“Failing” è il nuovo, terzo album dei Miriam in Siberia: psych rock moderno fatto di ambientazioni scure, synth spaziali e doppie voci. Failing è un manifesto di doom rock e chitarre fuzz, unito a visioni mistiche e attitudine aggressiva. Registrato nei Trail Studio di Napoli, e masterizzato da Salt Mastering, New York, il disco gode di edizione limitata in vinile 12”. Il disco riprende il discorso cominciato con il precedente “Vol. 2” (2011) con il quale condivide l’attitudine heavy, ma rappresenta un ulteriore punto di svolta nel processo di maturazione e ricerca artistica, in quanto è il primo album totalmente in lingua inglese. Una nuova rinascita, una svolta stilistica e artistica, ma anche di concetto, in contrasto con il titolo del disco. Il sound risulta più moderno e tagliente e la scelta della lingua inglese ben si adatta alle atmosfere scure e imponenti e ad un album che è poco poetico, molto vivido e assolutamente diretto. Nette le influenze dello psych rock nord Americano di Thrill Jockey e Jagjaguwar: numi tutelari sono Pontiak, Black Mountain e White Hills, ma in “Failing” ritroviamo anche sprazzi di Neil Young, lo sperimentalismo di Earth ed Oneida, le chitarre degli Arbouretum, l’hammond degli Atomic Rooster e addirittura le linee vocali dei primi Alice in Chains o il mood degli ultimi Opeth.

I Miriam in Siberia sono una band hard/psych campana (Aversa, CE). Quando la loro amica Miriam partì per la Siberia (per una sorta di Erasmus, pare…), le possibilità immaginifiche di un viaggio in Siberia si trasformarono in una band. Dopo un primo EP omonimo del 2006, dal quale nasce nasce una preziosa collaborazione artistica con lo ZOO Studio dei Bastian Contrario, arriva nel 2009 il debut “Il Suono del Phon”, un album introverso, malinconico, tormentato nella genesi e nel sound, che alterna momenti indie a pezzi lenti dominati da organi e chitarre scure e che cattura ampie attenzioni e consensi della critica. Nel 2011 arriva il secondo disco “Vol. 2”, che segna una netta svolta stilistica: “Vol. 2” è un disco energico, psichedelico, heavy ed offre un territorio completamente nuovo per i brani del gruppo. I semi del disco nascono in un viaggio in Wisconsin, dove in un saloon la band ascolta live i Black Mountain e con essi la nuova scena psych rock nord americana. Per la registrazione la band passa dieci giorni presso i Red Sound Studios di Senigallia (One Dimensional Man). Le take sono quasi sempre in presa diretta, il feeling è rock e gli edits minimi. Il mastering è affidato a Salt Mastering, New York (Arbouretum, LCD Soundsystem), che riversa la bobina su un vinile 7” completamente analogico, senza alcun procedimento digitale. La copertina è opera di Lorenzo “LRNZ” Ceccotti, artista romano (tra le sue esperienze le illustrazioni per Dylan Dog e le animazioni per il film “Dark Side of the Sun”). Ceccotti materializza nell’immagine di un teschio che emerge da una palude le visioni oscure dei testi dell’album. Nel corso degli anni i Miriam In Siberia hanno condiviso il palco con 24 Grana, Virginiana Miller, A Toys Orchestra, ‘A67, Disco Drive, My Awesome Mixtape, Zion Train, Zen Circus, Giorgio Canali ed è finalista 2013 del Controradio Rock Contest di Firenze.