I 100 nomi dell'anno della musica italiana

Un anno assurdo di canzoni e lunghi silenzi, un anno del nostro lavoro di tutti i giorni. Omaggiamo l'immensità di Gianni Mura, con la lista dei 100 uomini e donne che hanno maggiormente segnato il nostro 2020 (dalla A di Agnelli Manuel alla Z di Zen Circus)
29/12/2020 15:31

Da Maradona al vicino di casa che era tanto un bravuomo, tutti quest'anno abbiano perso qualcuno a cui andavano i nostri pensieri (prima che la perdita provocasse assuefazione, che cosa tremenda che ci è successa). Gianni Mura, morto il 21 marzo a 75 anni, per me era un grande maestro di approccio alla vita e di giornalismo. Totalmente indegno del compito che mi sono autoaffidato, per omaggiarlo vorrei riprendere qui la sua attesissima rubrica di fine anno di Repubblica, dedicata ai 100 nomi dello sport degli ultimi 12 mesi, che qui trasferiamo alla musica italiana. Non sono i più importanti, né i più bravi o chissà che altro, semplicemente quelli di cui mi andava di parlare. Come insegnava Gianni Mura. 

AGNELLI MANUEL
In un anno ha cantato tre volte di cui due a torso nudo, ma io non sono il tipo da farmi impressionare e in ogni caso sono già impegnato. Di certo a X Factor è stato grande: ha detto solo cose giuste e importanti. Che lo abbia fatto da quel pulpito per me vale doppio.

AMADEUS

Rispetto a quello di Claudio Baglioni – e dunque non Jello Biafra – il suo Festival dello scorso anno sembrava un teatro di Parigi nei giorni della Restaurazione. A "salvarlo" è stato il meccanismo di Sanremo, che ormai ha trovato una formula tale per cui riesce a premiare i brani migliori, al di là di ogni possibile orda di televotanti, telegenicità e popolarità del concorrente, eventuali cazzate di Salvini. Quest'anno, alla sua seconda apparizione, il conduttore ha messo da parte un po' di nazionalpopolare e ha composto una lista che appare davvero ben fatta – parliamo di Sanremo e non del Parco Lambro – con artisti nuovi a rappresentare tutti i generi, senza appiattirsi sulle classifiche e nemmeno sui gusti del pubblico di Rai Uno. Ci divertiremo.

ANGELA DI MONDELLO
È andata più o meno così, se sono riuscito a seguire. Una trasmissione tv intervista delle persone che sono in spiaggia nonostante l'emergenza di Covid e una di loro dice che "non ce n'è coviddi" ed è tutta una montatura. Lei diventa Angela di Mondello, apre un profilo Instagram che raccoglie subito migliaia di follower e la gente si diverte e si indigna, siti e profili social non smettono di parlarne. Poi canta una canzone, che si intitola – pensate un po' – Non ce n'è e la gente si diverte e si indigna, siti e profili social non smettono di parlarne. È tipo Ballard, Black Mirror e Borat tutti assieme.

ANNA PEPE
Ci sarebbero tutte le condizioni per cui – "politicamente", non è mai una questione personale – il "fenomeno Bando", forse la più grande hit pandemica della primavera 2020, mi provochi bolle sul collo e tic nervosi. E invece il pezzo, nella sua post-postmodernità, è molto forte e lei mi sembra del tutto a disagio (giustamente) nel ruolo che vorrebbero costuirle addosso. Di conseguenza mi sta molto simpatica. 

ANSALDO GIOVANNI
Giornalista spezzino naturalizzato toscano, scrive su Internazionale e ha contribuito a rendere il magazine una delle voci più autorevoli anche in campo musicale (oltre che in tutto il resto). Da poco ha lanciato una newsletter chiamata Musicale che è una piccola utilissima guida di ciò che ogni settimana andrebbe conosciuto e ascoltato sia in ambito mainstream che nell'underground. Nell'oceano di nuove uscite in cui tutti proviamo a stare a galla, braccioli così possono essere utilissimi (Qua la sua classifica dei dischi di fine anno). 

ANTICO ALFIO
Nell'era in cui un tizio americano diventa famoso e fa ascolti impressionanti grazie a un investimento da 15mila dollari per fare diventare le sue canzoni "colonna sonora" di meme, il pensiero che c'è un pastore che da quasi 50 anni sperimenta con la musica a partire dai suoni più ancestrali mi riconcilia con il mondo. Il suo album di quest'anno, Trema la terra, è molto potente.  

ASIKO
Sempre per quel discorso delle perdite, quella di Tony Allen è stata particolarmente dolorosa per chi pensa che la musica – e in fondo la vita – più siano contaminate e più siano belle. Nel 1999, nel suo album Black Voices, il "socio" di Fela Kuti pubblicava una traccia d’apertura chiamata Asiko, un termine yoruba che significa (più o meno) "lasso di tempo". Con quel nome due che di black music ne sanno parecchio, il giornalista Giulio Pecci e l'art director Ivan Specchio, hanno battezzato il loro progetto di divulgazione che è al contempo una pagina Instagram piena di informazioni e consigli e un’etichetta discografica, Asiko Sounds, che in poco tempo ha già buttato fuori bella musica. 

BALISTRERI ROSA

"Una voce incredibile, intensa, mi fa vibrare". Con queste parole Thom Yorke spiegava in che modo Rosa Balistreri, cantastore siciliana classe 1927 morta 30 anni fa e a lungo dimenticata, fosse finita nella sua playlist per Spotify. Nella sua selezione – tra Duke Ellington, Oneohtrix Point Never e Iggy Pop – Thom Yorke ha scelto Nta la vicaria (Canto di carcerato), brano che canta l’antica prigione di Palermo, il carcere della Vicarìa, che dal XVI secolo al 1842, quando entrò in funzione l’Ucciardone, è stato il luogo di reclusione del capoluogo. Posti e stati d'animo, quelli di chi vive recluso, che Rosa conosceva bene, visto che la sua vita è stata sin dalla più tenera età costellata dal male, cui era sottoposta e cui cercava di reagire. La nostra tradizione popolare, dal Nord alla Sicilia, è fatta di opere e personaggi straordinari (e molto tormentati), di cui c'è da andare fieri. 

BATTITI LIVE

Da qualche estate la musica è tornata a occupare stabilmente una serata televisiva a settimana grazie a Battiti Live. Lo show è itinerante e ogni settimana va in onda una piazza diversa, ma nell'arco di un centinaio di chilometri: Trani, Andria, Ostuni. Ad organizzarlo è infatti il gruppo Norba, che possiede la tv e la radio più importante della Puglia e che ha instaurato un'insolita partnership con Mediaset. La musica non è esattamente da camera: ci sono tutti i tormentoni, molto trash e qualche pezzo vagamente piacevole. Tutto corre sempre sul crinale tra il Festivalbar e la sagra di paese. Ripensare a quest'estate, dopo quello che avevamo passato e con il senno di poi di quel che avremmo presto risperimentato, con il pubblico – più o meno distanziati, non tanto mascherinati – che si sgola su Karaoke Guantanamera mi pare tutto ciò che c'è da sapere su questo 2020 (e sul genere umano). 

BARCELLA FRANZ

Se c'era una città in Italia che aveva la testa e le spalle abbastanza forti per reagire a quello che è successo tra marzo e maggio, era Bergamo. Il carattere (e la dedizione alla propria terra) di quel "popolo", unito al fatto che lì resistono istituzioni, enti intermedi e un tessuto sociale in grado di fare la propria parte, ha permesso nella tragedia di evitare scenari ancora peggiori, e successivamente di rimettersi presto in piedi. Di esempi di questo tipo, anche nel nostro piccolo mondo di riferimento, ne abbiamo raccontati tanti. Franz Barcella ha mobilitato la sua ampia comunità musicale per fare solidarietà attiva e con la sua etichetta Wild Honey Records è riuscito a pubblicare un disco benefit di Timothy Lockwood Armstrong, aka Tim Time Bomb, leggendario frontman dei Rancid, che ha donato un suo inedito (assieme a un pezzo della sua band e uno di Bob Dylan) agli ospedali bergamaschiFor when the music hits I feel no pain.

BAULI IN PIAZZA

Quella foto, i 500 bauli degli operatori dello spettacolo, a occupare – ciascuno a distanza di sicurezza dall'altro – il sagrato di piazza Duomo è stata una delle istantanee dell'anno. Non era semplice, in un 2020 che di immagine iconiche – quasi sempre dolorosissime, spesso terrificanti – ne ha fornite fin troppe. E invece quella performance ha raggiunto le prime pagine dei giornali, è girata sui social, ha contribuito a modificare un po' l'agenda. Si è imposta per urgenza e compostezza – oltre che per senso dello spettacolo, d'altra parte chi è sceso in piazza era del mestiere –, e anche grazie a quel momento (e al contributo di tanti artisti, che si sono esposti per il settore e per chi ci lavora) quella "battaglia" è diventata condivisa. 

BERSANI SAMUELE

Bersani ha scritto almeno un paio delle canzoni pop più belle degli ultimi 20 anni, ma ha sempre l'aria di chi non l'ha fatto apposta e anzi se ne scusa. Ora torna dopo 7 anni con un bel disco, che dà l'impressione – e premetto che non lo conosco personalmente, anche se mi piacerebbe – di essergli costato della fatica e del disagio. Non scriverlo, quella è sempre stata un'arte in cui lui eccelle, quanto condividerlo con tutti quanti (nei modi e nei tempi imposti anche da altri). D'altra parte capita anche a noi: le cazzate escono dalla bocca a getto continuo e quasi senza pensare, le cose importanti devono stare dentro a marinare a lungo prima di poter venire fuori. 

BHABIIWAP

Momento onanismo. Su Rockit abbiamo un sacco di musica caricata direttamente dai nostri lettori/artisti/utenti. È una cosa bellissima, perché permette di scoprire un sacco di roba nuova che su certi canali di streaming magari nemmeno si trova o affogherebbe tra le mille novità e gli "artisti simili", e perché la navigazione è aiutata da recensioni e auto-descrizioni da parte degli autori che contribuiscono a inquadrare ciò che si va ad ascoltare. Mi capita spesso di trovare roba che mi piace o per lo meno incuriosisce, da lì approfondisco, cerco di farmi venire delle idee, etc. Potrei citare mille artisti che ho conosciuto così, cito l'ultimo. Bhabiiwap si definisce "ex trapper, ex artista concettuale e ex raver, l'ultima frontiera dell'hiphop italiano". Ha vissuto a Londra, poi è tornato in Italia e con l'amico Korinne ha messo su un progetto musicale che è anche estetico e addirittura "inteso come esperienza umana a 360 gradi: il risultato è un hip-hop dove il gioco di parole diventa un dipinto di De Koonig, o un sofisticato inno alla noia esistenziale incarnata dalla trap contemporanea". Sono quattro tracce che destrutturano tutto quanto e mi paiono molto attuali. Fine momento onanismo. 

BIANCONI FRANCESCO

Forever, il suo primo disco solista dopo tanti anni assieme ai Baustelle, è un capolavoro ed è il nostro disco dell'anno (e lo spettacolo Forever Accade che a fine anno ha portato nei teatri italiani assieme a Valerio Millefoglie è un miracolo retrò di ostinazione, passione e intelligenza). Abbiamo speso già un sacco di parole su di lui e sulle sue 10 tracce, crepuscolari e illuminate in un tempo solo. L'obiettivo era ambiziosissimo: scrivere qualcosa che potesse provare a essere per sempre. Francesco ci è riuscito con la sua voce, le note di un piano e poco altro. Complimenti e grazie. 

BIFO (FRANCO BERARDI)

Quando a fine febbraio, dopo mesi in cui non avevo nemmeno sentito l'esigenza di scoprire dove si trovasse Wuhan, ho letto la notizia del primo caso di Covid in Italia mi trovavo a Lisbona e mentre uno dei cieli più belli e azzurri del mondo stava sopra la mia testa mi ritrovavo mezzo impanicato a smanettare sul telefono e a cercare di contrastare i prodromi di un attacco di panico. Ricordo di aver pensato, per la prima volta nella mia vita, alla fine: non è un pensiero comune, se non ne sei predisposto, e non è per nulla facile da affrontare. C'è chi riflette invece da sempre sulla gine, nelle varie versioni del termine che conducono fino all'apocalisse. Franco "Bifo" Berardi è uno dei pochi veri intellettuali che abbiamo e uno dei più preziosi, perché non dà quasi mai la risposta che uno vorrebbe sentire. Dopo decine di libri ha composto un disco, per 42 Records, che ha un titolo meraviglioso, Wrong Ninna Nanna. Con i suoi testi, lo spoken word affidato a due giganti della controcultura come Lydia Lunch e Bobbie Gillespie e le musiche di Marco Bertoni dei Confusional Quartet, acidissima band bolognese, suona straniante e inquietante come questo momento storico

(Continua nella pagina successiva)

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L'articolo I 100 nomi dell'anno della musica italiana di Dario Falcini è apparso su Rockit.it il 29/12/2020 15:31

Commenti (4)
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  • Elisabetta Sgarbi 15 giorni fa

    Commento vuoto, consideralo un mi piace!

    > rispondi a @elisabetta.sgarbi
  • Elisabetta Sgarbi 15 giorni fa

    Una vera Enciclopedia, scritta da chi conosce a fondo la musica.Bravo Dario.

    > rispondi a @elisabetta.sgarbi
  • Mattia Ballestrazzi 15 giorni fa

    Ottime scelte, sopratutto quelle più coraggiose e - a loro modo - rivoluzionarie come Extraliscio. Grazie all’autore!

    > rispondi a @mattyballe
  • morenoilbiondo 15 giorni fa

    È un onore fare parte di questa scelta artistica. Moreno il Biondo di EXTRALISCIO

    > rispondi a @morenoilbiondo
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