01/02/2016

Parlare di rap è riduttivo. Bisogna aggiungerci almeno un po’ di rock, elettronica e reggae. I K-ANT con “La rivoluzione del Ctrl Alt Canc” aprono il disco sfottendo l’era digitale con strofe mirate, un ritornello grintoso e un sound orecchiabile. “Babylon is illusion” dà il via ai ritmi in levare, seguita da “La mia giornata inutile” featuring Molla: rime a perdifiato come quelle di “Vuoto”, un pezzo ben riuscito sulla fredda “indifferenza” dei rapporti interpersonali e sull’asocialità delle nuove generazioni “social”.

Nel brano “Nel lontano West” ci sono la voce e il testo di Caparezza, le cui influenze in realtà si avvertono qua e là lungo tutto il disco (“Fossi matto”, ad esempio). “Il numero otto”, “Trenta e l’ode” e “Catodico praticante” hanno un bel piglio. In “La concezione del tempo” feat. Think About It, la voce femminile nel ritornello calza particolarmente bene e il risultato è davvero buono.

Valorizzati dalle fucine di Medimex e Puglia Sounds Record, i K-ANT confezionano arrangiamenti ricchi e variegati, creando un bel mix tra parti suonate ed elettronica. È apprezzabile la voglia di differenziarsi dall’hip hop commerciale inserendo nei testi messaggi impegnati e riflessioni non banali. Nelle prossime produzioni bisogna continuare a lavorare così, affinando ulteriormente l’orecchiabilità dei pezzi, i giochi di parole e le rime.

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