27/01/2014

Fanno un pop rock brioso, mescolandolo con un po' di cose d'antan tipo beat, folk, cantautorato italiano, teatro canzone e gipsy music. Sei pezzi freschi, in certi punti anche ingenui, ma comunque godibili.

I Colpi Repentini sono di Milano e nelle loro canzoni raccontano storie urbane. "Brucio la città" ha un attacco reggae, parla di un maniaco che insegue una bella donna. Ed è fra i pezzi più pop e più prevedibili. "Arriva lo zar", che dà il titolo al disco, è zingareggiante e ricorda gli anni '60-'70, una romantica melodia che fa venire la voglia di cantare. Anche "Il Diavolo (da lui si presentò") segue la stessa scia, ma è più diretta e rock. "Butta giù" ha un impianto quasi combat, con chitarre cattive, sospensioni saltellanti al piano e tastiere lontane psichedeliche. Carina la chiusura con "Un'ottima giornata", che condensa gli insegnamenti pop universali degli ultimi 60 anni.

Un esordio che fa sperare. Con qualche colpo di genio in più, per togliere la patina vintage da deja-vu, e decisioni più nette sulla strada e i generi da seguire, potrebbero convincere davvero. Buon lavoro.

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