13/03/2014

Sembra proprio che non abbiano dimenticato nulla, concentrando tutto ciò che volevano dire in un apparente delirio psichedelico di rock alternativo, fedele alla sua più intima natura. Tra materiali vecchi e nuovi, armato di fantasia, scomposto, grondante di spleen punk e di gioiosa devozionalità folk-garage, ecco a voi un album suonato a 360 gradi. Il ritmo efficace ("Without you", "She’s my shadow", "Victory day"), gli arrangiamenti sobri, evocativi ("Washing in dirty water", Tomorrow come my way", "Into the nignt/sad rites of loneliness") e l’accreditato senso melodico contenuti nell’opera, conducono l’ascoltatore ad un incrocio ideale di chitarre sghembe, cavalcate punk e sorprendenti tonalità folk ("No free girl"). Canzoni che vengono dal passato per rappresentare il presente con scatti sonori originali e nervosi, mai ripetitivi. Un invito ad immergersi negli anni del rock che diventa psichedelia e suggerisce: “benvenuti dunque, buoni d’orecchio”.

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