Il Guardian ha compilato una playlist di 10 ore dedicata ai sintetizzatori Moog

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16/02/2017 11:14 di

Non è la prima volta che vi parliamo di Robert Moog: in rete potete trovare diversi documentari che raccontano quanto sia stato importante e il ruolo rivoluzionario che ha avuto nella musica e elettronica, e non solo.

A partire dai primi theremin fino al più famoso Minimoog, i sintetizzatori che ha creato hanno davvero cambiato l’idea di fare musica negli ultimi cinquant’anni. Nonostante il peso di questa grande eredità, l’azienda americana ha sempre cercato di rimanere al passo con i tempi, creando app digitali in grado di reggere il confronto con il suono degli strumenti analogici, oltre all’ambizioso progetto Global Synthesizer Project con cui costruire il più grande archivio globale di field recordings mai esistito.

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Per raccontare ancora meglio la storia di Robert Moog, l’autorevole Guardian ha compilato una playlist lunga quasi 11 ore, intitolata “Hey, What’s That Sound: Moog” e dedicata a tutti quei “Moog heroes” che hanno usato questi particolari sintetizzatori nei modi più innovativi e interessanti.

Dai Kraftwerk, a Giorgio Moroder, passando per i Goblin, i Tangerine Dream, fino ad arrivare a proposte più recenti come Neil Young o gli Eels. I più precisi noteranno che non tutti i brani scelti sono stati suonati esclusivamente con sintetizzatori Moog - ad esempio, i Rolling Stones in “2000 Light Years from Home” hanno usato un Mellotron - ma questa playlist è ugualmente indicativa dell’impatto che la Moog ha avuto nella storia della musica contemporanea.
 

Tag: playlist strumenti

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