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Descrizione a cura della band

Prodotto da Umberto Palazzo e registrato da Davide Cristiani presso il suo Bombanella Soundscapes nelle campagne di Maranello, l'album "Gospel" di Davide Ravera offre due riflessioni filosofiche e 12 storie di vita cruda e reale, ambientate in larga parte tra i portici di una Modena malata e peccatrice ma non per questo esclusa da una possibilità di redenzione. Cantando con stile ruvido e quasi declamatorio di amore, sesso, droga, sangue e tradimenti, Ravera mette in scena una Via Crucis della provincia padana; lo fa con l'urgenza espressiva di una generazione giunta alla maturità creativa proprio nel momento in cui molte certezze dell'Emilia post-bellica sono seriamente in crisi. Con spirito post-punk e per nulla autocompiaciuto, Ravera regala molti graffi e poche carezze, quasi a voler catturare un "qui ed ora" attraverso il bianco e nero violento di una "emilianità" lontana dai cliché. Il Vangelo cristiano è una vernice allegorica con cui misurarsi in termini di analogie ed antitesi; il cantautore (risorto in veste di cantastorie) vi attinge in quanto patrimonio figurativo comune, per sciogliere al mondo il proprio racconto senza intenti elegiaci né iconoclastici.

Ogni passaggio nella storia di "Gospel" (l'organicità del materiale scritto in pochi mesi, l'essenzialità dei primi demo su smartphone, la scelta di Palazzo come producer e la filosofia del "recording" di Cristiani, il largo impiego di presa diretta, analogico e macchinari vintage fino all'approdo in Arizona per il mastering di Jim Blackwood) parla della ricerca di un suono immediato e senza sconti, aperto all'invenzione senza velleità sperimentali e in nome di un'efficacia che mette al bando ogni narcisismo. Più che alle icone della canzone d'autore nazionale si guarda al sud degli Stati Uniti; è una conseguenza della storia e dell'ispirazione musicale di Davide, in linea con la scelta dell'immaginario biblico per raccontare un "ruvido ritaglio di un'Emilia che non riesce a non cadere a terra" e il suo rialzarsi "con la stessa disperazione e lo stesso amore con cui è caduta". Chitarrista dallo stile personale e cantante vocato più alla forza dell'interpretazione che alla tecnica, Ravera si muove con saggezza e senza patemi di genere tra episodi di rock tradizionale ("Dovresti leggere di più il Vangelo", "Emozioni deboli", "Io, lui, lei e l'altro", "La messa non conta"), un paio di ballate amaramente struggenti ("Canzone ruvida", "Via della Cerca"), distorti scenari post-rock ("Senza te", "Chi mi tocca muore"), il reggae di "Cose calde", il blues caraibico di "Cammino" e gli interventi del musicista colto Davide Fregni, che in "Amore chi, amore cosa" e "Ridammi i miei trenta denari" apporta bruschi cambi di orizzonte sonoro. Ai capi di questa umana commedia troviamo le due sole riflessioni di carattere trascendente: "La vita segreta di Dio" (una bossa-rock un po' sghemba, in cui si ipotizza un dio triste e solo che soffre per l'invidia di non essere "vivo e reale") e "Gospel", musicalmente un omaggio a Bo Diddley, che costituisce una sorta di sereno testamento spirituale ("dammi un giorno buono per morire").

Chitarrista dalla giovane età, Davide Ravera è un autore e compositore modenese in attività da una quindicina d'anni; con "Gospel" si apre il capitolo della sua piena maturità artistica. Dopo un lungo sodalizio con la fisarmonicista e percussionista Anna Palumbo e molti anni di busking, piccoli live e registrazioni non ufficiali, ha pubblicato gli album "Dr. Dave & Mr. Haze - The 2001 Recordings" (2008, in inglese) e "Bolero" (2010, in italiano). Dal 2011, oltre ad aver portato il proprio repertorio in giro per l'Italia, con la sua etichetta Hazy Music si è dedicato all'organizzazione di piccoli eventi, festival e collettivi di artisti indipendenti, lavorando alla co-produzione di importanti realtà del territorio tra cui la leggendaria Paolino Paperino Band (nel 2013, con il CD del ritorno "Porcellum") e i pavullesi Monolith (vincitori nel 2014 del XX Premio Daolio).

Credits

Testi e musica: Davide Ravera; produzione artistica: Umberto Palazzo; arrangiamenti: Davide Ravera, Riccardo Cocetti e Alessandro Marchiorri; registrato da Davide Cristiani, Bombanella Soundscapes [Maranello, MO], tra il 16 febbraio e il 24 marzo 2015; missaggio: Davide Cristiani e Umberto Palazzo, Bombanella Soundscapes [Maranello, MO], 23-31 marzo 2015; mastering: Jim Blackwood, AZPM Mastering [Tucson, Arizona].

Davide Ravera: voce, chitarre; Alessandro Marchiorri: contrabbasso, basso elettrico; Riccardo Cocetti: batteria, percussioni; Patrizia Ferrarini: congas [01, 03, 14], maracas [13]; Davide Fregni: pianoforte [04], violino [09]; Umberto Palazzo: altri strumenti [01, 02, 11]

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