Stranatrama Sogni Presunti 2020 - Rock, Alternativo, Garage

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Stranatrama: Sogni Presunti

Sogni Presunti è il titolo del disco d'esordio degli Stranatrama, band piemontese originaria di Ivrea.

Il quintetto si presenta come un'orchestrina rock e da un primo ascolto possiamo confermare che l'intento è quello: fare un buon rock sulla scia delle band che hanno fatto bene o male la storia del nostro panorama indipendente dagli anni Ottanta in poi. Sono evidenti dalle prime note de "La priorità" le influenze di una band piemontese d'eccezione come i Marlene Kuntz, mentre "Il tuo richiamo" porta alla mente senza dubbio le melodie e i ritmi di un'altra super band locale, i Subsonica. Tra rock alternativo e tentativi ben riusciti di orecchiabilità si inserisce alla perfezione la title track "Sogni presunti" e, andando avanti con l'ascolto, possiamo citare tra i brani migliori "Un altro destino" (altra reminiscenza dei Marlene dell'ultimo decennio) e la conclusiva "Vento del sud". Tra le altre cose, si inserisce in mezzo all'album anche una coraggiosa cover di "Amore che vieni, amore che vai" che, non me ne vogliano gli amici eporediesi, sarebbe anche il caso di smettere di violentare a piacimento (non ci riferiamo esclusivamente a questo episodio).

In conclusione, Sogni Presunti è un buon disco di rock alternativo all'italiana, con ovvi alti e bassi dettati anche dalla scelta di inserire parecchie tracce nell'album d'esordio di una band che cerca ancora i suoi ritagli di originalità. Complessivamente siamo di fronte ad un disco sufficiente, piacevole e apprezzabile per gli amanti e i nostalgici delle nostre band vecchio stampo, chiaramente ancora deboluccio su molti altri aspetti sui quali siamo certi si possa lavorare. L'importante è che le chitarre siano tornate, speriamo per molto tempo ancora.

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La recensione Sogni Presunti di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2020-08-16 07:47:20

COMMENTI (4)

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  • FedeFedeFede 2 mesi Rispondi

    Quando leggo certe espressioni rimango senza parole. Come si fa a dire "bisognerebbe smettere di violentare a piacimento", ma parla per te. Quindi dovremmo eliminare il concetto di cover? Eliminiamo gli omaggi, i tributi, i riconoscimenti che alcuni artisti fanno nei confronti di altri risuonando i grandi del passato? Allora cancelliamo dalla storia della musica perle come la versione di All Along The Watchtower di Bob Dylan, fatta da Jimi Hendrix, o Blue Suede Shoes di Carl Perkins fatta da Elvis Presley. Twist And Shout dei Beatles, lo sai che la loro versione è una cover? Stand By Me di Lennon, indovina un po': cover. I Cure che fanno Foxy Lady di Hendrix, Nirvana che fanno cover di Bowie, e via così. Sai com'è giunto al grande pubblico De André? Grazie a Mina che fece una sua cover, La Canzone Di Marinella. Eliminiamo anche quella cover? Ragazzi, qui su Rockit dovete finirla di far fare recensioni a chi non ne è capace. Si leggono castronerie a non finire.

  • Lorenzo999 6 mesi Rispondi

    Ci sono album che vanno ascoltati più e più volte per essere capiti, assimilati e per non staccarsene più. In modo inaspettato, ho scoperto sulla mia pelle che questo è uno di quelli

  • s_t_e 15 mesi Rispondi

    e questi da dove saltano fuori? wow, che bella scoperta. marco, sicuro di averli ascoltati bene? secondo me i subsonica non c'entrano affatto, io ci vedo molte più similitudini con i verdena. e infuenze new wave

  • ddavide 15 mesi Rispondi

    Gruppo interessantissimo, altro che sufficiente! Ma poi questa versione di "amore che vieni amore che vai" di De André, onestamente mi sembra una delle più fighe che abbia sentito, dopo quella di Battiato (sicuramente meglio di quelle di Ex-Otago e di Diodato) ci sarebbe stata benissimo nell'album tributo "Faber Nostrum"