e si decreta dunque la vittoria della dittatura. Dall’altro, non c’è più memoria del mondo che circonda i due. In questo caso, è stato il loro amore a vincere. Un finale aperto, cui il nostro animo consiglia una speranza, espressa attraverso l'ultima canzone strumentale dell'album "Domattina", così che almeno nei nostri cuori possa esserci un ipotetico lieto fine. Il nostro intento è comunque quello di lasciare ad ognuno il proprio finale.

Credits

Ruggero Pasini: basso e voce
Enrico Bendoli chitarra
Margherita Lugli: violino
Riccardo Canta: sintetizzatori e sax
Pier Lofrano: batteria

Ragistrato e mixato da Simone Pirovano

Masterizzato da Andrea Leonardi

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