Le 50 migliori canzoni dell'anno, secondo Rockit

Riassumere il meglio di un anno di musica italiana in sole 100 canzoni è un'impresa davvero difficile. Lasciarne dentro solo 50 lo è ancora di più, ma ci abbiamo provato
10/12/2015 12:24
di Redazione

Riassumere il meglio di un anno di musica italiana in sole 100 canzoni è un'impresa davvero difficile. Lasciarne dentro solo 50 lo è ancora di più: come immaginerete abbiamo dovuto, seppur a malincuore, lasciare fuori moltissimi brani che ci hanno fatto buona compagnia durante questo 2015, ma abbiamo cercato di mettere dentro quelli che ci hanno davvero convinto, con un occhio di riguardo alla musica nuova scoperta quest'anno.
Potete ascoltare tutte e 50 le tracce in questa playlist.

A cura di Chiara Longo, Sandro Giorello, Nur Al Habash, Marcello Farno, Manfredi Lamartina, Margherita Di Fiore, Stefano Pistore, Letizia Bognanni, Silvio Bernardi, Giulia Callino, Antonio Belmonte, Emma Bailetti, Giuseppe Catani. 

 

 

10. C+C=Maxigross - "est 1973"

Atmosfere corali e celebrative, in uno dei dischi più luminosi dell'anno. I C+C ci confermano ancora una volta un'inesauribile tensione creativa sospesa tra sincerissimo folk e magnetica psichedelia. E dunque "Est 1973", i ricami di banjo di Håkon Gebhardt dei Motorpsycho, gli echi delle montagne, alzarsi e partire. / Ascolta la canzone nella playlist Top 50

 

9. M+A - "Do the shout"

Una danza preziosa, un inizio quasi caraibico che mescola con eleganza dance, pop di qualità e gusto funk. Gli M+A sono un nome che non fa che dare conferme, degni rappresentanti di un savoir faire capace di produzioni minimali eppure curatissime. / Ascolta la canzone nella playlist Top 50

 

8. Any Other - "Gladly Farewell"

Any Other sono tre, ma tutto nasce dalla testa e dalla voce di Adele Nigro, giovanissima ragazza veneta trapiantata a Milano. Dopo aver fatto conoscere il suo talento e la delicatezza del suo canto con le Lovecats, ha deciso di lasciare da parte la chitarra acustica e di mettere in piedi un trio elettrica-basso-batteria di quelli di una volta. Sì, perché se ascoltate questo pezzo vi viene in mente Alanis Morrissette, ma in versione cantante dei Pavement. Un ritorno pesante agli anni ‘90, che per alcuni sono un paradiso, per altri un incubo e per Adele qualcosa di sfiorato, perché all’epoca nemmeno andava all’asilo. Eppure fai partire “Gladly Farewell” e tutto è al posto giusto, con una credibilità e un gusto che ormai anche gli eroi dei nineties hanno perso irrimediabilmente. Giovani, freschi e pieni di talento. Agli Any Other nel 2015 non potevamo chiedere di più. / Ascolta la canzone nella playlist Top 50

 

7. Matilde Davoli - "Dust"

Matilde Davoli ha prodotto un bellissimo pezzo che tocca tre dimensioni: base M83, altezza Broken Social Scene, profondità Cat Power. "Dust" è un brano che corre, inciampa, riparte. Apre con fragore e si ritira di soppiatto, con la voce - quella voce - di Matilde che è come primavera che scivola tra rami ancora freddi e invernali. / Ascolta la canzone nella playlist Top 50

 

6. Go Dugong - "I would tell you many things"

Un disco non previsto (il primo dei due pubblicati quest'anno da Go Dugong), scritto di getto in preda ad un innamoramento folle e subitaneo. "I would tell you many things" è solo una delle tante meravigliose canzoni frutto di questo stato mentale di leggerezza e positività: tantissima grazia, un dolce fare niente quasi infantile che si ripete in un ritornello che ti si pianta in testa e non esce più. Il 2015 è stato l'anno d'oro di Go Dugong. / Ascolta la canzone nella playlist Top 50

 

5. Colapesce - "Maledetti italiani"

Era l’inizio del 2015 quando è uscito “Egomostro”, e si è capito da subito che sarebbe stato un gran disco. Già “Maledetti italiani”, il suo antipasto, preannunciava un necessario rinnovamento nei temi e nelle scelte musicali. Non bastano poche righe per descrivere un brano che è uno sguardo acuto e preciso sull’essenza della moderna italianità, un j’accuse verso questa ignobile patria, la necessità di rinascere dalle proprie vergognose ceneri come quelle icone bruciate nel video che accompagna la canzone. Allora ascoltiamo questa canzone e ripensiamoci ancora una volta, perché “io non mi sento italiano”, ma “per fortuna lo sono”. / Ascolta la canzone nella playlist Top 50

 

4. Verdena - "Contro la ragione"

Li stavamo aspettando, non sapendo cosa aspettarci. È arrivato "Endkadenz", ancora una volta un doppio, ancora una volta un lavoro complesso in cui riecheggiano i mille frammenti sonori che compongono l'universo Verdena. "Contro la ragione" è una danza tra strati di squilli, un piano incalzante, suoni quasi sintetici e inserti di percussioni. Semplicemente, l'ennesima conferma che abbiamo a che fare con uno dei migliori gruppi in Italia. / Ascolta la canzone nella playlist Top 50

 

3. Adriano Viterbini - "Tubi innocenti"

La fioritura di una piccola gemma tribale capace di unire in fratellanza Africa berbera e America nera sotto lo stesso cielo sacro del blues. Un pezzo assolutamente clamoroso contenuto in uno dei dischi più belli dell'anno. / Ascolta la canzone nella playlist Top 50

 

2. Iosonouncane - "Stormi"

La musica latina di oggi suona come il canto primordiale e futuristico di un'estate postapocalittica e postmoderna, di corse verso onde vivificatrici e sole che asciuga i pianti e le burrasche, di speranze che rinascono ogni giorno, quando “rivedi le correnti nel mattino che riprendono il mare”. / Ascolta la canzone nella playlist Top 50

 

1. Calcutta - "Cosa mi manchi a fare"

Calcutta canta qualcosa che abbiamo provato tutti e lo fa con parole semplici e dirette, sostenute da un pop leggero ma ben fatto: è la profondità di un cantautorato tanto disperato quanto raffinato che ha convinto tutti dal primo momento. “Mainstream” è stata una delle più belle sorprese dell’anno e “Cosa mi manchi a fare” è semplicemente quel singolone che sa colpire e affondare in meno di due minuti. / Ascolta la canzone nella playlist Top 50

 

 

Ascolta la playlist con le 50 migliori canzoni dell'anno:

Le 50 canzoni del 2015

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L'articolo Le 50 migliori canzoni dell'anno, secondo Rockit di Redazione è apparso su Rockit.it il 10/12/2015 12:24

Commenti (8)
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  • logorreami 10/12/2015 ore 15:38

    Calcutta in prima posizione ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha. Evviva la banalità.

    > rispondi a @logorreami
  • julie4 12/12/2015 ore 07:44

    Delone al primo posto!!! I Sacri cuori sono stati il mio colpo di fulmine estivo. E adesso un grande assente nella classifica: gli Invers

    > rispondi a @julie4
  • stayfreestayart 13/12/2015 ore 11:23

    Assente Marracash anche se da Status si potrebbe scegliere anche ad occhi chiusi un pezzo da inserire in qualsiasi classifica. Non solo non riconoscete l'arte, ma non capite neanche il ruolo determinante che Marracash ha nel dare spessore e visibilità alla cultura hip hop che da controcultura sta diventando la cultura di questo paese.

    > rispondi a @stayfreestayart
  • calogero incandela 18/12/2015 ore 18:17

    io, secondo me, sono d'accordo col secondo posto a Iosonouncane. ma al primo posto ci avrei messo satana di Grazian... un pezzo così ricercato ed elegante spicca. questi Calcutta non mi dicono un granché, Pegueno invece non capisco che ci sta a fare.

    > rispondi a @calogero
  • Gian Marco Stealth Muccari 11/01/2016 ore 19:40

    Fa troppo ridere S.U.N.S.H.I.N.E di rancore e dj mike: "Una delle tracce rap più belle della storia del rap italiano." ----------> posizione 39 ma allora lo fate apposta

    > rispondi a @gianmarco.muccari
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