16/01/2014

Quest'album è un disastro. 

In ordine di apparizione, la prima cosa che si nota  è che è registrato in maniera barbina e la qualità del suono è veramente pessima. 

Quando attacca il cantato in "Malacoda", forzatamente growl, viene da pensare che il cantante sia rimasto afono a vita dopo aver registrato il disco.  In più, quella teatralità esasperata che Ferus (nome d'arte del cantante) ci mette quando canta, unita alla scelta di utilizzare la lingua italiana lo fanno assomigliare a una sorta di Capovilla di terza mano, stendendo su tutto un velo di grottesco che ammazza definitivamente l'ascolto.

Detto ciò, passiamo alle note davvero dolenti. La chitarra, rigorosamente distorta, non ha nessun tipo di identità, se non quella di fare eco in maniera noiosa e trascinata alla scia della voce. I testi, forzatamente polemici, sono un'accozzaglia di banalità senza capo né coda, volgarità gratuite e bile in eccesso. E non parlo di "Adreimoida", che pur essendo la più irritante e sbandierando un sottotesto nazionalista, è una scelta di valori e pertanto non va discussa qui. Quello che mi lascia davvero perplessa sono frasi come "Come se la ride la Luna, povera troia la Luna" o "Merda merda delle mie brame guarda in faccia a chi c'ha fame". Frasi di cattivo gusto prima ancora che prive di senso, rafforzate malamente da una spolverata di parolacce, traboccanti di bile repressa e ancora più repressa proprio perché esaltata. 

Le uniche cose che si salvano sono quelle due o tre citazioni storiche e letterarie, a partire da quella del nome del gruppo e dell'album, che i Malacoda scelgono di utilizzare. 

Non so quali fossero le intenzioni dei tre toscani. Se assomigliare a una sorta di SOAD italiani o ricalcare le orme dei virtuosi connazionali Bachi da Pietra. Quello che è certo è che la serie di luoghi comuni che hanno scelto di utilizzare gli hanno cucito addosso un vestito brutto che sega loro le gambe piuttosto che esaltarli, e allo stato attuale non comunicano assolutamente nulla. Forse dovrebbero rimboccarsi le maniche e andare a cercare qualcosa da dire leggermente più a fondo. Per ora non ci siamo. 

Commenti (8)

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  • seymour 17/01/2014 ore 14:45 @seymour

    avrei detto toscani, e invece..

  • Giuseppe Catani 17/01/2014 ore 15:33 @giuseppecatani

    in effetti è inascoltabile...

  • Lorenzo Donato 17/01/2014 ore 20:41 @lorenzo.donato.509

    Bè se permettete vorrei solo dire che si, ci stanno le critiche, ma visto che si tratta di una demo, che almeno siano costruttive. Già solo iniziare con una frase "Questo album (demo?) è un disastro" cestina il tutto, fà capire al lettore che non c'è da leggere nient'altro in questa recensione e può far subito scaldare gli animi del suddetto gruppo, e già,io son di parte perchè li conosco, e mi dispiace che tutto il tempo che hanno speso buttando sudore&sangue nello scrivere sia stato maltrattato cosi'...perchè è indubbio che di idee ce ne siano, (e trovarci i SOAD ed i Bachi denota come sia stato ascoltato a mio modo di vedere superficialmente) magari era meglio focalizzarsi su come poterle interpretare meglio. Sono solo d'accordo sulle chitarre, ho sempre consigliato ai ragazzi di migliorarle perchè hanno veramente poco spessore, la qualità del suono è indubbiamente scarsa, è sotto gli occhi di tutti, è autoprodotto, veramente in casa, e mi sembra solo ingiusto che conti cosi' tanto nella valutazione dell' "album"(demo,ep?).Forse hanno semplicemente sbagliato loro a mandarvi una copia, perchè magari credevano che siti come questo dovrebbero aiutare l'underground, che senso avrebbe sputtanare gratuitamente? Meglio scrivere una mail privata al gruppo recensito con le ragioni per cui non si ritengono in grado di pubblicare qualcosa...Lo dico solo perchè cosi', un po', la musica la uccidete.

  • raptus 20/01/2014 ore 14:49 @raptus

    Concordo pienamente con Lorenzo, non conosco questo gruppo ne ho mai ascoltato la loro musica ma mi sento "solidale" in quanto membro di un gruppo che ha appena ricevuto una recensione superficiale.
    Probabilmente è dovuto al numero eccessivo di dischi che ricevono da recensire e dai recensori che non si suddividono per genere. Anche io ho fatto il recensore di dischi per un'altra rivista ma di quel settore specifico me ne intendevo, infatti giudicavo in base a parametri specifici. La conseguenza sono recensioni fatte in fretta dove è ovvio che si giudica a pelle in base a gusti personali opinabili e dove un gruppo o ti piace proprio a priori oppure lo detesti... In teoria non è così che si dovrebbe fare.

  • maxavo 24/01/2014 ore 22:15 @maxavo

    Quando si fa qualcosa che deve passare dal giudizio degli altri, si deve essere disposti ad accettare tale giudizio, anche e soprattutto quando questo è profondamente critico. La demo, devo dire, la trovo a dir poco perfettibile, per la qualita della proposta musicale più che della registrazione(si sente che è amatoriale, e non influisce sul mio giudizio). Volgare è volgare, e cercare di negarlo è negare la propria scelta di utilizzare tale linguaggio per, presumo, dare forza al messaggio. Le critiche sono utili solo se si riesce ad accettarle, altrimenti è superfluo anche mandare le demo; ma se lo si fa, ci si prende il rischio di una stroncatura, che dovrebbe stimolare una riflessione sul perchè sia stata fatta, piu che che l'invettiva contro il solito recensore che non capisce un cazzo.
    Ho letto recensioni faziose e riflesso di una personalissima e soggettiva idea di musica(il recensore ha il diritto di avere le proprie opinioni personali, ma ha il dovere di non tenerne conto nel giudicare il lavoro altui), ma questa non rientra nella lista.

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