CBCR 2022: il futuro della musica italiana in 15 nomi

Il ritorno in grande stile delle band e del rock and roll, l’hyperpop, viaggioni elettronici e il rinnovamento del rap, la nuova psichedelia. Sono le ragazze, i ragazzi e i collettivi pronti a stravolgere il suono di casa nostra: scopri chi sono e quanto spaccano

Grafiche a cura di Giulia Cortinovis e Marco Previdi
Grafiche a cura di Giulia Cortinovis e Marco Previdi

No, non ci siamo persi un anno. È che ci era entrata una gran voglia di futuro nell’occhio. Partiamo da qua, da un dettaglio che per noi non è tale. Fino allo scorso anno il CBCR di Rockit – la lista che la nostra redazione stila ogni anno per individuare i nomi più promettenti e i trend più interessanti della musica di casa nostra – si riferiva all’anno che andava a concludersi. Quello che state leggendo ora, di conseguenza, sarebbe dovuto essere il CBCR 2021 (calendario gregoriano, per quanto riguarda quello napoleonico è un’altra faccenda). Invece abbiamo optato per il grande salto, ne sentivamo una necessità quasi fisica. Ecco a voi quindi direttamente i CBCR 2022, realizzati assieme a Dr. Martens

Mai come oggi ci pare fondamentale proiettarci nel futuro, con coraggio e immaginazione. Non semplicemente per “ripartire” dopo anni difficili, come sentiamo dire sempre. Ma perché questo quasi biennio pandemico, mentre faceva un gran casino nelle nostre vite e nelle nostre teste, ci ha reso chiare delle priorità, degli obiettivi per cui vale la pena spendersi. Quindi il domani con le sue incertezze non ci fa affatto paura, al contrario ci gasa. Soprattutto se avremo con noi la colonna sonora giusta. Quella, come da tradizione, proviamo ad anticiparla noi, con i nostri CBCR. Quello che avrete in cuffia nei prossimi mesi, solo che ancora non lo sapete. 

Non è stato semplice comporla, un po’ perché – e questa è la parte bella del “gioco” – di nomi meritevoli ce ne sarebbero tantissimi e alcune assenze sono davvero dolorose per noi, ma soprattutto perché in un 2021 con pochi live e troppa immagine, individuare il talento vero non è stata impresa semplice. Tra i 15 nomi c’è un po’ di tutto. Da Hello Mimmi che porta in alto la bandiera dell’hyperpop in Italia (assieme a 20025XS e altri) alle nuove voci del rap come BigMama, Shari e Vettosi e poi le band, che si riprendono il proscenio. C'è sperimentazioni e pop assieme. Godetene tutti, ci risentiamo nel 2023.  

Gaube

Ogni anno ci vuole una scommessa di quelle che se vai da un bookmaker ti ride in faccia, e questa è Gaube. Penserete che sia un insulto, e invece è il complimento più grosso che possiamo fare a Lorenzo Cantini, giovanissimo grossetano che ama il rock psichedelico degli anni Settanta impiastricciato coi suoni british e tanta voglia di sperimentare. La sua è una band di quelle che suonano davvero, e molto bene. Si ispira agli Area, non ha alcuna fascinazione per l'hipsteria degli anni '10, non è interessato dal mondo pop mainstream e tra le sue influenze ci sono i Goblin e i Pink Floyd, insieme alla Banda di Lucio Corsi, suo conterraneo. Sta lavorando al suo primo disco che sarà un concept album, su Spotify è appena comparso, non trovate sia già un outsider perfetto? Dopo la scorpacciata di urban degli ultimi anni e di rock più di facciata che di sostanza, sarà bellissimo entrare nella sala prove di uno che mira solo a trovare soluzioni sonore, senza badare alla fantasmagoria che gli ruota intorno.

Giuse The Lizia

Giuse ha una voglia di farcela che non v'immaginate. È cresciuto a Palermo e appena maggiorenne si è trasferito a Bologna per fare il cantautore del 2022, quello che sposa in pieno l'urban e l'itpop senza far parte né dell'uno né dell'altro. Ha la faccia di chi ne ha viste tante e sembra più grande della sua età, così come le sue storie, raccontate prima in una serie di singoli centratissimi e poi nell'ep Come minimo. Ci ha raccontato di un incidente di quelli che capitano per strada, lui in motorino e una macchina in doppia fila che apre lo sportello perforandogli lo zigomo. Dice: "Le canzoni sono la mia cicatrice, dieci centimetri più su e sarei cieco da un occhio. Scrivo per vederci sempre". E che gli dici a uno così, con una volontà di ferro come la sua, a cui aggiunge un talento non comune? Sfacciato, dandy, il rapper che non c'entra niente coi rapper, è pronto per esplodere.

Shari

Da Monfalcone alla Sardegna c'è un bel po' di strada da fare e anche un po' di mare, eppure Shari Noioso in arte solo Shari ha stregato Salmo, che l'ha voluta come featuring nel suo disco Flop, che proprio Flop non è, e le ha anche prodotto un pezzo, Follia. Lei è una bomba: classe 2002, voce che quando la senti una volta la riconosci le mille volte dopo, sguardo ammaliante e tutte le carte in regola per diventare una star. Ha anche fatto un'apparizione fugace in un talent quando aveva 13 anni, che le è valsa una telefonata di complimenti da parte di Elisa, una che sa come si canta. Per capire il suo reale valore basta guardare gli ascolti mensili che ha su Spotify senza che abbia ancora pubblicato un album né un EP di inediti. Ha scoperto la sua anima urbana e ora non sembra voler più tornare indietro, ha appena pubblicato una canzone nella colonna sonora di Gomorra 5 insieme a JLord e YoungMiles. Tenetela d'occhio, tra non troppo sarà sulla bocca di tutti.

Bluem

Chiara aka Bluem e la Sardegna hanno un legame indissolubile. Nelle sue vene scorre solo sangue sardo da generazioni e suona fin da quando è piccolissima. Il suo primo album in lingua italiana dal titolo Notte ci ha letteralmente folgorati. Il suo pop è fatto di preghiere, danze e rimorsi, è ancestrale come le sue origini e contemporaneo quasi come fosse una nostrana Rosalìa, le sue atmosfere sono calde, la sua elettronica è un muro, le sue radici sono ovunque nella sua musica. Tiene tutto insieme quella voce pura, stratificata, complessa, perfetta per il pop degli anni Venti del duemila, proiettato in avanti con un piede ben saldo nel passato. Ci siamo definitivamente innamorati di lei quest’estate. Ora tocca a voi.

Colla Zio

Mettete insieme cinque ventenni con le facce di quelli che stanno sempre all'ultimo banco in classe, che probabilmente li immagineresti ovunque tranne che su un palco. Solo che loro se lo mangiano, e se li metti insieme fanno un casino che o chiami la polizia o ti diverti come pochi: ecco la formula di Armo, Mala, Glampo, Berna e Petta, tra chitarre e barre senza prendersi troppo sul serio. Quando hanno suonato al MI MANCHI il pubblico sapeva già a memoria le loro canzoni e le urlava al cielo mentre loro sembravano nati per stare sul palco. Rappresentano la generazione frammentata, raccontano pensieri ed emozioni, amano stare insieme e fare musica come viene, senza dare punti di riferimento. Milano è già loro, ora sono pronti per fare il salto in tutta Italia.

Hello Mimmi

Il germogliare del sottobosco hyperpop italiano nell’ultimo anno è stato un qualcosa di tanto improvviso quanto affascinante. Un mondo incantato, ricco di personaggi bizzarri, con uno spirito di fratellanza fortissimo che tiene uniti come collante in un abbraccio di generi, glitch, iconografia pop, glitter e manga. In questo senso, l’esperimento di DANZƏ e del collettivo Le Major è stato tra i più ipnotici, come se fosse la porta dimensionale per un universo digitale che in molti ancora neanche immaginavano potesse esistere. Qui sono in tanti a spiccare per la loro stravaganza e il loro talento: tra tuttə puntiamo su Hello Mimmi, una potenziale diva dalla voce super infantile, come se la sua vita fosse cantata da un incrocio tra Cristina D’Avena e Pop X, che lascia spazio a interferenze assurde e apparentemente inconciliabili come il death metal, la trap e lo Zecchino d’oro. E invece è un magnete. Attendiamo nuova musica, magari un disco per dare seguito a questo suo delirio totale. D’altra parte, non è proprio così il futuro?

Vettosi

A guardare sulla carta di identità, non ci si crede: 24 novembre 2003. Eppure Francesco Vettosi, in arte solo Vettosi, sembra uno che fa rap da una vita. Una manciata di singoli fuori e un mixtape, Strada, che raccontano la sua storia di ragazzo costretto a crescere presto e danno già la dimensione con uno con le carte in regola per andare lontano. E che ha già fatto in tempo a collaborare con Guè, nell’ultimo capitolo di Fastlife, e con TY1. Lontano dalle ostentazioni da gangster, dai bling bling e dall’edonismo, Vettosi si snoda su barre glaciali, ruvide e pure momenti incredibilmente melodici, a smorzare gli spigoli di chi ha già imparato quanto può essere dura la vita. Ora, con 18 anni appena compiuti e vissuti cercando continuamente di non sbattere il mento contro il marciapiede, è il suo momento di uscire dalla strada e prendersi la scena.

Baobab!

Li abbiamo incrociati tra i loft di Tuci qui a Milano – ma vengono da Torino –, dove stavano registrando le loro prime cose e cazzeggiando amabilmente al tempo stesso, ed è bastato quello a catturare subito la nostra attenzione. I Baobab! sono in tre. Gaia Morelli canta con voce profonda, languida, sospirata, mentre Marco Fracasia – occhio anche al suo progetto solista in arrivo – e Alessandro Petris la accompagnano con i loro nebbiosi synth, bassi e chitarre nostalgiche e, perché no, occasionalmente un timido trombone che fa capolino (almeno quando sono venuti a suonare qualcosina per noi). A inizio 2022 arriva il primo ep, per ora c’è da aspettare ancora un po’, ma vedrete che ne varrà la pena. È un alt pop rallentato che rapisce e coccola al tempo stesso, che accarezza con melodie spaccacuore e ci ubriaca con ventate di leggera psichedelia, facendoci sentire come solo le sbandate di corazon più forti sanno regalare.  

Leatherette

La lunga scia del prepotente ritorno del post punk partito dal Regno Unito negli ultimi anni ha generato una band, a Bologna, che ci piacerebbe vedere vicino a Fontaines D.C., Black Midi, Parquet Courts e tutta la compagnia. Si chiamano Leatherette, sono in cinque – due dei quali musicisti in un altro progetto notevole, Vipera – e con il loro ep Mixed Waste ci hanno subito convinto: abrasivi, minimali, meravigliosamente cacofonici, caotici, dissacranti, hanno quell’energia cupa e disturbata da renderli magnetici. Pare che già con l’anno nuovo arrivi il primo album, e chissà di non vederli in giro su qualche palco interessante, così da pogare per bene dopo quasi due anni di muscoli atrofizzati dal lockdown. Intanto ci facciamo bastare la tagliente alienazione no wave dei quattro brani usciti finora, ben consapevoli che c’è tutto il tempo per farsi prendere per bene a schiaffi da loro. 

Thru Collected

Ascoltare per la prima volta Discomoneta, album di debutto del collettivo napoletano Thru Collected, è come inserire un gettone in un jukebox interdimensionale, che ci fa sentire familiare un futuro di cui riusciamo a malapena a intuire la forma. Specchiopaura, Alice, Lucky Iapolo, Altea, Sano, Messico cassette, Gomma. E gli altri. Una manciata di ragazzi tra i 17 e i 27 anni, abili a vedere strade nuove quando sembrano già tutte battute nella musica. Una capacità che solo chi è giovane e un po’ folle ha. Freschi, sensibili, obliqui, con una potenza detonatrice che passa dalla delicatezza, dal muoversi al rallentatore mentre tutto attorno è accelerato all’inverosimile. Così, su beat elettronici che sembrano sul punto di sfaldarsi da un momento all’altro, vediamo apparire e scomparire fotogrammi hyperpop, r’n’b, dub, clubbing, mentre una melassa sonora ci avvolge e ci protegge dalle interferenze dissonanti che cercano di bucarla. E se questo è davvero il futuro, non si può averne paura.

Novelo

Non viene da Milano, ma da Miano, quartiere di Napoli. Andrea Leone in arte Novelo (anagramma di No Love) scrive musica dalla sua cameretta più per sé stesso, che per gli altri. Il seme della sua musica è germogliato negli ultimi anni e pare destinato a sbocciare definitivamente, per la massa, nel 2022: Andrea è versatile, a metà tra il sad lo-fi e il punk, fonde elementi rock e rap a testi intimissimi, personali, all’interno dei quali l’ascoltatore può immergersi e immedesimarsi. Vive lontano dalle vetrine dei social, ha uno stile fresco, personale, è introverso. Il 3 dicembre, dopo mesi chiuso in studio di registrazione, esce Caro mostro, il suo album di debutto. Raccoglie flussi di coscienza, autoironia e ferite sul cuore, incastri lirici e ottime produzioni. Con lui, nelle tracce, Ariete, Tommy Dali, Lil Busso, Psicologi. Ascoltatelo, e vi sarà tutto più chiaro.

Tananai

Alberto Cotta Ramusino è un pazzo che bazzica la scena da un po’: prima, con il progetto elettronico Not For Us, poi, con lo pseudonimo Tananai, da Cologno Monzese il giovane classe ’95 ha invaso Milano. E da Tucidide (periferia est della città, dove la sua musica è germogliata tra i loft e il cemento) si prepara al decollo, rilassato come pochi. L’atterraggio a un pubblico più vasto, nel 2022, è sicuro: dopo essersi fatto conoscere tra le nicchie milanesi, Tananai, che ha già firmato il disco Piccoli boati, mostrerà la sua faccia da schiaffi e la sua Maleducazione (come il titolo del suo ultimo singolo) tra gli aspiranti big di Sanremo. Non prima di aver firmato la sua parte in Le madri degli altri, un brano del nuovo disco di Fedez, Disumano. Nessun problema a mettere più di due centesimi sul fatto che Tananai sarà uno dei cantautori di riferimento per le nuove generazioni post itpop, con il ritmo serrato della sua musica da “ultimo romantica”: un po’ arrogante, parecchio sexy.

BigMama

BigMama, alter ego artistico di Marianna Mammone, 21 anni, nasce ad Avellino e ora vive a Milano. Basta ascoltarla e vederla rappare su un palco per farsi venire i brividi, sentire la sua rabbia e il suo dolore, ma anche la sua voglia di vivere e gioire. Le sue barre sono una lama, uno schiaffo in faccia a chi le ascolta, ammutoliscono per il loro peso. Si avvicina al rap nel 2013, quando scrive i suoi primi testi e pubblica le prime canzoni su YouTube. Nel 2019 escono tre freestyle, Marianna entra poi in Pluggers e a partire dal singolo Mayday si apre un nuovo percorso: collabora con Crookers, firma la sua parte in un pezzo con Inoki, sale di livello a ogni singolo che pubblica. Nelle sue rime c’è tutta la sua grinta, la necessità di reagire, difendersi, e anche il bisogno urgente di raccontare la sua storia, di combattere contro chi la vuole giù. E che non ha nessuna possibilità di riuscirci: Marianna è già una stella.

Assurditè

Scoprite Assurditè, ascoltate uno dei suoi singoli, Flora: sarà la vostra nuova droga notturna. Una voce intensa e seducente che viene dall’hinterland milanese e si propaga verso il futuro: scrive testi e musica da quando ha 17 anni, ma è solo da quest’anno (a 22 appena compiuti) che Chiara Balzan pubblica le sue prime canzoni. Una manciata di singoli all’attivo, un premio Musicultura 2021, un pianoforte e una voce attraente, matura, che si appiccica alle orecchie al primo ascolto e che live mostra tutta la sua bravura. Prima si chiamava Envirez-vouz, che tradotto dal francese (e per citare Baudelaire) significa “ubriacatevi” (di poesia, di vino, di virtù); ora si chiama Assurditè, un neologismo che non ha traduzione e che riassume il suo approccio alle giornate, il modo diretto in cui parla, l’istinto e l’intensità con le quali affronta le scelte. E la musica, con cui naviga nel mare magnum dell’indie pop, cullata dalle onde r'n'b. Un po’ romantica, ma anche un po’ stronza, glielo si legge in faccia che l’unica cosa che l’arte fa parte di lei. Oltre a cantare, realizza gioielli, sculture, dipinge, disegna. Vorrebbe anche aprire un locale a Milano dove poter suonare e far suonare gli altri, circondati dai suoi quadri. Magari succederà. D’altra parte, mai dire mai: nella vita è tutto così Assurditè. Soprattutto se hai vent’anni, e quello sguardo languido e spudorato.

Queen of Saba

Sono in due, ma sembrano un esercito e quando sono sul palco fomentano come se lo facessero da nove vite. Sara Santi (25 anni, voce camaleontica, loop station) e Lorenzo Battistel (27 anni, pad, tastiere, percussioni) sono un duo “iridescente, elettrico, non binario, intersezionale”. Si chiamano come una sovrana assoluta (la mistica regina di Saba) e vengono dalla laguna di Venezia. Cominciano a fare casino sul palco di Argo 26 (venue di Marghera) e, insieme ad altri artisti della zona, fondano l’etichetta La Colletta Dischi, con cui debuttano nel 2021 con Fatamorgana, il primo disco. Da quel momento, fuochi d’artificio: un’esplosione di corpi veri che si spogliano sul palco, osano, sudano, si scatenano, urlano, unendo la frenesia disco di Cosmo alla sfacciataggine e all’ironia di Lily Allen, tra reggae, soul, r'n'b, hip-hop e funky. Cantano di “ciclo mestruale e di quanto sia bello scopare, abbattere tutte le norme di genere ed esprimere liberamente la propria rabbia”. La musica è il loro coming out: lasciamo che continuino a farla, sempre più forte.

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L'articolo CBCR 2022: il futuro della musica italiana in 15 nomi di Redazione è apparso su Rockit.it il 2021-12-01 10:00:00

Tag: cbcr

COMMENTI (2)

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  • lele_t 44 g Rispondi

    Ubriacatevi in francese si traduce Enivrez-vous, non Envirez-vouz @rockitadmin

  • stedici 51 g Rispondi

    Ma è possibile che siete cosi razzisti da non includere degli artisti non-bianchi? Speravo che fosse diversi, che delusione.

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